Il farmacologo e geriatra Giuseppe Pasqualetti si occupa del progetto attivato dall’Area Territoriale di medical review e deprescribing (processo clinico strutturato attraverso il quale il medico rivaluta tutti i farmaci assunti da un paziente per verificare se ciascuno sia ancora realmente necessario)
Aosta, 22 luglio 2026 – L’Azienda USL della Valle d’Aosta rafforza la presa in carico delle persone anziane e fragili con l’avvio di un progetto di medical review e deprescribing, un processo clinico strutturato attraverso il quale il medico rivaluta tutti i farmaci assunti da un paziente per verificare se ciascuno sia ancora realmente necessario.
In servizio nell’Area territoriale, se ne occupa il Dott. Giuseppe Pasqualetti, farmacologo clinico e geriatra, professionista con una consolidata esperienza clinica e scientifica maturata tra l’Università di Pisa, il Servizio sanitario toscano, l’Imperial College di Londra e, più recentemente, come Medical Advisor in ambito farmaceutico.
L’invecchiamento della popolazione rende questo tema sempre più centrale. Secondo l’ultimo Rapporto nazionale dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), circa un anziano su tre arriva ad assumere almeno dieci principi attivi diversi. In questo contesto, non basta prescrivere correttamente una terapia: è altrettanto importante verificarne periodicamente l’effettiva utilità. Il progetto dell’Area Territoriale nasce proprio con questo obiettivo: assicurare che ogni paziente assuma i farmaci realmente necessari, nelle dosi corrette e per il tempo appropriato, riducendo il rischio di trattamenti non più indicati o potenzialmente dannosi.
Il percorso coinvolge i medici delle RSA e dell’Ospedale di Comunità, i medici di medicina generale, i farmacisti della Farmacia Territoriale, gli infermieri, i professionisti dei Distretti, i pazienti e le loro famiglie. Attraverso una valutazione multidisciplinare sono analizzate eventuali interazioni farmacologiche, duplicazioni terapeutiche, prescrizioni non più appropriate o trattamenti suscettibili di semplificazione, sempre sulla base delle migliori evidenze scientifiche e delle caratteristiche cliniche di ogni singola persona.
«La sfida oggi non è semplicemente ridurre il numero dei farmaci, ma prescrivere meglio – spiega il Dott. Pasqualetti –. Con l’aumento dell’aspettativa di vita cresce il numero di persone affette da più patologie croniche ed è normale che molti anziani assumano numerose terapie contemporaneamente. Tuttavia, più aumenta il numero dei farmaci, maggiore diventa il rischio di effetti indesiderati, interazioni, ricoveri e perdita di autonomia. Il nostro obiettivo è trovare il giusto equilibrio: mantenere i farmaci che apportano un beneficio concreto e rivalutare quelli che potrebbero non essere più necessari o addirittura diventare dannosi».
Uno degli aspetti più delicati riguarda la cosiddetta “cascata prescrittiva”, fenomeno per cui un effetto collaterale provocato da un farmaco viene interpretato come una nuova malattia e determina l’introduzione di un ulteriore medicinale, aumentando progressivamente la complessità della terapia. «Per questo – sottolinea il Dott. Pasqualetti – utilizziamo strumenti internazionalmente validati per valutare le possibili interazioni farmacologiche e identificare i trattamenti potenzialmente inappropriati. Nessun algoritmo, però, sostituisce il giudizio clinico: ogni decisione viene sempre personalizzata sulla storia, sul grado di fragilità e sugli obiettivi di cura del singolo paziente».
Il nuovo percorso punta anche a promuovere un cambiamento culturale: «Per molti anni – spiega lo specialista – aggiungere un farmaco è stato considerato il naturale sviluppo di una terapia. Oggi, soprattutto nell’anziano fragile, è altrettanto importante chiedersi periodicamente se tutti i medicinali siano ancora realmente necessari. Fondamentale è anche il coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver. La deprescrizione, infatti, non consiste nella semplice sospensione di un farmaco, ma in un processo condiviso, graduale e costantemente monitorato. Assumere meno farmaci non significa ricevere meno cure. Al contrario, quando una terapia viene personalizzata e rivalutata periodicamente, le cure diventano spesso più sicure, più efficaci e più adatte ai bisogni della persona. È questa la filosofia del percorso che stiamo implementando nell’Azienda».
Il Direttore dell’Area Territoriale, Dott.ssa Hélène Impérial: «L’arrivo del Dottor Pasqualetti rispecchia l’investimento aziendale sulla qualità delle cure territoriali. La revisione sistematica delle terapie fornirà l’occasione per rafforzare l’integrazione tra ospedale, territorio, RSA e medicina generale, offrendo ai cittadini più fragili un’assistenza sempre più personalizzata, sicura e appropriata. È un progetto che guarda al futuro della nostra sanità, in una regione dove l’invecchiamento della popolazione rende indispensabile sviluppare modelli di presa in carico sempre più efficaci e vicini ai bisogni delle persone».
Il progetto rappresenta un ulteriore tassello nel rafforzamento della sanità territoriale valdostana, puntando su un’assistenza sempre più integrata e personalizzata. Una terapia ottimizzata significa infatti meno effetti indesiderati, minore rischio di cadute, riduzione dei ricoveri evitabili e migliore qualità di vita per le persone anziane. Per il sistema sanitario significa anche utilizzare in modo più appropriato le risorse e rafforzare la continuità delle cure tra ospedale, territorio e medicina generale.