giovedì, 10 Settembre 2026

Lazio, Sindacati: “Non può vivere in emergenza permanente. Prima di ogni delibera viene sicurezza delle cure”

Le organizzazioni della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e PTA contestano il nuovo Piano regionale per la gestione dei ricoveri: “No alla trasformazione delle misure emergenziali in assetto ordinario”

Le Organizzazioni Sindacali della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e PTA del Lazio esprimono forte preoccupazione per il nuovo Piano regionale di gestione dei ricoveri, varato, secondo quanto denunciano le sigle, senza un adeguato confronto con le rappresentanze dei professionisti.

Le organizzazioni sindacali condividono l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, ma evidenziano il rischio che strumenti pensati per fronteggiare l’emergenza possano trasformarsi in un assetto ordinario, con possibili conseguenze sulla sicurezza delle cure, sulla continuità assistenziale e sull’attività programmata.

“Il territorio è ancora incompleto”

Secondo i sindacati, il problema si inserisce in un contesto nel quale la rete territoriale, comprese Case e Ospedali di Comunità, presa in carico delle cronicità e gestione degli accessi a bassa priorità, non sarebbe ancora pienamente operativa.

Di conseguenza, viene denunciato il rischio che siano gli ospedali a dover compensare le carenze attraverso continue riallocazioni di personale e posti letto, la moltiplicazione dei livelli decisionali e una crescente fungibilità delle competenze specialistiche.

Una situazione che, secondo le organizzazioni, può determinare ritardi, percorsi meno appropriati, rinvii di interventi e attività diagnostiche, oltre a una maggiore incertezza nell’individuazione delle responsabilità cliniche.

“Le decisioni assunte costituiscono un rischio fattuale per i pazienti”, sostengono le OO.SS., sottolineando che, in assenza di ascolto e confronto con gli operatori sanitari e le organizzazioni sindacali, “un’organizzazione instabile produce ritardi, percorsi meno appropriati, interruzioni dell’attività programmata e responsabilità cliniche indefinite”.

Le richieste dei sindacati

Le Organizzazioni Sindacali chiedono innanzitutto l’apertura immediata di un tavolo regionale permanente con le OO.SS. e le rappresentanze professionali, prima dell’attuazione delle misure con maggiore impatto su turni, competenze e percorsi assistenziali.

Tra le altre richieste figurano la pubblicazione di una ricognizione operativa delle strutture territoriali e del loro reale contributo alla riduzione degli accessi impropri, oltre alla definizione di un piano strutturale per organici e posti letto, distinguendo in modo netto le misure emergenziali dall’organizzazione ordinaria.

I sindacati chiedono inoltre di tutelare le competenze specialistiche e l’attività programmata, evitando una fungibilità indiscriminata del personale e rinvii sistematici delle prestazioni.

Infine, viene sollecitato un monitoraggio trasparente degli effetti del Piano su tempi di attesa, esiti, sovraffollamento, carichi di lavoro ed eventuali eventi avversi.

“L’emergenza non può diventare la regola”

Per le organizzazioni firmatarie, ridurre il sovraffollamento dei Pronto Soccorso rappresenta un obiettivo condiviso e non più rinviabile, ma non può essere perseguito trasformando l’eccezione in regola o scaricando sugli ospedali e sui professionisti le carenze di una rete territoriale ancora incompiuta.

La posizione dei sindacati si riassume nello slogan scelto per la nota: “Prima di ogni assetto, prima di ogni delibera, viene la sicurezza delle cure”.

La nota è firmata da AAROI EMAC Lazio, ANAAO Assomed Lazio, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, Federazione CIMO FESMED, Federazione CISL Medici Lazio, FASSID (AIPAC-SIMET-SNR-SINAFO-AUPI), FVM Federazione Veterinari e Medici e Coordinamento regionale UIL-FPL Medici, Veterinari, Dirigenti Sanitari.

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