martedì, 14 Luglio 2026

Infermiere italiano tra migliori scienziati al mondo, Rosario Caruso (MultiMedica) nella Top 2% Scientists 2025

Il Direttore della Health Professions Research and Evidence Transfer Unit dell’IRCCS MultiMedica è stato inserito nella classifica internazionale dei “Top 2% Scientists 2025”, confermando il valore della ricerca infermieristica svolta in Italia e il suo crescente contributo allo sviluppo dell’innovazione in sanità.

Milano, 14 luglio 2026 – Un importante riconoscimento internazionale premia un infermiere italiano e, in generale, la ricerca infermieristica “made in Italy”. Rosario Caruso, Direttore della Health Professions Research and Evidence Transfer Unit dell’IRCCS MultiMedica, Presidente dell’Associazione Italiana Infermieri di Area Oncologica (AIIAO) e Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano, è stato inserito nella prestigiosa classifica dei Top 2% Scientists 2025, elaborata da Stanford University ed Elsevier. Nello specifico, Caruso rientra ora di fatto nell’1,6% degli studiosi più influenti e citati a livello mondiale nell’ambito delle Scienze Infermieristiche.

Un attestato che non solo rappresenta un traguardo personale ma conferma anche la crescita e il valore della ricerca infermieristica italiana, come leva fondamentale per migliorare la qualità dell’assistenza, sviluppare modelli organizzativi innovativi e favorire il trasferimento delle evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana.

“Questo riconoscimento – commenta il professor Rosario Caruso – rappresenta prima di tutto il risultato di un lavoro corale, costruito nel tempo con colleghi, professionisti, ricercatori (alcuni con riconoscimenti di prim’ordine), studenti e istituzioni che hanno creduto nella possibilità di produrre ricerca rigorosa a partire dai problemi concreti dell’assistenza, dell’organizzazione dei servizi e degli esiti delle persone assistite. Oggi la ricerca infermieristica e delle professioni sanitarie non è più un ambito marginale della produzione scientifica biomedica; sta contribuendo in modo crescente alla letteratura internazionale su temi come la qualità delle cure, la sicurezza, la continuità assistenziale, la cronicità, l’esperienza dei pazienti, l’implementazione delle evidenze e l’innovazione organizzativa. Se si considera l’insieme delle professioni sanitarie, il contributo alla produzione scientifica indicizzata nei grandi database internazionali è ormai rilevante e in costante crescita. Il Gruppo MultiMedica e l’Università di Milano sono organizzazioni lungimiranti in tal senso, per l’attenzione che dedicano a questi aspetti”.

La presenza di Rosario Caruso all’interno della Health Professions Research and Evidence Transfer Unit dell’IRCCS MultiMedica testimonia l’impegno dell’Istituto nello sviluppo della ricerca scientifica anche nell’ambito delle professioni sanitarie, un settore sempre più strategico per l’innovazione dei modelli assistenziali e il miglioramento della qualità delle cure.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo importante risultato ottenuto dal professor Caruso, che con il suo impegno scientifico contribuisce a rafforzare il prestigio della ricerca infermieristica italiana nel panorama internazionale: un traguardo che rappresenta uno stimolo per tutti noi e per le nuove generazioni”, dichiara la dottoressa Paola Ripa, Direttore del Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano presso l’Ospedale San Giuseppe – Gruppo MultiMedica. “Negli ultimi decenni il ruolo dell’infermiere è profondamente cambiato: da figura dedicata all’assistenza di base è diventato un protagonista dei percorsi di cura, con competenze cliniche, educative e organizzative sempre più avanzate. Oggi partecipa attivamente alla presa in carico del paziente, lavora in équipe multidisciplinari e contribuisce, anche attraverso la ricerca, a migliorare la qualità e la sicurezza delle cure. È questa l’infermieristica che insegniamo ai nostri studenti e che vogliamo continuare a valorizzare”.

La ricerca infermieristica ha assunto un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei sistemi sanitari, contribuendo all’innovazione dei modelli assistenziali, alla gestione delle patologie croniche, all’educazione terapeutica, alla sicurezza delle cure e alla valutazione degli esiti clinici. Un’evoluzione che vede l’Italia sempre più protagonista. Per volumi assoluti e finanziamenti dedicati, la ricerca infermieristica svolta nel nostro Paese non compete ancora con sistemi storicamente più strutturati come Stati Uniti, Regno Unito o Cina ma, negli ultimi anni, ha consolidato una posizione di prim’ordine per qualità, rigore metodologico, efficienza scientifica e capacità di produrre contributi visibili nella comunità internazionale.

“L’ingresso del professor Caruso tra i Top 2% Scientists rappresenta un motivo di grande soddisfazione per tutta la comunità accademica delle Scienze Infermieristiche”, conclude la professoressa Maura Lusignani, Ordinario del Settore Scientifico Disciplinare di Scienze Infermieristiche dell’Università degli Studi di Milano. “Questo risultato premia un percorso costruito negli anni con rigore metodologico e una produzione scientifica di elevata qualità, ma richiama anche la responsabilità di tradurre le evidenze della ricerca in un miglioramento concreto della pratica clinica, della formazione universitaria e dell’organizzazione dei servizi assistenziali. L’auspicio è che rappresenti un ulteriore impulso alla crescita della disciplina e alla valorizzazione delle conoscenze scientifiche al servizio delle persone assistite e delle future generazioni di infermieri”.

Notiziario

Archivio Notizie