lunedì, 28 Settembre 2026

NEXT to ME al Sacco di Milano: sanità territoriale cambia modello e rafforza continuità tra ospedale, territorio e domicilio

All’ASST Fatebenefratelli Sacco una giornata di confronto su organizzazione, innovazione e nuovi percorsi di cura. Al centro le esperienze già avviate e le prospettive di sviluppo della rete territoriale

Milano, 28 settembre 2026 – Si è svolto oggi, presso l’Aula Magna dell’Ospedale Luigi Sacco, “NEXT to ME – Organizzazione e innovazione per la sanità territoriale”, l’evento organizzato e promosso dall’ASST Fatebenefratelli Sacco e dedicato alle trasformazioni in corso nella sanità territoriale e alla costruzione di nuovi modelli di continuità delle cure tra ospedale, territorio e domicilio.

Una giornata di confronto caratterizzata da una grande partecipazione, che ha visto l’Aula Magna del Sacco, per la prima volta dopo i restauri, gremita di professionisti, rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e realtà del Terzo Settore, con l’obiettivo di condividere esperienze già avviate e riflettere sulle prospettive future dell’assistenza territoriale.

Ad aprire i lavori Maria Grazia Colombo, Direttore Generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia e Silvano Casazza, Direttore Generale di ATS Milano, seguiti dagli interventi dedicati alla continuità delle cure tra ospedale e territorio.

“La trasformazione della sanità territoriale non significa semplicemente spostare alcune attività dall’ospedale al territorio – ha sottolineato la Direttore Generale Maria Grazia Colombo – ma costruire percorsi realmente connessi, nei quali professionisti, servizi e tecnologie lavorino insieme intorno ai bisogni della persona. L’obiettivo è accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla presa in carico della cronicità, fino all’assistenza al domicilio. Per farlo servono organizzazione, competenze, innovazione e soprattutto capacità di lavorare in rete”.

La giornata ha permesso di mettere a confronto esperienze diverse, dalla presa in carico territoriale dei pazienti con BPCO attraverso il progetto RESPIRA ai nuovi percorsi di telemedicina, teleconsulto e telemonitoraggio per le persone con scompenso cardiaco; dalla presa in carico dei pazienti oncologici sul territorio al modello integrato di telemedicina per Foniatria e Logopedia.

Esperienze diverse, ma con un elemento comune: utilizzare strumenti e modelli organizzativi nuovi per rendere più fluido il passaggio tra i diversi livelli assistenziali, garantire la prevenzione e portare le cure più vicino alla persona. Un’evoluzione che coinvolge anche le Cure Primarie, con il rafforzamento della collaborazione tra professionisti e con esperienze come la visita domiciliare ostetrica e la Psicologia delle Cure Primarie, e che trova nelle Case di Comunità il luogo privilegiato in cui sperimentare nuove forme di collaborazione tra competenze sanitarie, sociali e realtà del territorio.

La trasformazione coinvolge anche le Università, gli Istituti di ricerca, le Fondazioni e gli Enti del Terzo Settore, chiamati a contribuire alla costruzione di nuovi modelli.

Tra le esperienze presentate anche i progetti di sanità digitale rivolti ai grandi anziani, come SMART Age e Adriano Sicura 2.0, e le attività sviluppate nelle Case di Comunità insieme al Terzo Settore.

“Il valore di queste esperienze sta nella possibilità di metterle in relazione tra loro”, aggiunge Enrico Frisone, Direttore Sociosanitario dell’ASST Fatebenefratelli Sacco. “Non parliamo, infatti, di singoli progetti, ma di tasselli di un modello che dobbiamo progressivamente estendere sul territorio e rendere sempre più accessibile. La tecnologia, la riorganizzazione dei servizi, la valorizzazione delle competenze e la collaborazione con gli altri soggetti della rete devono convergere verso un unico obiettivo: garantire ai cittadini continuità e percorsi di cura adeguati”.

Nel pomeriggio il confronto si è spostato sul presente e futuro delle cure al domicilio, con l’Home care Summit. Medicina digitale e telemedicina, ruolo del Medico di Assistenza Primaria, organizzazione delle cure domiciliari, cure palliative e percorsi per i pazienti pediatrici sono stati affrontati come componenti di un unico tema: come portare sempre più vicino alla persona la capacità di cura del sistema sanitario.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli strumenti digitali per la gestione territoriale delle patologie croniche in ambito pneumologico, cardiologico e diabetologico.

“L’evento di oggi è il primo organizzato nell’aula magna rinnovata dell’Ospedale Sacco e sono lieto di vedere come gli spazi riqualificati dell’Ospedale vengano progressivamente restituiti ai cittadini e ai professionisti. Questo importante percorso di rinnovamento riguarda non solo gli ospedali, ma anche il territorio, con le nuove Case di Comunità: 193 in tutta la Regione” – commenta Guido Bertolaso, Assessore al Welfare di Regione Lombardia. “Con le Centrali di Continuità Assistenziale e il numero 116117 ci troviamo davanti a un nuovo modello strutturato di medicina del territorio, sempre più vicino ai bisogni delle persone e integrato con la rete dei servizi. È una trasformazione epocale e ora la sfida è fare in modo che le nuove strutture sul territorio siano in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini e, al tempo stesso, che i cittadini conoscano e possano utilizzare pienamente i servizi messi a disposizione della comunità”.

“Il PNRR ci ha dato una grande opportunità per avviare la trasformazione strutturale anche dell’assistenza territoriale” – conclude Maria Grazia Colombo. “Ora è necessario trasformare gli investimenti e le nuove strutture, a partire dalle Case di Comunità, in un sistema realmente accessibile e riconoscibile. Perché una struttura ha senso solo se i cittadini sanno che cosa possono trovare, quali servizi sono disponibili e a chi possono rivolgersi. Fare rete significa quindi anche comunicare in modo chiaro e coerente, affinché le persone possano orientarsi e trovare risposte concrete ai propri bisogni”.

L’evento, accreditato anche come corso ECM residenziale per 8 crediti dal provider Affidabile, ha registrato il tutto esaurito. Considerato il riscontro positivo, è prevista a breve l’organizzazione di una nuova sessione.

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