15 pazienti trattate in un solo mese con protocolli mininvasivi e anestesia loco-regionale.
Villafranca di Verona, 28 agosto 2026 – Un risultato che unisce la massima accuratezza oncologica a una drastica riduzione dell’invasività: 15 pazienti (14 per patologia oncologica e una per patologia benigna) sono state sottoposte nell’ultimo mese a un innovativo protocollo chirurgico e anestesiologico che permette loro di riprendere la propria vita normale e le attività quotidiane già poche ore dopo l’intervento, senza dolore significativo e senza la necessità di terapie analgesiche aggiuntive.
Vantaggi del protocollo. Pazienti vigili, orientate e collaborative già al termine della procedura, con una precoce ripresa dell’alimentazione e delle normali attività relazionali. Un esempio emblematico è quello di una paziente di circa 50 anni che, a una settimana dall’intervento di quadrantectomia e trattamento del cavo ascellare, è potuta partire per una vacanza al mare. A ciò si aggiunge il minor tempo di occupazione della sala operatoria, evitando le fasi di induzione e risveglio dell’anestesia generale.
Il successo di questo modello assistenziale si fonda su tre aspetti in particolare: introduzione coordinata di tecniche all’avanguardia che semplificano l’esperienza clinica della donna; accessi chirurgici di estrema precisione e incisioni limitate che garantiscono ampi margini di sicurezza oncologica preservando al contempo il tessuto mammario e l’armonia estetica; anestesia loco-regionale e sedazione avanzata, ciò attraverso l’utilizzo di blocchi della fascia toracica sotto guida ecografica e con anestetici a lunga durata d’azione, associati a una blanda sedazione controllata. Questo approccio evita l’anestesia generale e la gestione invasiva delle vie aeree, garantendo il respiro spontaneo e un risveglio immediato.
Un impegno concreto per la Green Surgery. L’Ospedale di Villafranca estende l’innovazione anche alla sostenibilità ambientale, integrando i principi della Green Surgery e della Green Anesthesiology.
La sanità moderna deve infatti coniugare la qualità clinica con la riduzione dell’impatto ecologico. L’approccio adottato prevede azioni concrete e rigorose: dall’evitare procedure non necessarie e prevenire le complicanze all’ottimizzazione del percorso pre e postoperatorio, privilegiando materiali riutilizzabili dove consentito dalle normative, evitando l’apertura preventiva di materiale superfluo, migliorando la raccolta differenziata e ottimizzando i consumi energetici delle sale operatorie.
Dietro questi risultati vi è la forza di una squadra coesa. Il percorso senologico di Villafranca si regge su un modello multidisciplinare consolidato che vede la stretta e quotidiana collaborazione tra Chirurgia Senologica e Anestesia e Rianimazione, Anatomia Patologica e Oncologia, Radiologia e Radioterapia.
“L’esperienza maturata in questi anni, l’avvento di giovani colleghi e la passione per il lavoro rappresentano una garanzia per le pazienti – afferma il Direttore UOC Chirurgia Generale di Villafranca, Luca Bortolasi –. In questa ottica l’introduzione dell’anestesia loco-regionale associata ad una meticolosa chirurgia sia dal punto di vista oncologico che estetico assicura indubbi vantaggi. Un approccio che merita di essere valorizzato e rientra nel grande tema della Green Surgery che ha come obiettivo la sostenibilità ambientale nel campo medico e che si traduce con semplificare le procedure, preparare solo gli strumenti e i presidi che si utilizzano, riciclare i rifiuti, evitare gli sprechi”.
“Dal punto di vista anestesiologico, l’impiego di tecniche loco-regionali associate a una sedazione controllata permette di ridurre l’invasività, mantenere il respiro spontaneo, migliorare il comfort e favorire un recupero più rapido, con particolare attenzione alla prevenzione delle complicanze e alla riduzione del rischio clinico – aggiunge il Direttore UOC Anestesia, Rianimazione e Terapia del Dolore del ‘Magalini’, Filippo Righetti –. Innovare significa anche utilizzare in modo responsabile le risorse, riducendo procedure e materiali non necessari, ottimizzando i percorsi e adottare principi di Green Anesthesiology”.