giovedì, 10 Settembre 2026

Siena. Laboratorio dell’ospedale di Nottola, un servizio all’avanguardia

Siena, 10 settembre 2026 – Negli ultimi vent’anni, il laboratorio dell’ospedale di Nottola ha attraversato una profonda trasformazione, diventando un punto di riferimento fondamentale per il territorio. In questo percorso, sono stati fatti investimenti nell’innovazione, nelle tecnologie di ultima generazione e nell’organizzazione, ma soprattutto nelle competenze delle persone.

Le ultime novità riguardano l’area CoreLab, dedicata agli esami chimici e immunochimici, dove la nuova catena automatizzata consente di gestire in tempi più rapidi le prestazioni richieste, con tempi di refertazione di una-due ore.

Importanti innovazioni hanno interessato anche la microbiologia, con l’introduzione di due nuove tecnologie. La prima è dedicata all’identificazione batterica mediante spettrometria di massa, che consente di individuare rapidamente, in circa 10 minuti anziché in un giorno, i patogeni presenti. La seconda permette di refertare nella stessa giornata le urinocolture risultate negative.

Oggi il laboratorio serve una vasta area che va dalla Valdichiana Senese all’Amiata, fino alla zona senese e ai territori dell’Umbria e del Lazio. Nel 2025 sono state eseguite 1.700.000 prestazioni, un dato che sarà in ulteriore crescita nel 2026: numeri che raccontano una struttura sempre più moderna, capace di garantire elevati standard di qualità — certificata ISO 9001:2015 dal 2004 — e tempi di risposta sempre più rapidi.

«C’è un valore che nessuna tecnologia potrà mai sostituire: le persone, – afferma la direttrice del laboratorio Marilena Fantacci. – Le colleghe e i colleghi che ogni giorno affrontano sfide e difficoltà con straordinaria professionalità e senso di responsabilità rappresentano il cuore del nostro laboratorio. Dietro ogni tecnologia e ogni innovazione, il Laboratorio di Nottola ha sempre messo al centro la persona, le storie e le famiglie di chi si affida a noi. Abbiamo scelto di guardare al futuro senza mai dimenticare per chi lavoriamo. È questo che dà un senso profondo a ciò che facciamo».

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