“Quando il Fasi si è trovato a disporre di tecnologie di Intelligenza Artificiale, questa Presidenza ha ritenuto doveroso interrogarsi non soltanto sulle opportunità che tali strumenti dischiudono, bensì anche sui rischi e sulle implicazioni etiche, sociali e giuridiche connesse al loro impiego. L’AI dev’essere al servizio dell’umano, e non viceversa. È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Daniele Damele, presidente del Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dirigenti industriali (FASI), costituito da Confindustria e Federmanager, all’incontro di questo pomeriggio promosso dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, dal titolo “Le sfide dell’Università oggi: complessità, intelligenza artificiale e diplomazia delle culture”.
“Nei giorni in cui di Intelligenza Artificiale si parla con rinnovata intensità, anche alla luce dell’enciclica Magnifica Humanitas, sentiamo particolarmente vicino il richiamo a evitare la pretesa di un linguaggio unico – anche digitale – capace di tradurre tutto, persino il mistero della persona, in dati e prestazioni”. Per un Fondo sanitario integrativo, questa è una responsabilità ancora più stringente: dati, algoritmi e sistemi digitali devono aiutare a comprendere meglio i bisogni di salute, non ridurre la persona a una sequenza di indicatori. L’uso dell’AI, quando entra in processi che incidono sulla vita delle persone, non è mai un fatto puramente tecnico: tocca diritti, libertà, opportunità e relazione fiduciaria. È qui che si misura la qualità umana dell’innovazione: il progresso è autentico solo quando resta governato dalla coscienza, dalla trasparenza e dal bene comune”, sottolinea Damele.
Damele richiama “la scelta di istituire un Comitato Etico sull’AI: non un adempimento formale, ma un vero organo di indirizzo, per accompagnare il Fondo in un percorso di innovazione responsabile. La questione non si può ridurre all’adozione o meno di soluzioni di Intelligenza Artificiale, ma va declinata nella definizione delle condizioni, dei limiti e delle modalità attraverso cui tali tecnologie possano essere integrate nell’attività mutualistica, senza compromettere la coerenza con i valori costitutivi del Fondo”, aggiunge Damele.
In questo percorso, evidenzia ancora il presidente Fasi, “elemento essenziale è rappresentato dall’elaborazione delle Linee Guida Etiche che non intendono configurarsi come un esercizio teorico, bensì come uno strumento operativo, in grado di orientare le scelte del Fondo, accompagnando l’innovazione tecnologica entro un quadro di principi chiaro, condiviso e centrato sulla persona”.
Il percorso del Comitato Etico e i progetti del Fasi sull’Intelligenza Artificiale saranno al centro anche del seminario in programma l’8 giugno alla Pontificia Università Antonianum di Roma.