giovedì, 27 Agosto 2026

Arriva la MEOPA nelle sale parto dell’Ospedale di Legnago (VR)

Nelle sale parto dell’Ospedale di Legnago è disponibile la MEOPA (Miscela Equimolare di Ossigeno e Protossido d’Azoto): una nuova modalità per affrontare il dolore del travaglio

Legnago (Verona), 27 agosto 2026 – Nelle sale parto dell’Ospedale di Legnago è da ora disponibile la MEOPA – Miscela Equimolare di Ossigeno e Protossido d’Azoto, un’alternativa in più per gestire il dolore delle contrazioni. È una nuova possibilità che amplia l’offerta di analgesia a disposizione delle future mamme e si aggiunge alle altre modalità già disponibili per accompagnare la donna durante il travaglio e il parto.

Cos’è la MEOPA. Si tratta di una miscela gassosa composta da 50% di ossigeno e 50% di protossido d’azoto. Viene inalato attraverso una mascherina e produce un effetto analgesico e rilassante, riducendo la percezione del dolore e contribuendo a diminuire ansia e tensione. Non si tratta di un’anestesia: alla concentrazione utilizzata, non viene prodotto un effetto anestetico. L’obiettivo è aiutare la donna a vivere le contrazioni con maggiore rilassamento. Uno dei principali vantaggi dell’uso della MEOPA è la rapidità d’azione e di eliminazione: il gas viene assunto per inalazione e il suo effetto si manifesta rapidamente; una volta sospesa la somministrazione, l’organismo ritorna rapidamente allo stato precedente.

L’utilizzo. La donna respira la MEOPA attraverso una mascherina, seguendo le indicazioni del personale ostetrico. L’inalazione può essere effettuata in relazione alle contrazioni, consentendo alla partoriente di partecipare attivamente alla gestione del dolore. La somministrazione avviene esclusivamente in ambiente ospedaliero e sotto la supervisione del personale sanitario, che valuta l’idoneità della metodica e accompagna la donna durante il suo utilizzo. Non può essere considerata un’alternativa alla peridurale: rappresenta piuttosto un’ulteriore possibilità, da scegliere in base alle esigenze e alle condizioni cliniche della singola donna. E l’efficacia percepita può variare da soggetto a soggetto: la MEOPA non elimina completamente il dolore, ma può renderlo più gestibile e aiutare la partoriente ad affrontare le contrazioni con maggiore serenità.

«L’introduzione della MEOPA si inserisce in un approccio alla nascita che mette al centro la personalizzazione dell’assistenza», spiega la Dott.ssa Paola Pomini, che dirige l’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Legnago. «Non esiste, infatti, un’unica modalità di gestione del dolore adatta a tutte le donne. Durante il travaglio possono essere utilizzate diverse strategie, anche in combinazione tra loro. Tra le principali metodiche non farmacologiche rientrano respirazione e tecniche di rilassamento; libertà di movimento e cambiamento delle posizioni; massaggi e contatto fisico; utilizzo della doccia o dell’acqua calda. Il travaglio e il parto in acqua possono rappresentare un ulteriore strumento di gestione naturale del dolore. Durante tutte le fasi vi è un accompagnamento e supporto continuo da parte dell’ostetrica e della persona scelta dalla donna, in un ambiente e con modalità assistenziali orientate a favorire comfort, sicurezza e senso di controllo. C’è sempre – aggiunge la Dott.ssa Pomini – la possibilità di richiedere l’analgesia peridurale, una metodica farmacologica che consente di ottenere un controllo più efficace del dolore, mantenendo la donna cosciente e partecipe».

Per la coordinatrice delle Sale parto dell’Ospedale Mater Salutis di Legnago, l’Ostetrica Alessandra Campo, «la scelta resta della donna. L’introduzione della MEOPA significa soprattutto avere una possibilità in più. Ogni travaglio è diverso e ogni donna vive il dolore in modo personale. Perciò l’obiettivo non è proporre una soluzione uguale per tutte, ma mettere a disposizione più strumenti affinché ciascuna possa, insieme all’équipe ostetrica e anestesiologica, individuare la modalità più adatta alle proprie esigenze e alla situazione clinica. Questa metodica non necessita di ulteriori esami e può quindi essere richiesta direttamente in sala parto».

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