giovedì, 6 Agosto 2026

Monitoraggio zecche in tutto l’Alto Adige: risultati per fine 2026

Il progetto MONZEC sulle zecche è finanziato dal programma Interreg Italia-Austria per ottenere dati più precisi sulla diffusione. Amhof lo accoglie con favore e incoraggia la prevenzione.

Bolzano, 6 agosto 2026 – Il progetto “MONZEC” sta raccogliendo dati sull’attività e la diffusione delle zecche a tutte le quote. Entro la fine dell’anno dovrebbero essere resi noti i primi risultati di questa iniziativa di ricerca, portata avanti nell’ambito del progetto Interreg Italia-Austria.

L’assessora provinciale all’Europa Magdalena Amhof è consapevole dell’importanza del monitoraggio delle zecche e della prevenzione dalle malattie trasmesse principalmente da questi parassiti: “Io stessa mi sono sottoposta in questi giorni alla vaccinazione contro le zecche, perché per me la prevenzione è fondamentale. Per questo motivo anche questo progetto del fondo Interreg Italia-Austria è particolarmente importante, poiché solo grazie ai risultati della ricerca possiamo reagire in modo adeguato e adottare le misure appropriate”.

Il monitoraggio delle zecche rientra tra quei progetti europei realizzati secondo l’approccio CLLD e quindi promossi e attuati in stretta collaborazione con la popolazione locale. Dal 2024 l’infettivologo Gernot Walder, insieme a un gruppo di medici veterinari di Belluno e alle associazioni dei cacciatori dell’Alto Adige e del Tirolo, si è impegnato a monitorare l’attività delle zecche su tutto il territorio. Il progetto, inizialmente limitato alla provincia di Belluno, alla Val Pusteria altoatesina e al Tirolo Orientale, è stato esteso nel 2026 a tutto l’Alto Adige e al Tirolo Settentrionale. L’obiettivo di questo progetto è quello di rilevare a lungo termine l’attività delle zecche tramite le segnalazioni effettuate nell’app gratuita Monzec e di elaborare le relative previsioni.

Cittadine e cittadini sono invitati a scaricare l’app gratuita sul proprio cellulare

Per quanto riguarda la raccolta dei dati, i responsabili del progetto si affidano innanzitutto ai cacciatori e alle cacciatrici, nonché agli agricoltori e alle agricoltrici, che, a causa della loro attività all’aperto, entrano in contatto con le zecche con particolare frequenza. Tuttavia, tutti i cittadini e le cittadine sono invitati a scaricare l’app gratuita sul proprio cellulare e a segnalare i casi di zecche individuate, al fine di circoscrivere l’area interessata nel modo più preciso possibile.

“I cacciatori e le cacciatrici altoatesini trascorrono molto tempo all’aperto. Ormai individuano zecche sulla selvaggina e sui loro cani da caccia quasi tutto l’anno e, proprio a causa della loro attività, sono essi stessi particolarmente esposti alle punture di zecca”, sottolinea il presidente dell’Associazione provinciale cacciatori Günther Rabensteiner.

Numerose segnalazioni di zecche anche ben oltre i 1.100 metri di altitudine

Finora, secondo l’Associazione cacciatori, nell’area del progetto sovraregionale sono pervenute 499 segnalazioni (dati aggiornati all’11 giugno 2026) – molte delle quali al di sopra della soglia dei 1.100 metri, che finora era considerata il limite dell’habitat di questi aracnidi. Sono state registrate segnalazioni relative alla loro diffusione fino a un’altitudine massima di 1.799 metri. La raccolta dei dati proseguirà fino alla fine dell’anno. Ogni segnalazione contribuisce a mappare la diffusione e l’attività delle zecche e a individuare rapidamente nuove specie. Ciò sarà importante anche in futuro per una prevenzione mirata.

Tutte le informazioni sul progetto: https://www.zeckencheck.at

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