Il piano attivato dall’ULSS 7 Pedemontana prevede uno stretto coordinamento con i servizi regionali e tra i servizi ospedalieri e territoriali.
Tra i servizi attivatati, accanto ai Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta riferimento fondamentale è il numero verde 116117.
Molti meteorologi hanno già ribattezzato quella di quest’anno come un’estate “pazza”, che vedrà un alternarsi di ondate di calore e bruschi abbassamenti delle temperature. Proprio i picchi di calore rappresentano un serio pericolo per la salute della popolazione, in particolare per alcune categorie maggiormente a rischio.
Per far fronte a questi fenomeni, l’ULSS 7 Pedemontana ha già predisposto il piano anti-caldo che prevede, come ogni anno, il potenziamento dell’assistenza territoriale e una stretta integrazione tra servizi aziendali, Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, Pronto Soccorso e Amministrazioni Comunali.
L’attività è coordinata dalla Regione Veneto e prevede – fino al 15 settembre – un monitoraggio quotidiano da parte dell’ARPAV che, attraverso un bollettino giornaliero, integra le previsioni del tempo con il monitoraggio dell’ozono, dell’indice di disagio fisico e della qualità dell’aria.
Qualora il bollettino indicasse una previsione di disagio prolungato il Centro Funzionale Decentrato (C.F.D.) segnalerà l’allarme climatico ai servizi sanitari preposti dalle aziende socio-sanitarie. E qui scatta il piano anti-caldo dell’ULSS 7 Pedemontana: in caso di ondate di calore prolungate l’allerta viene trasmessa alle Unità Operative di Pronto Soccorso per informare di un possibile aumento degli accessi; alle centrali operative ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e C.O.T (Centrali Operative Territoriali), ai Medici di Medicina Generale, al Servizio di Infermieristica di Famiglia o Comunità e alle Case di Comunità per prevenire l’insorgenza di situazioni a rischio; ai centri di Continuità Assistenziale per richiedere di attivarsi nei confronti di persone anziane o con patologie croniche quali diabete, ipertensione, patologie renali; ai servizi sociali delle Amministrazioni Comunali per individuare gli utenti fragili che potrebbero aver bisogno di assistenza; infine, alle Direzioni Generali, ai Direttori Sanitari, al Direttore dei Servizi Socio-Sanitari e al Dipartimento di Prevenzione che coordina le attività informative.
Contatti e uso responsabile del Pronto Soccorso
L’ULSS 7 Pedemontana ricorda di seguito i riferimenti utili in caso di necessità, precisando che la richiesta di intervento del SUEM 118 o l’accesso al Pronto Soccorso devono essere limitati alle situazioni di emergenza immediata e grave pericolo per la salute. È dunque opportuno telefonare al servizio 118 in caso di svenimento, emorragia, dolore toracico, caduta dall’alto, incidente stradale, in tutti i casi in cui potrebbe esserci pericolo di vita o naturalmente in caso di dubbio in presenza di sintomatologia allarmante.
In tutti gli altri casi, il primo riferimento rimane il proprio Medico di Medicina Generale (orari di ambulatorio consultabili online: https://salute.regione.veneto.it/servizi/cerca-medici-e-pediatri) oppure il numero unico 116117, che provvederà ad orientare l’utente secondo i suoi specifici bisogni assistenziali, integrando una risposta di tipo sanitario con l’eventuale attivazione di servizi territoriali.
Negli orari in cui il Medico di Medicina Generale non è in servizio, è possibile contattare la Continuità Assistenziale, sempre tramite il 116117. L’intervento da parte dell’Assistenza Domiciliare integrata può essere richiesto tramite il proprio Medico di Medicina Generale o il 116117.
È attivo anche il Numero Verde 800-535535 della Regione Veneto in collaborazione con il servizio di Telesoccorso e Telecontrollo, al fine di facilitare l’accesso alle informazioni sulle risorse e gli aiuti sul territorio.
Inoltre, per gli utenti collegati al servizio di Telesoccorso e Telecontrollo, in occasione delle telefonate di controllo verranno forniti consigli pratici per la prevenzione dei colpi di calore.
«Il piano anti-caldo è uno strumento di prevenzione basato su un coordinamento strutturato tra più soggetti – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Giovanni Carretta – La sua efficacia si basa infatti sul gioco di squadra tra i servizi ospedalieri e socio-sanitari territoriali, e tra questi e le Amministrazioni Comunali e le associazioni di volontariato. L’obiettivo comune è unire monitorare il territorio e proteggere i cittadini più fragili durante le ondate di calore.»
Ondate di calore, cosa sono e come prevenirle
Quando parliamo di “Ondate di calore” ci riferiamo a condizioni meteorologiche estreme: periodi di più giorni consecutivi con temperature molto elevate, spesso accompagnate da forte umidità, soleggiamento intenso e assenza di ventilazione. Ogni cambiamento meteorologico viene valutato in base al clima specifico della singola città e del territorio interessato.
Questo mix di fattori può mettere a dura prova il benessere e la salute di ognuno di noi. Tuttavia, esistono fasce di popolazione che sono più vulnerabili e alle quali va dedicata massima attenzione: anziani, bambini e neonati, donne in gravidanza, persone con patologie croniche, persone in condizione di sovrappeso o obesità, persone socialmente isolate, svantaggiate, senza dimora o migranti.
Le ondate di calore rappresentano un serio rischio anche per chiunque svolga attività fisiche intense e prolungate all’aria aperta. Un occhio di riguardo va ai lavoratori dei settori più esposti, come l’agricoltura, l’edilizia e i cantieri stradali, per i quali il soleggiamento diventa particolarmente critico nelle ore centrali e roventi della giornata.
Il caldo eccessivo può diventare un pericolo per la salute quando altera i meccanismi con cui il nostro corpo regola la propria temperatura. Conoscere i segnali d’allarme è fondamentale per prevenire le situazioni di disagio.
Il malessere da calore non si presenta sempre all’improvviso, ma dà segnali che è importante non sottovalutare. I sintomi iniziali si presentano come stanchezza giustificata, perdita di appetito, insonnia, capogiri o svenimenti, crampi muscolari o palpitazioni. In caso di aggravamento possono comparire un aumento della temperatura corporea con pelle calda, secca e arrossata, stato di agitazione o confusione mentale, difficoltà respiratorie e, in alcuni casi, nausea, vomito, mal di testa, ronzii alle orecchie e contrazione della diuresi.
È possibile ridurre i rischi e affrontare al meglio le giornate più roventi seguendo alcuni suggerimenti utili. Innanzitutto, evitare di uscire all’aperto nelle ore più calde (tra le 11.00 e le 18.00) e di praticare attività fisica intensa in questa fascia oraria. Nelle ore di punta l’esposizione al sole è pericolosa non solo nelle zone trafficate, ma anche nei parchi e nelle aree verdi, dove si concentrano alti livelli di ozono.
Attenzione anche per gli abitanti delle zone montane, perché la temperatura percepita può sembrare gradevole, mascherando la disidratazione e i primi sintomi di colpo di calore: si consiglia la protezione solare e il cappello per schermare i raggi solari. Inoltre, per chi compie delle escursioni, evitare i sentieri esposti nelle ore centrali; portare con sé molti liquidi e non sottovalutare la fatica.
Per chi svolge mansioni fisiche intense all’aria aperta, si consiglia di alternare i compiti più pesanti con pause regolari in zone fresche e ombreggiate; non aspettare lo stimolo della sete, è fondamentale bere acqua fresca ogni 15-20 minuti. Quando possibile, monitorarsi tra colleghi: se qualcuno mostra segni di confusione, vertigini o smette di sudare, va subito soccorso.
È importante, rinfrescare gli ambienti della propria abitazione, restare nelle stanze più fresche, bagnandosi spesso con acqua fresca e, al bisogno, fornirsi di condizionatori o ventilatori senza però creare sbalzi termici eccessivi con l’esterno.
Una valida difesa dal caldo è rappresentata anche dall’utilizzo di capi comodi e leggeri, prediligendo fibre naturali (cotone, lino). All’aperto è consigliato usare un cappello chiaro e occhiali da sole con filtri UV.
In auto, prima di mettersi in viaggio, ricordarsi di ventilare l’abitacolo aprendo le portiere, anche se l’auto è dotata di condizionatore. Evitare viaggi lunghi nelle ore centrali della giornata e tenere sempre in macchina una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi.
Soprattutto, è importante bere molti liquidi, moderando le bevande gassate, zuccherate o con caffeina. Si consiglia di evitare del tutto gli alcolici. Gli sportivi possono aiutarsi con gli integratori per recuperare gli elettroliti persi. È importante per gli anziani bere anche se non sentono lo stimolo della sete. Se si soffre di particolari patologie, è bene consultare il medico prima di aumentare l’assunzione di liquidi.
Anche all’alimentazione occorre prestare particolare attenzione: è consigliabile preferire cibi freschi e digeribili come pasta, pesce, frutta e verdura. Limitare i cibi processati, grassi, speziati e la carne.
È bene guardare anche alla sicurezza del piatto: le alte temperature possono favorire la proliferazione di microrganismi patogeni responsabili di disturbi gastrointestinali. È importante quindi conservare subito in frigorifero i cibi deperibili (come carne e latticini).
Chi assume farmaci non deve mai modificare o interrompere le terapie in autonomia; per qualsiasi dubbio o adeguamento, va contattato il proprio medico curante. In generale, occorre prestare attenzione alla corretta conservazione dei farmaci, mantenendoli lontani da fonti di calore e dall’esposizione diretta ai raggi solari. Se il foglietto illustrativo indica una conservazione non superiore ai 25-30°C, durante l’estate vanno riposti in frigorifero.
È necessario prestare particolare attenzione alle persone vulnerabili e a maggior rischio. Per i soggetti malati o costretti a letto, è opportuno evitare un’eccessiva copertura con indumenti e coperte. Analoga cura deve essere riservata ai lattanti e ai bambini piccoli: si raccomanda di monitorare la temperatura corporea e, se necessario, ridurla mediante una doccia tiepida; quando possibile, è inoltre consigliabile lasciare il pannolino aperto per favorire la dispersione del calore. Particolare riguardo va riservato anche agli animali domestici, garantendo loro un’adeguata disponibilità di acqua fresca e collocando ciotole in zone ombreggiate e ventilate.