Pisa, 2 settembre 2026 – Oggi l’assessora regionale a sanità e politiche sociali Monia Monni torna a Pisa, in Aoup, per conoscere di persona alcune delle principali linee diagnostico-terapeutiche più innovative e di frontiera dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, per le quali l’ospedale è da anni attrattivo e di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca, assistenza e cura delle malattie più complesse. L’occasione è utile anche per incontrare i professionisti sanitari e confrontarsi con loro per sviluppare politiche sanitarie sempre più orientate ai bisogni delle persone e all’universalità delle cure.
La visita dell’assessora – accompagnata dalla direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedere – inizia dalle sale dell’elettrofisiologia dell’Unità operativa di Cardiologia 2 dove operano le èquipe di aritmologi interventisti che ricevono pazienti da tutt’Italia per la cura dei disturbi del ritmo cardiaco (bradicardia, tachicardia, extrasistolia, flutter, blocchi), per la cura alternativa ai farmaci della fibrillazione atriale (con ablazione, cardioversione, impianto di dispositivi regolatori del ritmo cardiaco) ma soprattutto per l’impianto di elettrocateteri cardiaci (pacemaker, defibrillatori, impianti di resincronizzazione cardiaca) e la rimozione di quelli infetti o malfunzionanti mediante approcci venosi multipli con un metodo pionieristico e innovativo (“Pisa approach”) che è stato poi negli anni copiato in tutto in mondo per la sua comprovata efficacia e validità.
Altra tappa poi nell’Unità operativa di Radiologia interventistica, dove si trova uno degli angiografi di ultima generazione acquisito di recente con i fondi Pnrr. Una struttura dove si effettuano da anni procedure di alta tecnologia come rivascolarizzazioni periferiche endovascolari per salvataggio di arto in pazienti con ischemia critica ulcerativa, shunt porto-sistemici trans-giugulari in pazienti cirrotici scompensati in attesa di trapianto, interventi di radioembolizzazione trans-catetere in pazienti oncologici, drenaggi biliari, embolizzazioni di arterie lesionate o di aneurismi viscerali, embolizzazioni innovative per l’ipertrofia prostatica e i fibromi uterini, oltre agli esami radiologici di routine. In tutto il Dipartimento di medicina radiologica, nucleare e di laboratorio si contano, fra le grandi apparecchiature di ultima generazione, 7 angiografi, 9 Tc e 5 Rmn, di cui una 1.5 Tesla.
All’assessora Monni è stato poi illustrato il progetto CARtoALL, lo studio multicentrico finanziato da AIFA di cui l’Aoup con l’Ematologia è capofila insieme a Unipi, in una collaborazione con l’IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumori “Dino Amadori” di Meldola e l’Università di Bologna per sviluppare la prima terapia CAR-T italiana per la cura della leucemia linfoblastica acuta T e dei linfomi periferici a cellule T recidivati o refrattari (tumori rari del sangue e del sistema linfatico altamente aggressivi dovuti alla crescita anomala e incontrollata dei linfociti T, i globuli bianchi deputati alla difesa immunitaria).
Spazio poi all’attività della Farmacia ospedaliera dell’Aoup per illustrare all’assessora Monni l’attività galenica clinica che si svolge al Santa Chiara per l’allestimento di terapie onco-ematologiche e poi i progetti innovativi di efficientamento del flusso gestionale dei medicinali per migliorare l’efficienza operativa e massimizzare il valore della risorsa farmaco.
L’incontro alla fine si è focalizzato sulle malattie rare in cui la Toscana ha da anni un ruolo di leadership mentre l’Aoup – che partecipa con molti professionisti e strutture alle European Reference Network (ERN), le reti di riferimento europee istituite nel 2017 per migliorare l’assistenza ai malati rari in tutta Europa – soprattutto è centro di coordinamento europeo della ERN ReCONNET, la rete di riferimento europea per le malattie rare e complesse del tessuto connettivo e muscoloscheletriche, attraverso l’Unità operativa di Reumatologia. In sostanza l’Italia – che partecipa con molti ospedali a tutte le reti ERN – ne coordina 3 di cui, appunto, una con sede a Pisa. E Pisa, con il coordinamento della rete ERN delle malattie rare e complesse del tessuto connettivo e muscolo scheletriche, è da anni in prima fila con attualmente 8 membri attivi nei settori anche delle malattie respiratorie, neuromuscolari, ossee, neurologiche, endocrino-metaboliche, dei tumori della tiroide, dell’osso e dei tessuti molli dell’adulto.
“Questa visita, come le altre nelle varie Aziende che sto facendo dall’inizio della legislatura – ha dichiarato l’assessora Monia Monni – è per toccare con mano quali sono le eccellenze del presidio pisano. Stiamo infatti ragionando su come fare per riuscire a mantenere insieme il sistema sanitario più pubblico d’Italia, con il paziente sempre più al centro del percorso di cura e in un’ottica di lavoro sempre più multidisciplinare. Per farlo dobbiamo efficientare il sistema sanitario pubblico spingendo ancora di più in avanti dove ci sono le eccellenze – quindi investire, continuare a crescere sull’innovazione e la tecnologia – e razionalizzare dove ci sono invece funzioni duplici, in modo che tutta la rete possa offrire una risposta di altissima qualità a tutte e tutti.”