domenica, 23 Agosto 2026

Prevenzione delle arbovirosi: incontro del Dipartimento di Prevenzione con Comuni ULSS Pedemontana

Al centro dell’incontro i piani di disinfestazione delle zanzare avviati nei Comuni del territorio e le indicazioni operative per le Amministrazioni Comunali e per i cittadini

Sarcedo (Vicenza), 30 luglio 2026 – Si è svolto ieri, presso la sede di Ca’ Dotta a Sarcedo, l’incontro organizzato dal Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 Pedemontana dedicato alla prevenzione delle arbovirosi, le malattie trasmesse dalle zanzare. All’incontro sono stati invitati i rappresentanti di tutti i Comuni del territorio aziendale; erano inoltre presenti delegati della Protezione Civile e della Polizia Locale.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività istituzionali di prevenzione e sorveglianza sanitaria, con l’obiettivo di rinnovare l’attenzione sul tema delle arbovirosi, fornire indicazioni operative sui piani di disinfestazione delle zanzare già avviati dalle singole Amministrazioni comunali e chiarire eventuali quesiti.

Nel corso della mattinata è stata realizzata un’esercitazione pratica finalizzata a ripercorrere le principali fasi previste dai protocolli regionali per la gestione di un caso sospetto o confermato di arbovirosi. L’attività ha permesso di approfondire gli aspetti tecnici e operativi degli interventi di controllo del vettore, dalle corrette modalità di impiego dei prodotti larvicidi e adulticidi fino agli aspetti organizzativi della gestione dell’emergenza. Particolare attenzione è stata dedicata alla simulazione della catena di comunicazione tra i soggetti coinvolti, per evidenziare l’importanza della tempestività delle segnalazioni e del coordinamento operativo per garantire interventi rapidi ed efficaci.

«I Comuni partecipano per allenarsi nella gestione di un’eventuale emergenza legata a queste malattie endemiche – spiega il dott. Lorenzo Bulegato, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’ULSS 7 Pedemontana –. È stata realizzata una simulazione articolata in una parte formativa e in una parte pratica. Durante l’attività sono stati approfonditi il riconoscimento dei principali focolai larvali, il ciclo biologico della zanzara vettore e le procedure previste per la gestione di un intervento di disinfestazione, seguite da una successiva esercitazione sul campo. È un lavoro di squadra: si prende confidenza con le procedure, si affrontano insieme le eventuali criticità, si rafforzano i concetti e si fa allenamento. È anche l’occasione per fare il punto della situazione e lavorare in stretta collaborazione».

Attività di prevenzione in corso sul territorio

Come previsto annualmente, le attività di prevenzione hanno avuto inizio nel mese di aprile in tutti i Comuni del territorio, con l’esecuzione dei trattamenti antilarvali periodici delle caditoie, in attuazione dei Piani comunali predisposti secondo le linee guida della Regione Veneto. Il monitoraggio dell’efficacia dei trattamenti larvicidi è svolto dal Dipartimento di Prevenzione: a seguito della comunicazione dell’avvenuto trattamento da parte del Comune, viene trasmesso un riscontro protocollato sull’esito delle verifiche e alle eventuali indicazioni per la ripetizione dell’intervento.

Qualora venga riscontrato un caso di arbovirosi nel territorio, il Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) attiva e coordina il piano di intervento secondo il protocollo definito dalla Regione Veneto, in collaborazione con il Comune interessato al fine di prevenire la diffusione dell’infezione. Vengono pertanto disposti sia il monitoraggio finalizzato a verificare la presenza di zanzare infette, sia interventi di disinfestazione straordinaria nelle aree limitrofe alla residenza della persona interessata.

Indicazioni per la cittadinanza

Con l’arrivo della stagione estiva e delle temperature elevate si registra un incremento della presenza di zanzare, che possono essere vettori di malattie potenzialmente pericolose per la salute. Le arbovirosi più diffuse in ambito europeo sono la dengue, la zika, la chikungunya e l’infezione da virus West Nile. La sintomatologia più comune comprende febbre, dolori articolari, nausea e vomito, talvolta accompagnati da manifestazioni cutanee, elementi che possono rendere complessa la diagnosi in fase iniziale. Sono patologie che non devono essere sottovalutate, in quanto nei soggetti anziani e nelle persone fragili possono determinare complicanze anche di rilievo.

In ogni caso, il modo più efficace per ridurre il rischio di trasmissione è limitare la proliferazione delle zanzare, soprattutto in questo periodo: «La cosa più importante è la prevenzione, nel tentativo di ridurre quanto più possibile il rischio – precisa il dott. Bulegato –. Non riguarda solo il territorio pubblico, dove i Comuni effettuano gli interventi larvicidi, ma è importante anche l’attenzione dei cittadini. Le indicazioni sono: cercare di ridurre ed eliminare le possibili fonti di acqua stagnante, proteggere con retine i depositi d’acqua per l’orto e adottare comportamenti di prevenzione ambientale e individuale, come l’uso di repellenti adeguati e dell’aria condizionata in casa o delle zanzariere». Si raccomanda inoltre di adottare tali precauzioni non solo nelle ore serali ma anche nelle ore diurne, considerando che la zanzara “tigre”, possibile vettore dei virus, risulta attiva anche durante il giorno.

Al momento, sul territorio dell’ULSS 7 Pedemontana non sono registrati casi autoctoni di arbovirosi, ma solo un caso importato. È comunque possibile attendersi che, nel corso della stagione, possano presentarsi alcuni casi, soprattutto in vista del rientro delle vacanze estive all’estero. Incontri come questo restano quindi fondamentali per mantenere alta l’attenzione sul tema e rafforzare la collaborazione tra Dipartimento di Prevenzione, Amministrazioni comunali e cittadini, unica strada per contenere efficacemente la diffusione delle arbovirosi sul territorio.

A sottolineare il valore della giornata formativa e dell’esercitazione congiunta tra tutti gli enti coinvolti è il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana, dott. Giovanni Carretta, che evidenzia: «Questa iniziativa dimostra quanto sia importante prepararsi insieme, condividendo competenze, procedure e responsabilità. La collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte e la partecipazione attiva dei cittadini, attraverso semplici gesti di prevenzione quotidiana, sono la chiave per rendere sempre più efficace il contrasto alle arbovirosi e la tutela della salute della nostra comunità».

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