martedì, 14 Luglio 2026

Comitato di distretto socio-sanitario di Oristano: punto su Case di Comunità e Pronto Soccorso

ORISTANO, 14 LUGLIO 2026 – Si è riunito ieri, nella sala consiliare della Provincia di Oristano, il Comitato di distretto socio-sanitario di Oristano, organismo composto dai sindaci del territorio. Convocato per l’elezione del nuovo presidente e del vicepresidente del Comitato, in quanto i precedenti rappresentanti sono decaduti a seguito dell’esito delle elezioni amministrative, la votazione è stata rimandata al prossimo lunedì 20 luglio.

Presenti alla seduta, per la Asl di Oristano, la direttrice generale Grazia Cattina, il direttore sanitario Roberto Irde, quello amministrativo Salvatore Miscali e la direttrice dei servizi socio-sanitari Marina Cossu. La manager della Asl 5 ha colto l’occasione per fare il punto, con gli amministratori locali, sulla situazione della sanità territoriale e ospedaliera.

«Abbiamo attivato sette Case di Comunità, a Oristano, Bosa, Ghilarza, Laconi, Samugheo, Santu Lussurgiu e Tramatza, e due Ospedali di Comunità, a Bosa e Ghilarza – ha detto Grazia Cattina – In quasi tutte le strutture, come a Tramatza e Samugheo, per restare al distretto di Oristano, l’attivazione è stata fatta con una consegna parziale dei lavori e con i servizi minimi essenziali. Nelle Case di Comunità le cure primarie sono garantite h24, nelle more della partecipazione dei medici di medicina generale, laddove sarà possibile, dai medici degli ambulatori straordinari, che coprono le 12 ore del giorno, e dai medici della continuità assistenziale, che assicurano i prefestivi, festivi e notturni. Tutto questo senza ridurre, anzi aumentando, grazie a nuovi reclutamenti, gli ambulatori straordinari di cure primarie (gli Ascot) sul territorio».

Importante novità, partita in via sperimentale dalla Casa di Comunità di Oristano con l’obiettivo di estenderla alle altre strutture territoriali, è la possibilità di richiedere il rinnovo delle prescrizioni di farmaci via mail: una modalità che non solo semplificherà la vita dei pazienti cronici, ma snellirà l’attività degli ambulatori di cure primarie a beneficio di tutti gli altri pazienti. “Nella prima settimana di attività a Oristano abbiamo già ricevuto 300 richieste via mail – ha dichiarato la manager della Asl 5 – Questo significa 300 persone che hanno evitato di fare la fila per il rinnovo di una ricetta e tempi d’attesa ridotti per i pazienti che hanno bisogno, invece, di una visita in presenza».

La direttrice ha anche dato notizia dell’arrivo di tre nuovi medici di medicina generale, due nell’ambito territoriale di Bosa e uno in quello di Oristano, e di due nuove pediatre di libera scelta, mentre per i turni di guardia medica, che restano spesso scoperti nei fine settimana, ha fatto sapere di aver richiesto ad Ares nuovi professionisti, che potrebbero arrivare se partecipassero alcuni dei neolaureati sardi.

Sul fronte ospedaliero, riflettori puntati sui Pronto Soccorso dopo lo stop ai cosiddetti “medici gettonisti” fissato dal governo per lo scorso 30 giugno. «In questi mesi abbiamo fatto un intenso lavoro sia interno alla Asl che a livello regionale per non arrivare impreparati a questa scadenza: è stata pubblicata una manifestazione d’interesse rivolta ai medici inseriti nell’Albo regionale dei medici stranieri, che ci ha permesso di reclutare finora 7 medici, mentre altri 5 sono arrivati dal bando Ares, per un totale di 12 nuovi medici inseriti nei turni del Pronto Soccorso di Oristano e Bosa e nel Punto di Primo Intervento di Ghilarza. In più, la direzione sanitaria Asl ha curato un accordo con i direttori delle Unità operative per dare supporto al Pronto Soccorso in caso di necessità. Abbiamo anche stilato una convenzione con l’Arnas Brotzu da cui auspichiamo di poter avere un ulteriore supporto. Grazie alla sinergia di queste azioni, ad oggi, nonostante la scadenza dei medici a gettone, l’attività di emergenza-urgenza è sempre stata garantita. Certo, permangono delle criticità, per risolvere le quali stiamo continuando il lavoro di reclutamento al fine di consentire ai nostri operatori di lavorare in condizioni organizzative adeguate».

Ripreso anche il follow up dei pazienti oncologici, grazie all’attivazione di un ambulatorio oncologico presso la Casa di comunità di Oristano: oltre mille i pazienti che avranno d’ora in poi la possibilità, se lo desiderano, di eseguire le visite di controllo senza recarsi fuori provincia.

All’incontro erano presenti i sindaci (o i loro delegati) di Allai, Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Milis, Narbolia, Ollastra, Oristano, Riola, Palmas Arborea, Samugheo, Siapiccia, Simaxis, Tramatza, Zerfaliu e Zeddiani. Alcuni primi cittadini, come la sindaca di Tramatza Sebastiana Moro e quello di Narbolia Gian Giuseppe Vargiu – hanno apprezzato lo sforzo compiuto per l’attivazione delle Case di Comunità, di cui – hanno detto – “i cittadini sono felicissimi”. Altri, come quello di Allai, Angelo Pischedda, hanno chiesto l’attivazione di nuovi Ascot, e il rafforzamento della continuità assistenziale. La direttrice Cattina ha ringraziato i sindaci per le proposte e le sollecitazioni arrivate dagli amministratori: un dialogo costruttivo che servirà a migliorare gli aspetti organizzativi dell’assistenza sanitaria.

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