Roma, 14 luglio 2026 – «Le pazienti non saranno più sole a lottare con la malattia, i medici avranno un supporto sanitario, organizzativo e sinergico, funzionale a diagnosticarla, attenuarla, e l’aiuto della scienza per giungere in futuro a guarirla.
Con il varo del Piano Regionale per la presa in carico delle pazienti colpite da Endometriosi si concretizza un obiettivo prioritario del mio mandato, condiviso e sostenuto con determinazione dal Presidente Francesco Rocca, e la Regione Lazio si candida al ruolo di capofila nazionale nell’assistenza alle donne che ne sono affette. Anni di incontri e di colloqui, confrontandomi con la sofferenza delle persone e con le proposte di professori, ricercatori e medici, associazioni, mi consentono di affermare che la Sanità Regionale sta dando una risposta necessaria ed urgente ad un problema di salute grave che genera dolore fisico, tocca pesantemente la sfera emotiva e determina condizionamenti sociali seri. I dati sulla diffusione dell’Endometriosi tra le donne in età fertile, gli effetti molto dolorosi e spesso invalidanti, che comportano anche gravi limitazioni nella sfera lavorativa, ed il troppo frequente mancato riconoscimento clinico, sono criticità tali da esigere questo intervento a largo spettro sul territorio del Lazio. Partendo dall’ascolto diretto delle donne, dando attenzione al dramma di chi non riesce a dare una spiegazione alla sofferenza, la Regione Lazio arriva a definire un sistema di presa in carico dedicato, evitando così che le pazienti siano indirizzate via via, da uno specialista all’altro, senza ottenere una diagnosi, come accaduto fino adesso.
Il Piano Regionale Endometriosi che ho contribuito a definire ed a fare approvare nasce da una visione innovativa dell’assistenza sanitaria, che basa la sua funzionalità sull’integrazione tra le varie competenze scientifiche, sulla connessione tra medicina di prossimità e medicina ospedaliera, sull’impiego di una squadra multidisciplinare e multiprofessionale. L’accesso al percorso avviene tramite i Centri di 1° Livello diffusi in tutta la regione, nei quali vengono svolti gli esami per la diagnosi precoce: ecografia pelvica e risonanza magnetica, nonché la somministrazione della terapia medica e gli interventi della chirurgia ginecologica di base. Per le pazienti che versano in condizioni più complicate sono previsti i Centri di 2° Livello ad alta specializzazione, riservati ai casi di Endometriosi profonda, dove si effettua attività chirurgica mininvasiva molto avanzata, che manterrà livelli qualitativi apicali, richiedendo un volume minimo di almeno 15 interventi complessi all’anno.
Alcuni dei Centri saranno ubicati nei maggiori ospedali regionali, tra questi: Policlinico Gemelli, Campus Biomedico, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, San Giovanni Addolorata. Nel Piano Endometriosi entrano in campo anche le cliniche regionali. Per quanto attiene la salvaguardia della fertilità e la riduzione della denatalità si è stabilito un accordo con la Rete della Procreazione Medicalmente Assistita e con la Rete del Percorso Nascita. Altra sinergia è stata siglata con Rete di Terapia del Dolore.
Ritenendo fondamentale la contrazione dei tempi di attesa, anche riducendo gli spostamenti delle persone, si è fatto ricorso alla Telemedicina, introducendo il Teleconsulto tra gli specialisti per la discussione dei casi complessi e la Televisita per il monitoraggio delle pazienti stabili.
Le misure approntate comprendono anche l’aspetto dei costi, sancendo il diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo col codice 063 per le pazienti con Endometriosi moderata o grave (stadio III e IV ASRM), in modo tale da consentire uguali possibilità di accedere a visite, controlli medici, diagnosi.
Per assicurare il progressivo miglioramento dei percorsi di cura, l’intero complesso di attività sarà valutato annualmente; dai tempi di attesa, ai volumi chirurgici, agli accessi ai Pronto Soccorso, mediante specifici indicatori SIAS, SIES e SIO XL, in collaborazione con Dipartimento di Epidemiologia della ASL Roma 1.»
Così in un comunicato Marika Rotondi (FdI) consigliere regionale del Lazio.