lunedì, 10 Agosto 2026

Punture di api, vespe e calabroni. Il Mauriziano di Torino: “Reazione allergica grave va riconosciuta e trattata subito”

La professoressa Luisa Brussino, direttrice della SCDU Immunologia e Allergologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano, chiarisce i rischi delle punture, i segnali d’allarme, le misure salvavita e il percorso specialistico. Le reazioni allergiche generalizzate alle punture di api, vespe e calabroni possono interessare fino a circa il 7% degli adulti; le reazioni locali estese sono più frequenti e possono riguardare fino al 20-25% delle persone punte.

Torino, 10 agosto 2026 – Con la stagione estiva aumenta il rischio di punture di api, bombi, vespe e calabroni. La professoressa Luisa Brussino, direttrice della SCDU Immunologia e Allergologia dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano, mette in guardia sui rischi delle punture illustrando i segnali d’allarme, le misure salvavita e il percorso specialistico.

Tutti gli imenotteri possono provocare reazioni allergiche. Il veleno di api, vespe e calabroni è una miscela di proteine, enzimi e sostanze biologicamente attive: provoca dolore e infiammazione e, nelle persone allergiche, può innescare una reazione immunitaria anche molto grave. Api e bombi sono in genere meno aggressivi, ma non per questo meno pericolosi per un soggetto allergico. «La puntura di un imenottero può essere realmente pericolosa soprattutto per chi è allergico al suo veleno. Sono numerosi, per esempio, i pazienti allergici al veleno d’ape, in particolare tra le persone professionalmente esposte, come gli apicoltori», spiega la professoressa Brussino.

Una puntura: reazione locale, effetto tossico o anafilassi. La grande maggioranza delle persone non è allergica e, dopo una singola puntura, presenta soltanto dolore, arrossamento e gonfiore nella zona interessata. In questi casi non è necessaria una terapia specifica; per alleviare dolore e prurito possono essere utilizzati trattamenti topici, che agiscono esclusivamente sui sintomi locali. Nel soggetto allergico, invece, anche una sola puntura può provocare in pochi minuti un’anafilassi, con rapido coinvolgimento di più organi: orticaria diffusa, gonfiore delle mucose, tosse e difficoltà respiratoria, calo della pressione, perdita di coscienza. Senza un trattamento tempestivo con adrenalina, la reazione può diventare fatale.

In caso di anafilassi, l’adrenalina non deve essere ritardata. Quando dopo la puntura compaiono sintomi che interessano l’intero organismo, occorre chiamare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. Nel sospetto di anafilassi la terapia salvavita è l’adrenalina intramuscolo, da somministrare subito con l’autoiniettore nella parte antero-laterale della coscia. Antistaminici e corticosteroidi sono trattamenti aggiuntivi e non devono mai sostituire o ritardare l’adrenalina. In Piemonte è attivo un percorso dedicato alla gestione delle gravi reazioni allergiche, coordinato dalla Rete allergologica regionale e dall’Osservatorio per le gravi reazioni allergiche.

Chi è più a rischio e quando rivolgersi all’allergologo. Il rischio di una nuova reazione grave è maggiore in chi ha già manifestato sintomi sistemici dopo una puntura. Un’attenzione particolare è necessaria nei pazienti con mastocitosi sistemica o sindrome da attivazione mastocitaria e nelle persone esposte per ragioni professionali. La valutazione allergologica è indicata dopo una reazione sistemica o generalizzata e anche in presenza di reazioni locali estese, con gonfiore superiore a 10 centimetri e persistente per oltre 24 ore.

Diagnosi e immunoterapia: un percorso personalizzato. La diagnosi viene formulata dall’allergologo sulla base della storia clinica, dei test cutanei, del dosaggio delle IgE specifiche e delle indagini utili a identificare l’insetto responsabile. Per chi ha già avuto una reazione allergica sistemica è disponibile l’immunoterapia allergene-specifica con veleno di imenotteri, che riduce in modo significativo il rischio di nuove reazioni gravi. Il trattamento si affianca alla prescrizione dell’autoiniettore di adrenalina, che il paziente deve conoscere, saper usare e portare sempre con sé.

I numeri e l’attività del Mauriziano. La SCDU Immunologia e Allergologia dell’Ospedale Mauriziano segue oltre 300 pazienti con allergia al veleno di imenotteri; più della metà è sottoposta a immunoterapia specifica per allergia ai Vespidi. Circa 50 pazienti hanno indicato il calabrone come insetto responsabile della puntura.

L’invito degli specialisti del Mauriziano è di evitare allarmismi, senza sottovalutare i segnali d’allarme: informazione corretta, riconoscimento tempestivo dell’anafilassi e intervento rapido sono le misure più efficaci per prevenire le conseguenze più gravi.

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