giovedì, 4 Giugno 2026

NURSING UP: “PAESE CHIEDE A INFERMIERI DI CURARE TUTTI, MA CONTINUA A NON PROTEGGERLI ABBASTANZA!”

DE PALMA: «DEPRESSIONE AL 34% E ANSIA AL 25%. CARENZA DI ORGANICO, TURNI PESANTI, AGGRESSIONI E SOVRACCARICO ASSISTENZIALE STANNO ALIMENTANDO UN MALESSERE CHE NON PUÒ PIÙ ESSERE IGNORATO»

ROMA, 4 GIUGNO 2026 – La salute mentale degli infermieri è ormai una emergenza dentro l’emergenza sanitaria. Le cronache recenti, da Roma a Bari, da Pozzuoli a Verona, raccontano nuove aggressioni contro chi lavora in corsia, nei pronto soccorso e sui mezzi di emergenza, ma la violenza è solo una parte del problema.

Secondo l’analisi Nursing Up, nel 2025 gli episodi reali di aggressione, includendo anche il sommerso, hanno superato quota 130mila casi, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente, a fronte di oltre 18mila denunce ufficiali. Una forbice che conferma quanto il fenomeno resti sottostimato.

Il disagio psicologico non nasce però solo dalle aggressioni. A pesare sono carenza cronica di personaleorganici insufficientiturni notturni e rotatoristraordinarisovraccarico assistenziale, crescente complessità dei pazienti e difficoltà di conciliare lavoro e vita privata.

A confermare il quadro è l’indagine MeND dell’OMS Europa, condotta su oltre 90mila professionisti sanitari in 29 Paesi: un infermiere europeo su tre presenta sintomi depressiviuno su quattro soffre di ansia e il 13% riferisce pensieri autolesivi o suicidari

L’ITALIA PRESENTA VALORI SUPERIORI ALLA MEDIA EUROPEA, CON DEPRESSIONE AL 34% E ANSIA AL 25%.

«Dietro ogni aggressione e dietro ogni turno massacrante c’è un segno che resta», afferma Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up. «Servono più sicurezza nei repartiorganici adeguatiturni sostenibilisupporto psicologico accessibile e un riconoscimento concreto del valore degli infermieri italiani. Difendere la salute mentale di chi cura significa difendere il futuro del Servizio Sanitario Nazionale».

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