venerdì, 4 Settembre 2026

Vicenda ASP Siracusa. Dopo la conclusione indagini preliminari, archiviata posizione di Alessandro Caltagirone e confermata estraneità

Si chiude con l’archiviazione la vicenda che ha coinvolto l’ex Direttore Generale dell’ASP di  Siracusa Alessandro Caltagirone.  

Il provvedimento – emesso dal tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica –  conferma la totale estraneità ai fatti che furono contestati al manager e per i quali, nel rispetto delle  istituzioni e dell’operato della magistratura, l’Ing. Caltagirone aveva scelto di dimettersi dal suo  incarico di dirigente pubblico.  

Richiamando le decisioni assunte dal Gip e dal Collegio del Riesame, la Procura ha messo in evidenza  come da parte di Caltagirone non ci sia stata alcuna adesione alle richieste dei privati e anzi, come  dal suo comportamento, emergano “atteggiamenti di prudenza e distacco incompatibili con la prova  di un accordo corruttivo”.  

“Ci sono decisioni giudiziarie che chiudono un procedimento. E ce ne sono alcune che, oltre a  chiudere un procedimento, restituiscono una persona alla verità della propria storia. Così gli avvocati  Giuseppe Seminara e Pietro Canzoneri, difensori di Caltagirone.  

È un provvedimento su cui confidavamo – affermano i legali – che conferma le decisioni richiamate  dal Giudice per le Indagini Preliminari, poi ribadite anche dal Collegio del Riesame.  Infatti nella prima ordinanza il GIP aveva chiarito: “…..va, in ogni caso, osservato che, anche dal  tenore delle conversazioni intercettate nei giorni successivi all’incontro, era sufficientemente chiaro  come la posizione di CALTAGIRONE rispetto alle richieste inerenti alla gara indetta dall’ASP di sua  competenza non fosse stata di certo accondiscendente, ma piuttosto scostante, e come le sue risposte  fossero state vaghe o come comunque di certo non avessero soddisfatto le aspettative degli  interlocutori. E ancora in un altro passaggio si legge: “Non emergono, invero, dalla complessiva  lettura del compendio indiziario gravi elementi idonei a comprovare l’asservimento, da parte del  p.u., della sua funzione in favore degli interessi manifestati dai privati, né la dimostrazione di mera  disponibilità a compiere in futuro atti contrari ai doveri del proprio ufficio, né ancora l’esercizio  della propria “influenza” sui commissari di gara.” 

Una tesi avvalorata anche dal Collegio del Riesame – continuano i legali – che la seconda ordinanza ha ulteriormente precisato: “…allo stato degli atti, non risulta individuabile un intervento posto in  essere (o anche solo promesso) dal Direttore Generale CALTAGIRONE Alessandro in favore della  società DUSSMANN idoneo a integrare la condotta tipica prevista dall’art. 319 c.p..” “…” Viene  anche riportato – proseguono gli avvocati – che: “Non vi è, inoltre, alcuna evidenza che il  CALTAGIRONE abbia esercitato pressioni sulla stazione appaltante; i commissari asserivano, al  contrario, di non aver mai avuto contatti diretti con lui,…”; L’ordinanza conclude che:In  definitiva, la tesi accusatoria si fonda su un’ipotesi ricostruttiva meramente congetturale e non  corroborata da indizi gravi, precisi e concordanti, risultando contrastata sia dalla dinamica degli  eventi sia dalle reazioni dei soggetti coinvolti,….” 

“Il decreto di archiviazione – concludono i legali – ha restituito chiarezza e dignità ad una storia  professionale e umana profondamente segnata da quanto occorso, confermando la correttezza  dell’operato di un manager che ha sempre rivendicato l’esercizio del proprio ruolo nell’esclusivo  interesse della collettività.” 

“Il provvedimento emesso dal GIP di Palermo – sottolinea Alessandro Caltagirone – rappresenta  per me e per i miei cari molto più di una semplice pronuncia giudiziaria: è il momento in cui si torna  a vedere la luce dopo mesi di profondo smarrimento, incredulità e sofferenza. 

Affrontare il peso dei sospetti e l’ombra del dubbio significa subire un logoramento che tocca la parte  più intima dell’animo. È una sofferenza che coinvolge la famiglia, gli amici, i collaboratori, tutti  coloro che conoscono la tua storia e faticano a riconoscerti nel racconto che improvvisamente viene  costruito attorno a te. 

È una ferita morale profonda, fatta di angoscia e di attese difficili da accettare e sostenere. Eppure – continua Alessandro Caltagirone – pur se emotivamente provato, non è mai venuta meno la fiducia  nelle istituzioni e nella giustizia. Ho sempre confidato nell’accertamento della verità, e questa  convinzione mi ha dato la forza di guardare avanti. 

In questo contesto va letta la scelta, immediata e dolorosa, di dimettermi dall’incarico di Direttore  Generale: un gesto compiuto esclusivamente per rispetto delle istituzioni, volto a garantire la piena  libertà degli accertamenti giudiziari ed a preservare il prestigio dell’azienda, pur nella convinzione  della correttezza del mio operato. 

Ciò che oggi, sul piano morale e professionale, rappresenta per me la più autentica gratificazione è  il riconoscimento della verità dei fatti, espresso nelle motivazioni giudiziarie richiamate dal provvedimento di archiviazione; provvedimento che non descrive soltanto la conclusione di una  vicenda giudiziaria, ma segna il riconoscimento di una condotta sempre saldamente ancorata ai  doveri istituzionali, lineare, coerente, caratterizzata da un netto distacco rispetto a richieste improprie  e costantemente orientata all’esclusivo perseguimento dell’interesse pubblico.  

Una verità che non ho mai smesso di attendere con fiducia e rispetto delle istituzioni e che mi auguro  restituisca integrità alla mia storia umana e professionale.  

Dalle prove più dure non si esce soltanto con una verità ristabilita: si può uscire con maggiore forza,  con ancora più determinazione e con la stessa disponibilità di sempre a mettere esperienza,  competenza e passione al servizio di nuove sfide.”

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