giovedì, 11 Giugno 2026

Taglio del nastro per il nuovo Pronto Soccorso di Ravenna: spazi raddoppiati e flussi separati

Con un investimento di 9,4 milioni di euro, la struttura cresce di 1.500 mq e introduce nuovi percorsi dedicati per codici e urgenze, potenziando OBI, codici rossi e media complessità

Millecinquecento metri quadrati di superficie in più, posti letto per la media complessità più che raddoppiati, aree potenziate per l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) e per i codici rossi, una sala d’attesa per i pazienti barellati con il doppio della capienza. E ancora: una camera calda ampliata e dotata di accessi separati, una nuova accettazione, il fast track ortopedico e una nuova area dedicata ai pazienti infetti.

Sono queste le principali novità del nuovo Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, inaugurato ufficialmente questa mattina alla presenza di Michele de Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna; Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la salute Regione Emilia-Romagna; Alessandro Barattoni, Sindaco di Ravenna; Giovanni Molari, Magnifico Rettore Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; Tiziano Carradori, Direttore Generale Ausl Romagna; Francesca Bravi, Direttrice Sanitaria Ausl Romagna; Aura Brighenti, Direttrice Presidio Ospedaliero di Ravenna; Andrea Strada, Direttore Pronto Soccorso e Medicina d’urgenza Ravenna; Alberto Belluati, Direttore Ortopedia e Traumatologia Ravenna; Katia Prati, Direttrice Professioni Sanitarie Ravenna; Francesca Luzi, Direttrice Attività Tecniche Ravenna.

Una struttura di 4.000 metri quadrati complessivi che è stata completamente ripensata e riqualificata attraverso un corposo intervento di riqualificazione e ampliamento volto a migliorare l’efficienza degli spazi e dei percorsi di cura. Oltre a garantire ambienti decisamente più ampi e confortevoli, sia per i pazienti che per il personale, il progetto ha infatti ridefinito la funzionalità degli spazi, organizzati oggi con flussi separati e aree specifiche in base alla gravità e alle necessità assistenziali dei pazienti.

L’opera è nata all’interno del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19 ed è stata finanziata con fondi nazionali integrati da risorse regionali e aziendali, per un importo complessivo – compresi arredi e attrezzature – pari a 9,4 milioni di euro.

Il contesto: i limiti del vecchio Pronto Soccorso

Il Pronto Soccorso dell’Ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna occupava una struttura progettata agli inizi degli anni 2000, dimensionata per un numero di accessi significativamente inferiore. Negli anni vi è stato un incremento percentuale degli accessi sino ad arrivare a circa 100.000 all’anno nel periodo precovid e attualmente a circa 90.000 accessi all’anno.

L’apertura del Cau al Cmp, avvenuta a gennaio 2024, ha portato ad una riduzione significativa degli accessi dei codici di minore gravità: codici bianchi e verdi hanno registrato infatti, tra le annualità 2024 e 2025, un calo complessivo del 9,5%.

Parallelamente all’aumento dei volumi di attività, nel corso degli ultimi decenni sono mutate le caratteristiche dei pazienti: agli inizi degli anni 2000 la casistica era legata prevalentemente a eventi acuti e traumatologici, mentre oggi il progressivo invecchiamento della popolazione impone la gestione di pazienti affetti da malattie croniche, fragilità sociosanitaria e polipatologia, con una complessità assistenziale che richiede tempi di presa in carico e gestione più lunghi.

A tale situazione si è aggiunto inoltre l’effetto dirompente della pandemia: l’emergenza sanitaria, infatti, ha modificato l’assetto della Medicina d’Emergenza-Urgenza, con la necessità di gestire malati critici infettivi e contemporaneamente continuare a garantire le cure in sicurezza ai pazienti non infetti. Per ottimizzare le tempistiche e soprattutto rendere possibile l’intervento all’interno di un Pronto Soccorso che deve continuare a funzionare, l’opera di ampliamento e riqualificazione è stata pianificata in 3 stralci, suddivisi a loro volta in più fasi di lavoro.

Cronoprogramma dei lavori: un cantiere sempre operativo, assistenza mai interrotta

Il primo stralcio dei lavori è partito nel 2022 con le opere propedeutiche di modifica dei sottoservizi esterni. Nel 2023-2024 è stato realizzato il secondo stralcio costituito dall’ampliamento di 700 mq in cui trova collocazione l’area per 32 postazioni per la media – alta intensità e attivato a ottobre 2024, che ha permesso l’avvio dei successivi spostamenti delle attività sanitarie e dunque il proseguimento dei lavori nella parte esistente.

Nel 2025-2026 è stato realizzato il terzo stralcio riguardante la ristrutturazione dell’area del PS realizzata per successive fasi di lavori.

La prima fase che è stata avviata a novembre 2024, completata a maggio 2025 e attivata a giugno 2025, ha riguardato:

  • la nuova Area di 400 mq per l’Osservazione Breve Intensiva (OBI) passata da 8 a 12 posti letto, di cui uno dedicato per paziente infetto o immunodepresso, ove è stato previsto, oltre ai locali di supporto del personale, uno specifico percorso di accesso del personale in caso di eventi pandemici (prevedendo dunque zone filtro a pressione positiva);
  • la nuova Area del Fast Track Ortopedico posta in adiacenza alla sala radiologica costituita da 4 ambulatori, di cui uno di tipo chirurgico con relativi locali connessi, locali di supporto e una specifica area attesa. 

La seconda fase dei lavori, avviata in parte in parallelo con il secondo stralcio nel febbraio 2024 e attivate entrambe in agosto 2025, ha riguardato:

  • la realizzazione della nuova Camera Calda di 300 mq, all’interno della quale sono previsti 4 percorsi di accesso al PS, uno per i pazienti deambulanti, uno per i pazienti trasportati in barella dall’ambulanza, uno per i pazienti gravi in codice rosso e uno per il percorso infetti (oggi non attivato).
  • la ristrutturazione della vecchia camera calda di 500 mq in cui si è ricavato: la nuova area Accettazione – Triage costituita da una accettazione suddivisa in due punti di accoglienza, uno per pazienti deambulanti e uno per pazienti in barella, tre box di visita per accogliere fino a 4 pazienti, un locale bonifica, una zona d’attesa per pazienti deambulanti e relativi servizi oltre che un locale di pre-triage in caso di eventi pandemici; la nuova Area degli Ambulatori per la bassa intensità, costituita da tre ambulatori e un locale terapie post visita;
  • la ristrutturazione di alcuni locali al piano seminterrato, prevedendo, oltre che i locali tecnici, un locale per il lavaggio delle barelle e un locale per il deposito delle stesse raggiungibile dal PS mediante un ascensore dedicato che sarà attivato entro i prossimi mesi. 

In settembre 2025 sono stati avviati i lavori della terza e ultima fase che si è completata in aprile 2026 per essere poi consegnata in maggio 2026, interessando l’area dell’alta intensità (l’area codici rossi che passa da 3 a 4 pazienti), l’area della Radiologia, la zona attesa barellati che passa da 100 a 200 mq e la zona riservata al personale e ai locali di supporto oltre a quelli, più riservati, per pazienti soggetti a violenza, piuttosto che per pazienti agonici.

Il nuovo assetto in sintesi

Con 1500 mq in più, il nuovo Pronto Soccorso passa a una superficie totale di 4.000 mq di cui 300 mq per la camera calda. L’intervento ha permesso:

  • aumento significativo dei posti dedicata alla media complessità (da 14 si passa a 32)
  • aumento posti letto dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI) da 8 a 12
  • aumento area codici rossi (da 3 a 4 postazioni)
  • aumento area attesa barellati da 100 mq a 200 mq 
  • aree separate di attesa per ortopedia e codici minori

Sul piano funzionale, il progetto introduce una nuova organizzazione dei flussi resa possibile dalla realizzazione di:

  • area bassa intensità posizionata in adiacenza all’ingresso e separata dal resto dell’attività, dotata di tre ambulatori, di cui uno dedicato alla pediatria, area attesa barellati dedicata oltre che ambulatorio per piccola chirurgia;
  • area infetti dedicata
  • area diagnostica dedicata che evita i flussi dei percorsi verso la radiologia
  • area di lavoro del personale dedicata e riservata
  • alta flessibilità funzionale e impiantistica che permette un uso progressivo delle aree anche in prospettiva di eventi infettivi

Gli aspetti chiave del progetto

La separazione dei percorsi (Triage e Flussi): è l’aspetto più strategico. Il progetto separa i pazienti ad alta gravità da quelli a bassa gravità e dai soggetti con rischio infettivo.

L’umanizzazione degli spazi: l’architettura del Pronto Soccorso incide sull’ansia di chi aspetta. Il progetto ha valorizzato l’illuminazione naturale, i colori rilassanti e il comfort delle nuove sale d’attesa, anche per il personale. 

L’adeguamento tecnologico e l’isolamento (Post-Covid / Sicurezza): sono state create aree e stanze di isolamento che possono essere messe a pressione negativa e aree ad alta tecnologia per le emergenze vitali (Shock Room) per gestire qualsiasi scenario futuro in totale sicurezza.

Sviluppi futuri

L’ultimo step riguarderà il completamento dell’area destinata ad accogliere una Tac e una nuova tecnologia per le indagini radiologiche da dedicare ai pazienti del PS. Questo intervento, inizialmente sospeso per motivi finanziari legati al noto aumento dei prezzi dei materiali, è stato ora sbloccato grazie a nuovi fondi stanziati dell’Azienda; si procederà quindi alla progettazione e all’affidamento dei lavori da completarsi nel 2027.

Da ultimo, il progetto contempla anche la possibilità di prevedere una sopraelevazione della vecchia camera calda (ora area triage) che è stata strutturalmente rinforzata già in questa fase, per un futuro ampliamento dell’edificio DEA, prevedendo: al piano 1 l’ampliamento dell’attuale blocco operatorio con due nuove sale aggiuntive (una da dedicare all’infetto e una ibrida) e al piano 3 l’ampliamento dell’attuale Terapia intensiva per ulteriori 8 posti letto. 

Dichiarazioni: 

Michele de Pascale, Presidente Regione Emilia Romagna

“Si tratta di un investimento e di un’inaugurazione di cui vado particolarmente orgoglioso, perché durante il mio mandato da sindaco mi sono battuto con determinazione affinché il Pronto soccorso di Ravenna fosse adeguato alle esigenze della comunità. Parliamo del principale presidio di assistenza e cura della provincia di Ravenna, uno dei più importanti dell’Emilia-Romagna, la porta d’accesso all’ospedale Santa Maria delle Croci, dove ogni giorno vengono salvate vite e si dà risposta a problemi di salute di diversa complessità e intensità. Le pietre, l’edilizia sanitaria e le infrastrutture tecnologiche sono elementi imprescindibili, ma all’ingresso dell’ospedale di Ravenna campeggia la scritta ‘solo le persone curano le persone’. Per questo l’impegno che assumiamo oggi nei confronti di tutto il personale sanitario, che opera in un ambito complesso e delicato come quello dell’emergenza-urgenza, è quello di metterlo sempre più nelle condizioni di lavorare al meglio- prosegue il presidente-. Lo faremo attraverso il lavoro che stiamo portando avanti sia sull’organizzazione dell’emergenza-urgenza sia sul rafforzamento della medicina territoriale, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei cittadini e di garantire alle professioniste e ai professionisti della sanità il giusto riconoscimento per la loro straordinaria professionalità”.

Massimo Fabi, Assessore alla Salute Regione Emilia Romagna

“Questo investimento rappresenta un impegno preciso verso chi ogni giorno opera nell’emergenza-urgenza- aggiunge Fabi-: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale di supporto che svolgono un lavoro straordinario, spesso in condizioni di grande pressione, garantendo assistenza immediata e cure di qualità ai cittadini in momenti delicati e complessi. Per questo, accanto alle strutture e alle tecnologie, è fondamentale continuare a lavorare per una maggior tutela e valorizzazione delle professioniste e dei professionisti dell’emergenza. Significa- prosegue l’assessore- migliorare gli ambienti di lavoro, promuovere sicurezza e formazione continua, ma anche contrastare con fermezza ogni forma di aggressione o violenza nei confronti del personale sanitario”.

Alessandro Barattoni, Sindaco Ravenna

“L’aumento degli spazi del pronto soccorso, oltre 1500 mq per una superficie complessiva di oltre 4 mila, ha richiesto un grandissimo impegno, sia nella pianificazione, che nella realizzazione, quindi un ringraziamento particolare va alla direzione dei lavori e di progettazione che, insieme alla direzione medica di presidio e al direttore del pronto soccorso, hanno ideato il progetto. Un grazie doveroso al personale, sia medico che infermieristico, e agli operatori socio-sanitari, che hanno garantito le prestazioni continuando ad operare con un cantiere attivo e questo ha implicato uno sforzo organizzativo e di adattamento particolarmente complesso.

Questa struttura, per il nostro territorio, per il comune di Ravenna e per il presidio ospedaliero, è di assoluta importanza dal punto di vista strategico: avevamo infatti la necessità di adeguare il nostro pronto soccorso rispetto ai flussi e alla capacità che questa struttura deve alle cittadine e ai cittadini del nostro territorio. Il nostro è un pronto soccorso che registra circa 90mila accessi annui, grazie anche alla presenza del Cau del Cmp, e questo ha determinato la necessità di rivedere la logistica e una struttura capace di accogliere al meglio i cittadini. Oggi l’utenza è completamente cambiata: i pronto soccorso sono infatti chiamati non solo ad affrontare persone in condizioni di emergenza/urgenza, ma anche persone anziane con quadri di co-morbidità complesse, che richiedono tempi di valutazione e diagnostica molto piú prolungati, con necessità di avere ottimi percorsi di integrazione col territorio e con l’ambito socio-sanitario. Quindi quella che inauguriamo oggi è una struttura che, oltre a rispondere ad esigenze di ammodernamento, va nella direzione di lavorare sulla garanzia della presa in carico, sull’umanizzazione delle cure e sulla capacità di garantire flussi omogenei regolari all’interno del pronto soccorso. Mi auguro infine che, quanto prima, proseguano i lavori di completamento dell’area radiologica prevista nel successivo stralcio, affinché anche il pronto soccorso di Ravenna sia dotato di un’area radiologica qualificata al fine di sostenere i percorsi dei pazienti”.

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