Potenza, 8 giugno 2026 — Un dipendente dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza si è visto negare i permessi previsti dall’art. 33 della Legge 104/1992 per assistere un familiare in condizione di handicap grave. Motivazione: mancava un collega. Il lavoratore ha rinunciato ad assistere il proprio familiare e si è presentato in servizio.
La Direzione Generale è stata informata più volte della vicenda: con una nota sindacale, segnalazioni formali del dipendente, interventi del legale e interlocuzioni dirette, anche per le vie brevi, con il Direttore Amministrativo. Il dato che oggi pesa è chiaro: a ogni richiesta è seguito il silenzio dell’Azienda.
“Una direzione generale che riceve segnalazioni su disabilità, salute e diritti fondamentali del lavoratore ha il dovere di rispondere”, afferma Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza. “Il silenzio non è una posizione neutrale. È una scelta. E dice molto su come questa Direzione considera i diritti di chi lavora e di chi viene assistito.”
I permessi riconosciuti dall’art. 33 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 costituiscono diritti soggettivi perfetti del lavoratore dipendente, pubblico o privato. Non si tratta di istituti concessori né di benefici discrezionali: la loro natura giuridica esclude in radice qualsiasi valutazione di opportunità da parte del datore di lavoro. La fruizione, ricorrendo i presupposti di legge, non può essere subordinata a esigenze organizzative interne né negata per carenza di personale.
Il datore di lavoro può organizzare il servizio, programmare i turni, predisporre sostituzioni. Non può scaricare sul lavoratore il peso di una carenza organizzativa che è, per definizione, di sua competenza.
“La copertura del servizio è responsabilità datoriale”, prosegue Costanzo. “Quando invece diventa la ragione per negare un permesso 104, si produce un effetto distorto e inaccettabile: chi assiste una persona fragile diventa la variabile su cui scaricare ciò che l’Azienda era tenuta a programmare. Un diniego privo di adeguata base giuridica può aprire profili di responsabilità sul piano lavoristico, organizzativo e dirigenziale. Nei casi urgenti, può assumere rilievo anche il ricorso cautelare davanti al Giudice del Lavoro.”
La FIALS Potenza chiede alla Direzione Generale dell’A.O.R. San Carlo di Potenza di rispondere formalmente alle comunicazioni rimaste senza riscontro, di chiarire le ragioni del diniego, di garantire il pieno rispetto dei permessi ex Legge 104/1992 e di adottare disposizioni interne verificabili per impedire il ripetersi di situazioni analoghe.
La continuità dei servizi sanitari va garantita attraverso una programmazione adeguata. Non può essere costruita sul sacrificio dei diritti di chi assiste una persona fragile.
“La Legge 104 è una scelta di civiltà”, conclude Costanzo. “Un lavoratore deve poter svolgere il proprio dovere professionale e assistere una persona cara. Queste due cose non sono in contraddizione: lo diventano solo quando manca una direzione organizzativa all’altezza. La FIALS presiderà questa vicenda in ogni sede utile.”
La FIALS Potenza valuterà ogni iniziativa sindacale, amministrativa e giudiziaria utile alla piena tutela del lavoratore interessato.