mercoledì, 19 Agosto 2026

Grave ictus a 95 anni: operata e salvata all’Azienda Moscati di Avellino, l’anziana irpina è già tornata a casa

Avellino, 19 agosto 2026 – A 95 anni, la signora Guglielmina è tornata a casa dopo un grave ictus cerebrale. Una storia che racconta come, anche davanti a un paziente molto anziano, a guidare le scelte debbano essere le condizioni cliniche, l’autonomia della persona e le concrete possibilità di recupero. Residente a Lioni, in provincia di Avellino, e ancora pienamente autonoma nella vita quotidiana, la donna è stata dimessa ieri pomeriggio dall’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati in buone condizioni di salute e con un programma di riabilitazione domiciliare.

Giovedì scorso, dopo essersi svegliata regolarmente intorno alle 6, circa mezz’ora più tardi è stata trovata in stato soporoso, con difficoltà nel parlare e nel muovere gli arti. Immediata la chiamata agli operatori del 118, che, durante il trasporto, hanno allertato il neurologo di turno. All’arrivo al Pronto soccorso della Città ospedaliera di Avellino, è stato subito attivato il percorso ictus e la paziente accompagnata in sala Tac, dove ad attenderla c’erano i neuroradiologi. Gli accertamenti hanno evidenziato un ictus di estrema gravità causato dall’occlusione di un grosso vaso arterioso. Il quadro clinico era reso più complesso dalla presenza di diabete, cardiopatia ipertensiva, fibrillazione atriale, recente scompenso cardiaco e dalla terapia anticoagulante. Dopo la valutazione del rapporto tra rischi e benefici e il confronto con i familiari, neurologi e neuroradiologi, con il supporto degli anestesisti, hanno deciso di procedere con una trombectomia meccanica, trasferendo subito l’anziana in sala operatoria. L’aspirazione del trombo ha consentito di ripristinare il flusso sanguigno, determinando un rapido miglioramento del quadro neurologico.

«Dopo circa venti minuti dall’arrivo in ospedale, la paziente era già in sala angiografica – evidenzia Florindo d’Onofrio, responsabile della Stroke Unit –. È la dimostrazione di quanto organizzazione e rapidità siano decisive. Ma questo caso ci ricorda anche che, in una persona anziana ancora autonoma, l’età anagrafica non può essere l’unico criterio su cui basare le scelte terapeutiche. Alla dimissione il quadro era profondamente diverso rispetto a quello dell’ingresso: la paziente era vigile, parlava normalmente, si alimentava in autonomia e presentava soltanto un lieve rallentamento e un minimo deficit di forza agli arti di destra. La successiva valutazione dei fisiatri ha consentito di programmare la riabilitazione direttamente nella sua casa di Lioni, con la prospettiva di un ulteriore recupero».

Un risultato reso possibile dalla rapidità dell’intervento e dal coordinamento tra tutte le professionalità coinvolte nel percorso ictus, dal 118 al Pronto soccorso, dalla Stroke Unit alla Neuroradiologia, fino agli anestesisti e ai fisiatri. «Nelle emergenze tempo-dipendenti ogni minuto è determinante – aggiunge Giuseppe Buono, direttore dell’Unità operativa di Neuroradiologia –. L’integrazione tra competenze diverse e la disponibilità di tecnologie avanzate consentono di intervenire tempestivamente anche nei casi più complessi e confermano il ruolo fondamentale dell’Azienda Moscati nella rete ictus regionale».

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