Per la prima volta nella sala di Elettrofisiologia utilizzata l’ipnosi durante l’intervento. Una tecnica che l’AslTo3 applica in diversi ambiti clinici e chirurgici
Martedì 28 luglio 2026 – Un intervento di ablazione per correggere un’aritmia cardiaca eseguito con il paziente in ipnosi, senza ricorrere a farmaci sedativi e riducendo sensibilmente l’utilizzo di altri farmaci. È avvenuto all’Ospedale di Pinerolo, dove per la prima volta nella sala di Elettrofisiologia è stata utilizzata l’ipnosi durante un’ablazione di flutter atriale.
Il paziente, un uomo di 67 anni, era affetto da un’aritmia causata da un circuito elettrico anomalo all’interno dell’atrio destro (flutter atriale). La procedura è stata condotta dalla Cardiologia di Pinerolo diretta da Gianluca Alunni, nell’ambito dell’attività di Elettrofisiologia, di cui è responsabile Antonio Mazza. Ha partecipato anche la psicologa Vittoria Criscuolo, coordinatrice del Gruppo di lavoro aziendale dedicato al tema “Ipnosi e comunicazione ipnotica” composto da professionisti di diverse discipline, che fa capo alla psicologia dell’AslTo3, diretta da Alessandro Bonansea, direttore del dipartimento di salute mentale. Il progetto nasce dalla collaborazione fra la cardiologia e la psicologia aziendali.
Nelle procedure cardiologiche invasive è spesso importante che il paziente rimanga sveglio e collaborante, ma nello stesso tempo immobile, controllando dolore e ansia. L’ipnosi ha consentito in questo caso di evitare la sedazione farmacologica e ridurre l’impiego di analgesici, migliorando anche la percezione dell’esperienza da parte del paziente. Un’opportunità particolarmente interessante nei soggetti allergici o con controindicazioni ad alcuni farmaci.
«L’ipnosi ci offre uno strumento in più per controllare ansia e dolore mantenendo il paziente collaborante – spiega Giuliana Bricco, cardiologa esperta in ipnosi, che ha condotto l’intervento con il collega Luca Tallone –. La risposta varia da persona a persona, ma nei soggetti particolarmente responsivi la percezione del dolore può ridursi in modo molto significativo. Possiamo così limitare l’utilizzo dei farmaci, un vantaggio ancora più importante quando esistono allergie o controindicazioni».
Sull’utilità dell’ipnosi in medicina sono interessanti i dati dello studio randomizzato Painless, condotto proprio su 113 pazienti sottoposti ad ablazione del flutter atriale: nel gruppo trattato con ipnosi il dolore medio è risultato inferiore (4 contro 5,5 su 10) e il consumo medio di morfina si è ridotto da 3,6 a 1,3 mg. Lo studio è pubblicato su JACC: Clinical Electrophysiology, rivista dell’American College of Cardiology, una delle principali associazioni mediche e scientifiche non profit internazionali.
«Innovare significa anche valorizzare le competenze dei nostri professionisti e introdurre modalità di cura sempre più attente alla persona» dichiara il direttore generale Giovanni La Valle. «Ridurre, quando possibile, il ricorso ai farmaci e rendere meno stressante un intervento rappresenta un risultato importante in questa direzione».
L’ipnosi nell’AslTo3
L’esperienza di Pinerolo fa parte di un percorso più ampio. L’ipnosi e la comunicazione ipnotica vengono utilizzate dall’AslTo3 nell’attività ambulatoriale a Rivoli e Pinerolo, nella gestione del dolore cronico e nelle attività chirurgiche e interventistiche di Cardiologia e Oculistica a Pinerolo e di Radiologia interventistica a Rivoli.
Si tratta di uno stato di coscienza modificato ma fisiologico, durante il quale il soggetto può acquisire una maggiore capacità di controllo su alcune risposte dell’organismo, con possibili effetti clinicamente utili.
«L’obiettivo è mettere a sistema competenze già presenti nell’AslTo3 – sottolinea Alessandro Bonansea, direttore del Dipartimento di Salute mentale – e individuare i percorsi nei quali l’ipnosi può offrire un beneficio concreto, integrandola in modo appropriato all’attività clinica».
«Questa esperienza dimostra quanto la collaborazione fra professionalità diverse possa ampliare le possibilità di cura» sottolinea Ferdinando Varbella, direttore del Dipartimento Cardio-Neurologico. «In Cardiologia poter controllare ansia e dolore mantenendo il paziente vigile e collaborante rappresenta un vantaggio importante sia per la persona sia per gli operatori».