ROMA, 28 luglio 2026 – L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI) esprime apprezzamento per lo studio Eurispes “Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell’area infermieristica”, presentato oggi, che offre un contributo fondamentale al dibattito sulla programmazione del personale sanitario. L’indagine, svolta in collaborazione con l’Osservatorio Enpapi, dimostra come una fotografia scientificamente fondata della forza lavoro rappresenti il presupposto indispensabile per superare la logica emergenziale e pianificare riforme strutturali.
Per anni il confronto sulle criticità del comparto è stato condizionato da stime prive di riscontri analitici, secondo cui gli infermieri italiani all’estero sarebbero stati tra i 30 e i 40 mila e i liberi professionisti oltre 50 mila. Dati che hanno spesso alimentato interventi tampone e misure parziali. Lo studio Eurispes restituisce invece un quadro conoscitivo fondato su dati verificati, offrendo una base più solida per definire politiche sanitarie efficaci.
Nello specifico, i professionisti formati in Italia e attivi all’estero nel 2025 risultano 5.770, di cui il 44% nel Regno Unito e il 24% in Svizzera. Pur essendo un fenomeno di dimensioni molto più contenute rispetto alle stime circolate negli anni, il dato conferma la necessità di rafforzare la competitività del sistema italiano sul piano delle retribuzioni e delle prospettive di carriera. Anche la platea complessiva dei liberi professionisti si attesta a circa 29 mila, ben al di sotto delle oltre 50 mila unità ipotizzate in passato. Lo studio censisce 23.956 liberi professionisti esclusivi e 5.306 professionisti che affiancano l’attività autonoma a un rapporto di lavoro dipendente.
«Disporre di dati certi e metodologicamente rigorosi rappresenta il punto di partenza per qualsiasi riforma del Servizio sanitario nazionale – afferma Luigi Baldini, presidente di ENPAPI –. Solo una conoscenza puntuale della forza lavoro consente di superare definitivamente la logica delle soluzioni tampone e di programmare interventi realmente efficaci. Alla luce di queste evidenze, ENPAPI condivide l’opportunità di integrare gli infermieri libero professionisti nel SSN attraverso un modello convenzionale di reclutamento diretto, regolato a livello nazionale, analogo a quello già previsto per i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta. Si tratta di una risposta strutturale, in grado di coniugare flessibilità organizzativa, autonomia professionale e piena integrazione nella rete dei servizi territoriali prevista dal PNRR e dal DM 77/2022, a partire dall’Infermiere di Famiglia e di Comunità, garantendo al tempo stesso equo compenso, trasparenza e adeguate tutele».