il valore della scienza e dell’ascolto responsabile deve sempre restare l’unica guida
A tutti i medici, psicoterapeuti e professionisti della salute che hanno scelto di non rimanere in silenzio, e a tutti i cittadini che con essi si sono uniti.
Vi scrivo per esprimere un sincero e profondo ringraziamento per la vostra determinazione, la vostra trasparenza e il coraggio deontologico dimostrato in un momento storico estremamente complesso.
Il vostro intervento e la raccolta firme promossa con la petizione “Primum non nocere: la scienza oltre lo sguardo”, in risposta agli orientamenti emersi in ambito pediatrico e ospedaliero, segnati in modo emblematico dalla pubblicazione della guida “Oltre lo sguardo”, rappresentano un punto di svolta fondamentale. Per molti genitori, educatori e cittadini, quella pubblicazione ha segnato un confine che oltrepassava la corretta prassi medica e l’equilibrio etico, generando forte disorientamento.
Desidero chiarirlo con estrema fermezza: questo ringraziamento non nasce dal desiderio di denigrare o sminuire la sofferenza di chi vive momenti di fragilità e incertezza. Ogni persona, ogni bambino e ogni ragazzo che si affaccia alle strutture sanitarie merita di essere accolto con rispetto assoluto, empatia e la massima attenzione alle sue unicità. L’accoglienza e l’ascolto umano restano i pilastri imprescindibili di qualsiasi alleanza terapeutica.
Tuttavia, accogliere con cura non significa abdicare al rigore scientifico. La medicina e la psicoterapia non possono piegarsi ad approcci viziati da spinte ideologiche o suggestioni esclusivamente emozionali, specialmente quando in gioco ci sono la salute e lo sviluppo armonico di minori e giovani adulti. La protezione dei bambini e dei giovani richiede che ogni linea guida, ogni protocollo e ogni spazio di cura siano strettamente ancorati a dati scientifici solidi, verificabili e condivisi dalla comunità medica internazionale, e non a tesi non consolidate.
Aver scelto di porre domande chiare, di chiedere risposte formali e di offrire una “sponda” solida rispetto alla deriva ideale nei contesti ospedalieri è un atto di profonda responsabilità verso le future generazioni. Avere professionisti che dicono “io ci sono” per proteggere l’integrità della professione e la tutela dei propri pazienti, e in particolare dei più piccoli, restituisce fiducia nelle istituzioni sanitarie.
Grazie per la vostra voce, per la vostra competenza e per aver ricordato che la vera cura si fonda sull’equilibrio tra profonda umanità e incrollabile rigore scientifico.
Con rispetto Enrica Negri – Torino