Ravenna, 30 luglio 2026 – Lo ribadisce il direttore della Centrale Operativa 118 Romagna Soccorso, dottor Maurizio Menarini, che interviene in merito a quanto sollevato dal consigliere regionale Pestelli.
“La presenza di 4 mezzi di soccorso tecnico sanitario con equipaggi soccorritori non intacca la tempestività né la qualità degli interventi del 118 Romagna Soccorso. Sollevare il solito panico, accusando AUSL della Romagna di smantellare il proprio sistema di risposta all’emergenza territoriale, con l’accusa di voler risparmiare sul personale significa non avere una conoscenza specifica delle necessità epidemiologiche attuali correlate alle richieste di soccorso.
Proviamo, per l’ennesima volta, a puntualizzare alcuni elementi al fine di descrivere in modo corretto il funzionamento del sistema di soccorso preospedaliero (118) nelle province romagnole.
In primo luogo: una elevata percentuale di chiamate di soccorso oltre il 50%, riguarda condizioni che non richiedono specifici interventi sanitari ed assistenziali sul luogo dell’evento e durante il trasporto in pronto soccorso, ma semplicemente un accesso alla struttura sanitaria dove trovare una risposta appropriata. Per tali interventi un equipaggio con i soccorritori adeguatamente addestrati e formati rappresenta un appropriato livello di risposta.
In secondo luogo: il numero di mezzi di soccorso avanzato in Romagna, in ognuna delle province, a leadership infermieristica e medica è pari ad 1 ogni 22.000 abitanti, ben superiore al limite indicato dai decreti ministeriali di 1 a 60.000. E questo considerando un mezzo con soccorritore in ognuna delle 4 aree urbane principali (Forlì, Cesena, Ravenna, Rimini). Peraltro su 44 ambulanze in servizio h.24, 40 hanno un infermiere nell’equipaggio, oltre il 90% dei mezzi circolanti. A questo si aggiungono 9 automediche e l’elisoccorso. Il personale che opera come soccorritore nei mezzi citati è dipendente AUSL della Romagna, sottolineando l’investimento in risorse umane con l’assunzione di 24 unità di operatori tecnici autista con funzione di soccorritore, oggetto anche di specifico progetto incentivante aziendale sottoscritto con i sindacati.
In terzo luogo: la presenza di 4 equipaggi con soccorritore è una scelta razionale e rappresenta una rimodulazione strutturale indipendentemente dal periodo estivo, pienamente appropriata alle necessità. La sperimentazione introdotta lo scorso anno per far fronte al potenziamento estivo si è dimostrata valida in termini di efficacia e di risposta per soddisfare la domanda di numerosi interventi a bassa priorità e criticità. Le risposte alle emergenze che richiedono l’intervento sanitario di infermiere e/o medico sono attualmente assicurate da equipaggi con professionisti sanitari, indipendentemente dalla presenza di soccorritori. Ne sono dimostrazione i risultati degli esiti dei soccorsi che nei territori dell’AUSL della Romagna riportano i migliori valori a livello regionale e nazionale.
In definitiva, si ribadisce con forza che il sistema 118 Romagna assicura i migliori standard di intervento, con un modello organizzativo basato sui dati di attività, su continue analisi di sperimentazioni e sul confronto con le migliori pratiche internazionali. Continuare a screditare il lavoro di chi tutti i giorni mette il massimo impegno a tutti i livelli, dalle direzioni a chi interviene sul territorio, spesso in condizioni difficili e di pericolo, non fa altro che inasprire inutilmente gli animi ed allontanare i professionisti, mettendo immotivatamente in allarme i cittadini”.
Maurizio Menarini, Direttore Centrale Operativa 118 Romagna