È il primo nella Zona Distretto Amiata Senese, Val d’Orcia e Valdichiana Senese
Lunedì 15 giugno aprirà a Montepulciano il primo ambulatorio territoriale della Zona Distretto Amiata Senese , Val d’Orcia e Valdichiana Senese dedicato alle DAT, Disposizioni Anticipate di Trattamento. orientamento e accompagnamento rivolto alla cittadinanza. L’inaugurazione del servizio, aperta a tutta la cittadinanza, sarà alle ore 15 presso la Casa della Salute di Viale Calamandrei n. 49.
La Rete aziendale di Cure palliative della Asl Toscana sud est, diretta dalla dottoressa Concetta Liberatore, promuove così un’iniziativa dedicata alla diffusione della cultura del sollievo, della presa in carico multidisciplinare e della centralità della persona nei percorsi di cura e del fine vita. Nell’ambito di questo percorso, l’ambulatorio dedicato alle DAT sarà uno spazio dedicato a informazione, ascolto, orientamento e accompagnamento rivolto alla cittadinanza.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto di valorizzazione dei servizi territoriali coordinata dal Dipartimento della Rete Territoriale e rappresenta un importante passaggio culturale e organizzativo verso la promozione della consapevolezza sui temi della pianificazione condivisa delle cure, dell’autodeterminazione della persona e del rispetto della dignità nelle scelte assistenziali, in coerenza con i principi previsti dalla legge 219/2017.
Il servizio, gratuito e ad accesso libero, sarà gestito con la collaborazione di un medico di medicina generale e di un infermiere della UF di Cure palliative della Zona Distretto e sarà attivo con cadenza mensile, il primo lunedì del mese dalle ore 15 alle 17.
Dopo la fase iniziale presso la Casa della Salute di Montepulciano, si prevede una progressiva estensione del progetto ad altre sedi territoriali, sia nell’ambito della stessa Zona Distretto che nelle altre aree provinciali di Arezzo e Grosseto, con l’obiettivo di costruire una rete territoriale diffusa di prossimità, ascolto e accompagnamento.
L’attivazione dell’ambulatorio DAT è un’occasione significativa per riaffermare il valore della cura come relazione, accompagnamento e rispetto della persona, promuovendo una cultura sanitaria fondata sulla dignità, sull’ascolto e sulla condivisione delle scelte.