giovedì, 4 Giugno 2026

PREVENZIONE E NUOVI BISOGNI DI CURA: CONFRONTO PROMOSSO DAL FONDO METASALUTE DOPO APPROVAZIONE BILANCIO 2025

Roma, 4 giugno 2026 – Si è svolta a fine maggio, a Roma, l’Assemblea dei Delegati del Fondo Metasalute, il fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e del comparto orafo e argentiero, che ha approvato il bilancio d’esercizio 2025. La sessione assembleare è stata l’occasione per analizzare i principali obiettivi raggiunti lo scorso anno e illustrare i progetti già avviati e in programma per il 2026 e per gli anni a venire.

I lavori sono proseguiti con un seminario di approfondimento dal titolo “Il ruolo dei Fondi Sanitari Integrativi nell’Italia che si trasforma”. Un momento finalizzato a inquadrare il contesto attuale e a riflettere sul contributo dei fondi sanitari in uno scenario caratterizzato da pressione sul Servizio Sanitario Nazionale, evoluzione demografica e ridefinizione dei bisogni di cura.

Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Fondo Metasalute Giancarlo Ricciardi, che ha posto al centro il tema dell’evoluzione del ruolo dei fondi. Guardando ai cambiamenti in atto – invecchiamento della popolazione, cronicità diffusa e nuove fragilità – ha sottolineato come “i fondi sanitari integrativi non possano limitarsi a un ruolo meramente erogativo”, ma siano chiamati a ripensare modelli e strumenti per intercettare bisogni sempre più articolati, rimanendo coerenti con la propria missione. In questo percorso ha ribadito la centralità del rapporto con il sistema pubblico, configurato come “un’alleanza basata sulla complementarità”, e il valore della prevenzione come leva strategica per la sostenibilità e la qualità della vita.

Partendo da questo inquadramento, il contributo del professor Federico Spandonaro, Università di Roma Tor Vergata e Presidente del Comitato Scientifico C.R.E.A. Sanità, ha consentito di entrare nel merito della situazione attuale del SSN. Il suo intervento si è focalizzato sulla necessità di ripensare i modelli di tutela: “Il SSN è nato in un mondo demografico e tecnologico che oggi non esiste più. Ci troviamo di fronte a bisogni che sono diventati ibridi: una combinazione di necessità mediche, assistenza sociale e nuove aspettative di qualità della vita che il sistema pubblico, da solo, fatica a intercettare“. In questo contesto, Spandonaro ha evidenziato come i fondi possano svolgere un ruolo importante nel “compensare la lentezza del sistema nel riadattarsi ai cambiamenti“, riducendo i tempi di attesa e promuovendo una nuova cultura della salute. Secondo il Professore, è ormai “inutile continuare a lavorare solo sul lato dell’offerta, bisogna governare la domanda“, incrementando l’allineamento dei cittadini verso la prevenzione e l’health literacy (la cultura sanitaria), poiché la salute oggi coincide con la “capacità di mantenere una qualità di vita alta anche in età avanzata“.

Riprende il discorso il professor Marco Micocci, Ordinario di Matematica Finanziaria e Attuariale presso l’Università di Cagliari e la Sapienza di Roma e attuario, che ha analizzato i dati relativi alla diffusione dei fondi, che in Italia coprono ormai circa 17 milioni di persone. “Non siamo più di fronte a un privilegio per pochi o a un vantaggio per élite ricche, ma a una realtà massiva che riguarda lavoratori comuni“, ha spiegato il Professore, ricordando come questi strumenti permettano l’accesso a prestazioni essenziali, quali l’odontoiatria o la diagnostica rapida, spesso rallentate dalle liste d’attesa o dai costi. Di fronte a una piramide dell’età rovesciata, l’attuale domanda è guidata da cronicità, multicronicità e non autosufficienza: per questo il sistema deve transitare rapidamente da una sanità orientata alla singola prestazione a una vera e propria “sanità di presa in carico“, capace di accompagnare il paziente nel tempo.

Sull’urgenza di una svolta culturale si è espressa la dott.ssa Ilaria Malvezzi, coordinatrice LILT Lombardia, ricordando che il 43% della salute dipende direttamente dagli stili di vita. Citando il payoff LILT “prevenire è vivere”, Malvezzi ha dimostrato come la prevenzione debba essere considerata un investimento e non un costo, calcolando che “ogni euro investito in prevenzione genera un risparmio di circa 3 euro nella spesa pubblica futura“, traducendosi inoltre in una maggiore produttività e resilienza dei dipendenti all’interno delle aziende. L’obiettivo è spostare il baricentro “da un sistema reattivo, che interviene solo sulla malattia, a un sistema proattivo incentrato sulla promozione della salute“, agendo direttamente sulle cause e sui fattori di rischio per evitare l’insorgenza delle patologie.

A chiudere il quadro, il professor Mauro Marè, Presidente Mefop e Direttore dell’Osservatorio sul welfare della Luiss Business School, ha ampliato l’analisi al sistema di welfare, soffermandosi in particolare sul tema della Long Term Care. L’invecchiamento della popolazione, ha osservato, pone una sfida strutturale che va oltre la sanità in senso stretto e riguarda la capacità del sistema di garantire assistenza alla non autosufficienza. Marè ha definito fragile il modello italiano, ancora “affidato quasi totalmente al welfare familiare” e oggi non più sostenibile a causa dei profondi mutamenti demografici e sociali, e ha suggerito l’introduzione di nuovi strumenti di protezione sociale e modelli di finanziamento solidale volti a tutelare quei cittadini che oggi non hanno accesso ai fondi contrattuali. La vera sfida, ha concluso, è garantire una copertura adeguata alla non autosufficienza nel momento in cui il bisogno diventerà reale.

In chiusura, il Vicepresidente del Fondo Metasalute, Giacomo Tinti, ha richiamato il ruolo del Fondo come infrastruttura di protezione per oltre un milione e mezzo di iscritti, evidenziando come l’assistenza sanitaria integrativa rappresenti non solo un insieme di prestazioni, ma un elemento di modello sociale. Un ruolo che implica la capacità di leggere i cambiamenti e adattare le risposte, mantenendo un equilibrio tra efficacia e sostenibilità. In questa direzione si inseriscono i progetti speciali promossi dal Fondo, finalizzati a intercettare bisogni emergenti e situazioni di fragilità. “La trasformazione che stiamo vivendo – ha concluso Tinti – non si governa con risposte episodiche, ma con una visione di lungo periodo che sappia coniugare la qualità delle prestazioni con la solidità economica del Fondo“.

Il seminario ha rappresentato un momento di analisi su alcune delle principali direttrici di evoluzione del sistema salute, offrendo contributi utili per una lettura delle sfide in corso. La registrazione integrale dell’evento e gli interventi completi di tutti i relatori sono disponibili sul canale YouTube ufficiale del Fondo Metasalute.

Notiziario

Archivio Notizie