Ferrara, 10 settembre 2026 – “Fratture da fragilità: diagnosi, terapia e continuità assistenziale”, questa la tematica al centro dell’appuntamento scientifico, organizzato dalla Società Medico Chirurgica di Ferrara, che si terrà sabato 12 settembre 2026 (dalle ore 8:30 alle 14:00) presso l’Aula Magna dell’Ospedale di Cona.
Il convegno – aperto ai professionisti sanitari e alla popolazione – è organizzato dalla prof.ssa Maria Chiara Zatelli e dalla prof.ssa Maria Rosaria Ambrosio (rispettivamente Direttrice e Professore Associato dell’Unità Operativa di Endocrinologia e Malattie del Ricambio dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara), insieme al prof. Leo Massari Direttore dell’Unità Operativa di Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.
L’evento si propone di affrontare, in maniera multidisciplinare e integrata con la partecipazione di esperti, i principali aspetti legati alle fratture da fragilità, con particolare attenzione a: diagnosi e inquadramento clinico, terapia medica dell’osteoporosi, gestione chirurgica delle fratture e percorso del paziente con frattura, dall’accesso in Pronto Soccorso alla dimissione, fino alla presa in carico territoriale. L’evento approfondisce inoltre la prevenzione della seconda frattura, attraverso l’implementazione di programmi di secondary fracture prevention e il potenziamento della continuità assistenziale ospedale–territorio. Per questo motivo verrà presentato il Percorso assistenziale recentemente aggiornato presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara.
Obiettivo dell’incontro è promuovere un approccio condiviso e multidisciplinare che superi la gestione episodica della frattura come evento acuto, per trasformarla in un’opportunità di diagnosi e trattamento dell’osteoporosi sottostante. L’evento si rivolge a tutte le figure professionali che si occupano della salute delle ossa, comprendendo endocrinologi, internisti, geriatri, reumatologi, ortopedici, fisiatri, medici di assistenza primaria, infermieri, fisioterapisti e tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente fragile, con l’intento di favorire il confronto interdisciplinare e la costruzione di modelli assistenziali efficaci e sostenibili.
Le fratture da fragilità rappresentano una delle principali conseguenze dell’osteoporosi e costituiscono un rilevante problema di sanità pubblica per l’impatto clinico, sociale ed economico che determinano. L’invecchiamento progressivo della popolazione ha comportato un incremento significativo dell’incidenza di fratture, in particolare a carico di femore, vertebre, polso e omero prossimale, con conseguenze spesso invalidanti in termini di perdita di autonomia, aumento della mortalità e peggioramento della qualità di vita.
Nonostante l’elevata frequenza, le fratture da fragilità restano ancora oggi sottodiagnosticate e sottotrattate, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione delle fratture successive. È noto infatti che il rischio di una seconda frattura aumenta significativamente dopo il primo evento, in particolare nei primi 12–24 mesi, configurando quello che viene definito “imminent fracture risk”. Questo rende fondamentale un intervento tempestivo e strutturato multidisciplinare e multiprofessionale.