Lucca, 20 luglio 2026 – Ben 149 persone hanno partecipato alla conferenza online «Prescrizione sociale: promuovere il benessere fisico, psichico e sociale nelle comunità», che si è svolta venerdì scorso, 17 luglio 2026. L’iniziativa è stata organizzata dal Comitato di partecipazione aziendale dell’Azienda USL Toscana nord ovest, in collaborazione con la UOC Governo delle relazioni con il pubblico, partecipazione e accoglienza, diretta dal dottor Sergio Ardis.
La prescrizione sociale è un approccio alla promozione della salute che dal principio per cui il benessere delle persone non dipenda soltanto dalle cure sanitarie, dai farmaci e dagli accertamenti diagnostici, ma anche dalla qualità delle relazioni, dalla partecipazione alla vita della comunità e dalla possibilità di accedere ad attività motorie, culturali, educative e di socializzazione. Attraverso un percorso personalizzato, i professionisti sanitari, sociosanitari e sociali possono mettere in contatto le persone con le risorse presenti nei territori, come associazioni, gruppi di volontariato, iniziative culturali, attività sportive, orti sociali, gruppi di sostegno e altre opportunità capaci di contrastare solitudine, isolamento e fragilità.
Ad aprire i lavori è stata Maria Lina Cosimi, coordinatrice del Comitato di partecipazione aziendale, che ha sottolineato l’importanza delle reti tra istituzioni, professionisti e volontariato, ricordando che la salute comprende il benessere fisico, psichico e sociale.
Laura Guerrini, direttrice dei servizi sociali dell’Azienda USL Toscana nord ovest, ha richiamato la crescente complessità dei bisogni e l’aumento delle condizioni di vulnerabilità. Secondo Guerrini, la prescrizione sociale permette di adottare un approccio alla salute capace di considerare la persona nella sua globalità, affrontando anche solitudine, povertà, disagio ed esclusione sociale, condizioni che possono aggravare i problemi sanitari. Il servizio sociale può svolgere una funzione di collegamento tra professionisti, servizi sanitari, associazioni e terzo settore. Le assistenti sociali, ha spiegato Guerrini, possono rappresentare figure ponte e facilitare la costruzione di percorsi condivisi. Anche le Case di comunità potranno diventare luoghi importanti per sviluppare queste alleanze.
Il principale approfondimento è stato affidato ad Alberto Zanobini, responsabile del Settore inclusione sociale e integrazione sociosanitaria della Regione Toscana. Zanobini ha ricostruito la storia della prescrizione sociale, nata nel Regno Unito per collegare la medicina di base alle attività della comunità e contrastare le disuguaglianze di salute. Da quelle prime esperienze è nato un modello oggi diffuso in numerosi Paesi. Zanobini ha sottolineato come non sia sufficiente suggerire a una persona di andare a teatro, fare sport o partecipare a un’attività associativa. È necessario un percorso strutturato, che comprenda la valutazione dei bisogni, la definizione condivisa di un piano personalizzato, l’accompagnamento verso una risorsa appropriata e la successiva verifica dei risultati. Una funzione fondamentale è quella del “link worker”, l’operatore di collegamento che aiuta la persona a individuare le attività più adatte alle sue esigenze, preferenze e aspirazioni. Il link worker mantiene inoltre il rapporto con il professionista che ha attivato il percorso e con le organizzazioni della comunità. Zanobini ha sottolineato che ogni territorio deve conoscere e mappare il proprio capitale sociale, comprendendo non soltanto le associazioni formalmente costituite, ma anche biblioteche, teatri, impianti sportivi, parrocchie, gruppi informali, circoli, orti sociali e luoghi di aggregazione.
La prescrizione sociale, ha spiegato, consente di riportare al centro la persona nella sua interezza, superando una visione della salute limitata alla malattia e alle singole prestazioni. Favorire autonomia, partecipazione e relazioni sociali rappresenta una scelta etica, ma può contribuire anche alla sostenibilità del sistema di welfare, prevenendo l’aggravamento delle fragilità e il ricorso improprio ai servizi sanitari.
Tra le esperienze già avviate in Toscana è stata presentata «Bella lì, la cultura che cura», sviluppata nel territorio lucchese. Eluisa Lo Presti, direttrice della Zona distretto di Lucca, ed Elena Salamino, della Fondazione per la Coesione sociale, hanno illustrato il percorso realizzato attraverso la collaborazione tra Azienda sanitaria, fondazioni, istituzioni pubbliche, enti culturali, servizi sociali e organizzazioni del terzo settore. La prima ricognizione ha coinvolto 176 organizzazioni del territorio. Successivamente è stato realizzato un percorso formativo al quale hanno partecipato oltre 110 persone e sono stati finanziati sette progetti di welfare culturale, due dei quali dedicati specificamente alla prescrizione sociale. La sperimentazione ha previsto la costruzione di un catalogo delle attività disponibili, una piattaforma digitale per facilitarne la consultazione, la formazione dei prescrittori e degli operatori di collegamento e l’introduzione di strumenti per monitorare i risultati. Nella fase iniziale sono stati coinvolti soprattutto bambini e ragazzi con bisogni legati alla salute mentale o alla disabilità, attraverso la collaborazione con pediatri di libera scelta, neuropsichiatria infantile e servizi sociali. Il modello potrà successivamente essere esteso ad altre fasce della popolazione.
La conferenza si è conclusa con un dibattito molto partecipato, al quale sono intervenuti rappresentanti dei Comitati di partecipazione, associazioni, professionisti sanitari e sociali e medici di medicina generale.
Tra i contributi anche quello del professor Erio Ziglio, già dirigente dell’Organizzazione mondiale della sanità e docente a Innsbruck, che ha apprezzato la scelta della Regione Toscana di sviluppare la prescrizione sociale attraverso una strategia complessiva e non come una semplice somma di progetti isolati. Il professore ha inoltre offerto la propria disponibilità a favorire uno scambio di esperienze tra la Toscana e l’Austria, dove la prescrizione sociale e la funzione del link worker sono già inserite in percorsi più consolidati.
La conferenza ha costituito il primo passo di un percorso che il Comitato di partecipazione aziendale e la UOC Governo delle relazioni con il pubblico, partecipazione e accoglienza intendono sviluppare nei territori, coinvolgendo i Comitati delle Zone distretto, le associazioni e le comunità locali.