L’équipe ha affrontato con successo una rara e gravissima emergenza chirurgica. Il caso conferma il ruolo del presidio di Susa nella rete sanitaria dell’AslTo3
Susa, 4 settembre 2026 – Un paziente di 77 anni è arrivato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Susa dopo ripetuti episodi di sincope. Gli accertamenti diagnostici, e in particolare la TAC, hanno individuato rapidamente una grave emorragia interna causata dalla rottura di un aneurisma dell’arteria splenica, una condizione rara e potenzialmente letale. L’équipe dell’ospedale ha attivato immediatamente il percorso di emergenza e il paziente è stato trasferito in sala operatoria in condizioni di marcata instabilità emodinamica, prossime al collasso. I chirurghi hanno eseguito una splenectomia d’urgenza, che ha consentito di controllare l’emorragia e salvare il paziente.
L’équipe chirurgica era composta dal direttore Massimiliano Caccetta, insieme a Simone Birolo, Christian Mosca ed Emanuele Sibilla, con la collaborazione dell’équipe anestesiologica e rianimatoria guidata dal responsabile dell’Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Luca Sivera e del personale di sala operatoria coordinato da Angelo Cincotta.
Il paziente è stato successivamente trasferito in Terapia Intensiva, dove è rimasto sotto osservazione per alcuni giorni. Le sue condizioni hanno consentito, dopo circa tre-quattro giorni, il trasferimento nel reparto di degenza ordinaria e, una settimana dopo l’intervento, la dimissione senza complicanze.
La rottura di un aneurisma dell’arteria splenica rappresenta un evento raro e particolarmente grave, nel quale la rapidità della diagnosi e dell’intervento può essere determinante per la sopravvivenza. L’organizzazione dell’ospedale di Susa ha consentito in questo caso di garantire all’interno del presidio tutte le fasi necessarie, dalla diagnosi alla stabilizzazione del paziente, dall’intervento chirurgico alla Terapia Intensiva.
L’attività della Chirurgia di Susa ha progressivamente consolidato negli ultimi mesi anche la propria capacità di risposta alle urgenze. L’équipe guidata da Caccetta, arrivato a Susa circa un anno e mezzo fa, ha sviluppato questo percorso nell’ambito dell’organizzazione complessiva dell’attività ospedaliera dell’AslTo3. «Il risultato ottenuto con questo paziente – sottolinea il dottor Caccetta – è innanzitutto il risultato di un lavoro di squadra. In emergenza non esiste il singolo professionista: chirurghi, anestesisti, rianimatori, infermieri e personale di sala operatoria devono lavorare come un’unica équipe. Il salvataggio di questo paziente dimostra che anche una realtà ospedaliera di dimensioni contenute può esprimere competenze e capacità importanti».
L’ospedale di Susa rappresenta un presidio fondamentale dell’organizzazione sanitaria dell’AslTo3 e opera all’interno di una rete che comprende gli ospedali di Rivoli e Pinerolo e i servizi territoriali. L’organizzazione aziendale assegna ai diversi presidi funzioni e competenze complementari, costruendo percorsi integrati che permettono di offrire le risposte più appropriate in relazione alle necessità dei pazienti e alle caratteristiche dei diversi territori.
«L’ospedale di Susa è un presidio importante per la nostra azienda sanitaria e per un territorio altrettanto importante come la Valle di Susa – sottolinea il Direttore generale dell’AslTo3, Giovanni La Valle –. La nostra programmazione non considera gli ospedali come realtà isolate, ma come parti di un’unica rete, nella quale Susa, Rivoli e Pinerolo sviluppano funzioni e competenze tra loro integrate e in collegamento con i servizi territoriali. Su Susa abbiamo investito e continuiamo a investire in professionalità, organizzazione e servizi. L’obiettivo non è replicare in ogni ospedale tutte le attività, ma garantire in ciascun presidio funzioni solide, appropriate e coerenti con i bisogni del territorio e con l’organizzazione complessiva dell’AslTo3».
La gestione di questa emergenza rappresenta un esempio concreto dell’efficienza del modello. La diagnosi tempestiva, la disponibilità delle competenze necessarie, la capacità di intervenire rapidamente e il coordinamento tra chirurghi, anestesisti, rianimatori e infermieri hanno permesso all’ospedale di Susa di affrontare con successo una situazione ad altissimo rischio.
Il risultato valorizza l’intera organizzazione del presidio e conferma il ruolo dell’ospedale di Susa nella rete sanitaria della Valle e dell’AslTo3.