Roberto Feroli, Ceo di TuttoBene TV e Project Manager di Salute.it: «La sicurezza alimentare non riguarda solo produttori, aziende e controlli. Ogni giorno passa anche dalle scelte che compiamo nelle nostre cucine. Informare correttamente significa aiutare le persone a trasformare semplici regole in buone abitudini quotidiane»
ROMA, 11 GIUGNO 2026 – Il 7 giugno si è celebrata la Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, promossa dalle Nazioni Unite attraverso la FAO e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, istituzioni e operatori sull’importanza del cibo sicuro lungo tutta la filiera alimentare. L’edizione 2026 è dedicata al tema “Dai dati alle soluzioni: alimenti sicuri ovunque”, con l’obiettivo di trasformare conoscenze e informazioni in comportamenti concreti e consapevoli.
La sicurezza alimentare non riguarda soltanto la produzione e la distribuzione degli alimenti, ma anche i comportamenti quotidiani all’interno delle cucine domestiche. Conservare correttamente il cibo, rispettare le temperature, utilizzare in modo appropriato utensili e superfici, evitare contaminazioni tra alimenti diversi e prestare attenzione all’igiene della cucina sono comportamenti semplici che contribuiscono a migliorare la qualità e la sicurezza della preparazione dei pasti.
I dati europei confermano l’importanza del tema. L’ultimo rapporto EFSA-ECDC ha registrato nell’Unione Europea 6.558 focolai di malattie trasmesse dagli alimenti, con 62.481 casi, 3.336 ricoveri e 53 decessi. Nello stesso rapporto si evidenzia un incremento del 14,5% dei focolai e del 19,7% dei casi registrati rispetto all’anno precedente.
Particolarmente significativo è il ruolo dell’ambiente domestico. Secondo i dati richiamati dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito delle iniziative dedicate alla sicurezza alimentare, oltre il 40% delle malattie di origine alimentare è associato all’ambiente domestico, evidenziando quanto le corrette pratiche quotidiane possano fare la differenza.
«Quando si parla di sicurezza alimentare», dichiara Roberto Feroli, Ceo di TuttoBene TV e Project Manager di Salute.it, «si pensa spesso a controlli, certificazioni e filiere produttive. Tutto questo è fondamentale, ma esiste anche una dimensione quotidiana che riguarda milioni di famiglie. Una corretta informazione può aiutare le persone a gestire meglio il cibo, ridurre gli errori più comuni e acquisire maggiore consapevolezza nelle attività di ogni giorno».
Tra gli errori più frequenti nelle cucine domestiche figurano la conservazione non corretta degli alimenti nel frigorifero, l’utilizzo dello stesso tagliere per cibi crudi e pronti al consumo, lo scongelamento a temperatura ambiente, la mancata sostituzione periodica delle spugnette da cucina, il mantenimento troppo prolungato dei cibi cotti fuori dal frigorifero e la scarsa attenzione alle indicazioni di conservazione riportate sulle confezioni.
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la contaminazione crociata rappresenta uno degli aspetti da monitorare con maggiore attenzione. Per questo motivo è consigliabile utilizzare superfici e utensili differenti per alimenti diversi, conservare correttamente i prodotti nel frigorifero e rispettare le indicazioni fornite dai produttori.
Un altro elemento spesso trascurato riguarda proprio le spugnette da cucina. L’ISS ricorda l’importanza della loro sostituzione periodica e della corretta igienizzazione, così come della pulizia regolare delle superfici utilizzate per la preparazione dei pasti.
«Non si tratta di creare allarmismi o preoccupazioni inutili», prosegue Feroli. «Al contrario, l’obiettivo è promuovere una cultura positiva della prevenzione. Le persone devono sapere che esistono comportamenti semplici, facilmente applicabili e alla portata di tutti che possono contribuire a migliorare la gestione degli alimenti e la qualità della vita quotidiana».
«In un’epoca in cui le informazioni sulla salute circolano rapidamente», conclude Feroli, «il vero valore aggiunto è renderle comprensibili e applicabili. La sicurezza alimentare non è fatta di regole complicate: è fatta di piccoli gesti quotidiani che possono aiutare le persone a vivere meglio e con maggiore consapevolezza. Informare significa offrire strumenti concreti per trasformare la conoscenza in buone pratiche».