Non basta riempire le aule. In Campania bisogna dare contenuti, qualità e dignità alla formazione. Il Presidente Fico apra il confronto!
Dichiarazione di Giovanni Senese, Segretario Regionale Campania, Sindacato Medici Italiani (SMI)
Napoli, 18 agosto 2026 – Il futuro della Medicina Generale non si costruisce con gli slogan, ma formando professionisti capaci di affrontare la complessità delle cure primarie. La Campania e il Presidente Fico aprano una seria discussione sulla qualità del Corso di Formazione Specifica. Le dichiarazioni del sindacato maggioritario della categoria sul futuro della formazione in medicina generale meritano una replica chiara. Il problema della Campania non può essere ridotto al numero dei posti disponibili, al numero delle domande presentate o alla necessità di rendere più appetibile l’accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Il vero problema è cosa insegniamo ai futuri medici di famiglia. Per il triennio 2026-2029 la Regione Campania ha messo a bando 240 posti. Ma aumentare o coprire le borse, da solo, non significa costruire una buona medicina generale. Un contenitore, per quanto grande, resta vuoto se non vi sono contenuti, così Giovanni Senese, Segretario Regionale Campania.
Riteniamo necessario superare una discussione che rischia di fermarsi ai numeri e aprire immediatamente un confronto sulla qualità reale della formazione. Il medico di medicina generale del futuro deve essere formato alla gestione della cronicità e della multi morbilità, alla diagnostica di primo livello, all’appropriatezza prescrittiva, alla prevenzione, alla medicina d’iniziativa, alla presa in carico domiciliare del paziente fragile, alle cure palliative, all’utilizzo ragionato delle nuove tecnologie e della telemedicina, all’integrazione ospedale-territorio e alla gestione clinica delle urgenze che quotidianamente arrivano negli studi dei medici di famiglia. Deve, inoltre, conoscere profondamente organizzazione e norme della Medicina Generale convenzionata, perché non si può formare un futuro MMG senza insegnargli il funzionamento delle Aggregazioni Funzionali Territoriali, delle forme organizzative territoriali, dei distretti, dell’ADI, dei percorsi diagnostico-terapeutici e degli strumenti contrattuali che regolano la professione.
La formazione deve essere soprattutto formazione sul campo, negli studi dei medici di medicina generale e nei luoghi nei quali si esercitano realmente le cure primarie, sotto la guida di tutor indipendenti adeguatamente selezionati, e docenti che non si limitino soltanto ad insegnare l’empatia o a fare propaganda sindacale. E soprattutto non può essere considerata una Medicina Generale di serie B rispetto alla formazione universitaria specialistica. Su questo chiediamo alla Regione Campania e al Presidente Fico un cambio di passo.
Da molti anni, inoltre, sosteniamo, a livello nazionale, come siano maturi i tempi affinché per il percorso formativo in medicina generale sia riconosciuto l’istituzione di una scuola di specializzazione medica universitaria, che superi le regole gestionali poco trasparenti, una retribuzione inadeguata e obiettivi formativi non chiaramente definiti dei corsi regionali che si svolgono in tutto il paese. Vorremmo, in questo modo, integrare la formazione dei medici di medicina generale con il mondo universitario e rendere la medicina generale allettante per le nuove generazioni.
Se davvero si vuole rendere attrattiva la medicina generale per i giovani medici, bisogna offrire loro non soltanto una borsa, ma un percorso formativo autorevole, strutturato, moderno e professionalizzante, capace di dare competenze e una prospettiva professionale precisa.
Siamo del parere, infine, che non basta preoccuparsi di quanti giovani entrano nei corsi di formazione per la medicina generale. Bisogna preoccuparsi di come ne escono. La Campania non ha bisogno di medici che siano utilizzati per coprire caselle organizzative o riempire turni. Ha bisogno di medici di famiglia formati per fare i medici. Su questo terreno, quello dei contenuti, delle competenze e della qualità della formazione dei futuri giovani medici di famiglia chiediamo alla Regione Campania e al Presidente Fico di aprire il confronto.