ORISTANO, 28 luglio 2026 – Si è svolto ieri a Ghilarza l’incontro fra i vertici della Asl di Oristano e i rappresentanti del Comitato di cittadini per l’ospedale Delogu. Presenti la direttrice generale della Asl 5 Grazia Cattina e il direttore del Presidio Ospedaliero Unico Stefano Madeddu, la sindaca di Ghilarza Eugenia Usai, recentemente eletta presidente del distretto di Ghilarza-Bosa, e il primo cittadino di Paulilatino Domenico Gallus.
La portavoce del Comitato Filomena Deriu ha posto alla direttrice Asl una serie di domande rappresentative delle istanze arrivate dai diversi componenti, che hanno consentito di illustrare e chiarire l’evoluzione in atto nella sanità locale, un’evoluzione che ha l’obiettivo di dare una migliore risposta ai pazienti sul territorio.
«A Ghilarza – ha spiegato la direttrice Cattina – si sta lavorando per il miglioramento dei servizi rispetto al bisogno attuale, un miglioramento che non coincide con il ripristino di situazioni preesistenti. Si sta costruendo un modello organizzativo nuovo, più rispondente alle esigenze della popolazione».
Una prima grande vittoria per l’Azienda e per il territorio è stato il pieno mantenimento dell’attività del Punto di Primo Intervento del Delogu, attività messa a rischio dal provvedimento ministeriale che fissava al 30 giugno lo stop dei contratti con le società fornitrici dei cosiddetti “medici a gettone”. La manager della Asl 5 ha sottolineato che al Punto di Primo Intervento del Delogu, così come nei Pronto Soccorso di Oristano e Bosa, il proseguimento dell’attività è stato garantito anche dopo il 30 giugno in h 24 senza soluzione di continuità. «A Ghilarza sono stati destinati cinque medici con contratto libero professionale – ha chiarito la dottoressa Cattina – e laddove i turni di servizio garantiti non fossero sufficienti, sono stati integrati con personale interno. Questo perché c’è un costante impegno a garantire il funzionamento del Punto di Primo Intervento».
Relativamente alla Casa della Comunità di Ghilarza, avviata a maggio scorso su una porzione ristrutturata con i servizi minimi (cure primarie, guardia medica, ambulatori infermieristici, Cup, Punto prelievi), la direttrice ha specificato che tutta una serie di decisioni saranno prese una volta che la struttura sarà completata, quando si avrà la completa disponibilità degli spazi. Con la conclusione dei lavori di ristrutturazione, infatti, la Casa della Comunità di Ghilarza diventerà un polo di riferimento per la sanità territoriale.
Peraltro la Casa della Comunità di Ghilarza sta offrendo già attualmente un prezioso supporto ai cittadini senza medico di famiglia, grazie all’ambulatorio di cure primarie (ex Ascot) attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20, e al servizio di continuità assistenziale (guardia medica), che insieme garantiscono di fatto un’assistenza primaria h 24 alla popolazione, affiancandosi all’attività del Punto di primo intervento.
«Contiamo di avere disponibilità di tutti gli spazi della Casa della Comunità entro settembre e riorganizzeremo allora le attività ospedaliere in funzione del bisogno dei pazienti, in una logica più integrata sui territori» ha affermato la direttrice.
«La nostra preoccupazione – ha concluso Grazia Cattina – è volta a dare una risposta ai bisogni dei cittadini, ma ci rendiamo conto che le innovazioni risultano più efficaci se c’è il contributo di tutti gli operatori alla loro realizzazione, per quanto questo comporti un impegno ulteriore. Non tutti i cambiamenti sono dei miglioramenti, ma senza cambiamenti non ci possono essere miglioramenti».