venerdì, 28 Agosto 2026

Giornata Nazionale sul Disturbo da Stress Post Traumatico: studi più recenti confermano efficacia dell’EMDR nel trattamento del PTSD

In occasione della ricorrenza del 27 giugno, l’Associazione EMDR Italia diffonde le nuove evidenze scientifiche sul metodo: dagli studi randomizzati alle meta-analisi internazionali, l’EMDR si conferma un intervento efficace anche nei contesti di trauma collettivo e nelle situazioni di emergenza.

Milano, 25 giugno 2026 – In occasione della Giornata nazionale di sensibilizzazione sul Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), che ricorre ogni anno il 27 giugno, l’Associazione EMDR Italia diffonde le più recenti evidenze scientifiche internazionali sull’efficacia dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) nel trattamento del PTSD. Gli studi pubblicati tra il 2025 e il 2026 confermano il ruolo del metodo sviluppato da Francine Shapiro come approccio psicoterapeutico in grado di ridurre in modo significativo i sintomi post-traumatici negli adulti, anche quando il trattamento viene svolto da remoto e in contesti complessi come quelli successivi a catastrofi naturali.

Il Disturbo da Stress Post-Traumatico può insorgere dopo l’esposizione a eventi traumatici come incidenti, violenze, lutti improvvisi, guerre, calamità naturali o esperienze di minaccia intensa. Può manifestarsi con ricordi intrusivi, incubi, evitamento, iperattivazione, difficoltà di concentrazione, alterazioni dell’umore e un impatto rilevante sulla vita familiare, sociale e lavorativa. Istituita negli Stati Uniti nel 2010 e celebrata ogni anno il 27 giugno, la Giornata nazionale di sensibilizzazione sul Disturbo da Stress Post-Traumatico nasce con l’obiettivo di accendere l’attenzione pubblica su una condizione psicologica spesso invisibile, ma capace di incidere profondamente sulla vita delle persone che hanno vissuto eventi traumatici.

Un trial randomizzato pubblicato nel 2026 su Frontiers in Psychiatry ha valutato l’efficacia dell’EMDR da remoto su 89 adulti sopravvissuti ai terremoti del 2023 nell’area di Kahramanmaraş, in Turchia, tutti con diagnosi di PTSD secondo i criteri del DSM-5. I partecipanti sono stati assegnati a tre gruppi: 12 sessioni online di EMDR, 12 sessioni online di terapia cognitivo-comportamentale oppure lista d’attesa. I risultati hanno mostrato una forte riduzione dei sintomi post-traumatici nei gruppi EMDR e CBT rispetto al gruppo di controllo, con miglioramenti già evidenti a metà trattamento. Lo studio indica quindi che l’EMDR può produrre benefici significativi anche quando erogato a distanza, in popolazioni colpite da eventi traumatici collettivi.

«Le evidenze scientifiche più recenti confermano ciò che osserviamo da anni nella pratica clinica: il trauma può essere trattato, e le persone possono recuperare una qualità di vita migliore quando ricevono interventi adeguati, tempestivi e basati su prove di efficacia» – spiega Isabel Fernandez, Presidente dell’Associazione EMDR Italia. «La Giornata nazionale di sensibilizzazione sul PTSD è un momento importante per ricordare che il Disturbo da Stress Post-Traumatico non riguarda solo i grandi eventi collettivi, ma anche molte esperienze individuali che possono lasciare segni profondi. Parlare di PTSD significa contrastare lo stigma, favorire l’accesso alle cure e diffondere una cultura psicologica capace di riconoscere il dolore traumatico e accompagnarlo verso l’elaborazione».

Le nuove evidenze si inseriscono in un quadro scientifico sempre più ampio. Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata nel 2025 sul British Journal of Psychology ha analizzato gli studi più aggiornati sull’EMDR per il trattamento e la prevenzione del PTSD negli adulti, includendo ricerche pubblicate dopo le linee guida NICE del 2018. Il lavoro ha preso in esame studi randomizzati controllati e valutazioni di costo-efficacia, confrontando l’EMDR con la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma, la lista d’attesa o le cure abituali. La revisione ha concluso che l’EMDR risulta significativamente più efficace rispetto alla lista d’attesa o alle cure abituali nel ridurre i sintomi del PTSD, mentre nel confronto con la CBT focalizzata sul trauma non emergono differenze significative, suggerendo un’efficacia comparabile tra i due approcci. La stessa revisione segnala inoltre che l’EMDR può richiedere un impegno temporale inferiore per il paziente e, in una valutazione economica inclusa, emerge come opzione particolarmente favorevole in termini di costo-efficacia.

Un’ulteriore revisione sistematica e meta-analisi, pubblicata sul Journal of Affective Disorders e dedicata specificamente al confronto tra EMDR e lista d’attesa negli adulti con PTSD, ha incluso 12 studi randomizzati controllati per un totale di 690 partecipanti. I risultati suggeriscono che l’EMDR può aumentare la probabilità che una persona non soddisfi più i criteri diagnostici per PTSD dopo il trattamento e al follow-up, oltre a ridurre i sintomi post-traumatici sia nel breve sia nel periodo successivo. La revisione segnala anche possibili benefici su depressione, ansia, disabilità sociale e disturbi del sonno, pur invitando alla cautela per la qualità metodologica non sempre elevata degli studi disponibili e per la necessità di ulteriori ricerche sugli effetti a lungo termine.

A rafforzare il quadro anche una review di meta-analisi pubblicata nel 2025 sul Journal of Anxiety Disorders, che ha passato in rassegna 55 meta-analisi sugli interventi psicologici per il PTSD negli adulti. Tra le conclusioni più rilevanti, gli autori evidenziano che, tra gli interventi psicologici analizzati, la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma e l’EMDR sono quelli che mostrano evidenze di benefici mantenuti oltre un mese dal trattamento.

«Il PTSD non è una fragilità personale né una condanna permanente: è una risposta possibile a esperienze traumatiche che hanno superato la capacità della persona di elaborarle in quel momento» – conclude Fernandez. «Per questo è fondamentale che cittadini, istituzioni e operatori sanitari conoscano gli strumenti oggi disponibili. L’EMDR lavora proprio sull’elaborazione dei ricordi traumatici, aiutando la persona a ridurre la sofferenza legata all’evento e a recuperare continuità, sicurezza e progettualità nella propria vita».

Fondata nel 1999, l’Associazione EMDR Italia conta oggi oltre 11.000 soci ed è la più grande realtà italiana dedicata alla diffusione, ricerca e formazione sul metodo EMDR. L’Associazione promuove l’utilizzo dell’EMDR in ambito clinico e nei contesti di emergenza, collaborando con istituzioni, enti sanitari e università. L’Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR) è un approccio psicoterapeutico validato a livello internazionale per il trattamento dei traumi e dei ricordi emotivamente disturbanti. Attraverso una stimolazione bilaterale (come i movimenti oculari), l’EMDR facilita l’elaborazione dei ricordi traumatici, riducendo la sofferenza e permettendo una riorganizzazione adattiva delle esperienze di vita. Oggi è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come trattamento d’elezione per il Disturbo da Stress Post-Traumatico.

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