Il 5 giugno all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano il Congresso Nazionale G.I.O.Ger, dove specialisti da tutta Italia si confronteranno su prospettive future e nuove pratiche di intervento.
Milano, 4 giugno 2026 — Si terrà domani, venerdì 5 giugno 2026, presso l’Aula Magna dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, il Congresso Nazionale G.I.O.Ger (Gruppo Italiano di Oncologia Geriatrica), un appuntamento scientifico dedicato a uno dei temi più urgenti della medicina contemporanea come il trattamento del paziente oncologico anziano. Obiettivo del congresso è promuovere una nuova visione della cura, fondata su un approccio multidisciplinare e personalizzato, capace di superare pregiudizi consolidati e migliorare in modo concreto gli esiti clinici.
Ripensare l’età in oncologia oltre i falsi miti
“Per troppo tempo l’età cronologica è stata considerata un limite alla cura oncologica – ha spiegato il dott. Isacco Montroni, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Generale Oncologica 2 – Colon-Retto presso la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – ma oggi sappiamo che non è così”. Uno dei focus centrali del congresso sarà, infatti, il superamento di alcuni misunderstanding ancora diffusi nella pratica clinica. Primo fra tutti, l’idea che una ridotta aspettativa di vita renda meno utile un trattamento oncologico. Dati recenti dimostrano, invece, che anche dopo gli 80 anni l’aspettativa di vita può essere significativa, arrivando a 10-12 anni, e rimanendo comunque rilevante anche in presenza di comorbidità.Altro punto cruciale è la distinzione tra età cronologica ed età biologica; oggi, valutare la fragilità, la vulnerabilità e il livello di “fitness” del paziente consente di definire percorsi terapeutici più efficaci, spesso paragonabili a quelli riservati ai pazienti più giovani.
Incidenza e caratteristiche dei tumori dell’età avanzata, una realtà sempre più diffusa
I tumori sono sempre più una patologia dell’età avanzata. In Italia, neoplasie come colon-retto, mammella, stomaco e tumori ginecologici presentano un’incidenza crescente dopo i 60 anni, con la maggior parte delle diagnosi tra i 60 e gli 80 anni.“Considerare queste malattie come ‘diverse’ solo per l’età anagrafica ha portato negli anni a fenomeni di sotto-trattamento, con conseguenze significative sulla sopravvivenza tumore-specifica”, sottolinea Montroni. Oggi, invece, la medicina si muove verso una personalizzazione delle cure basata sia sulla biologia del tumore sia sulle condizioni del paziente.Negli ultimi anni, l’evoluzione tecnologica ha radicalmente cambiato lo scenario terapeutico. La diffusione della chirurgia mininvasiva, della laparoscopica e della robotica ha consentito di ridurre lo stress operatorio e migliorare il recupero post-operatorio, con benefici particolarmente evidenti nei pazienti anziani.
“Paradossalmente – osserva Montroni – sono proprio i pazienti con una minore riserva funzionale a trarre i maggiori vantaggi da queste tecniche”. Parallelamente, cresce l’importanza di modelli organizzativi innovativi, come l’integrazione del geriatra nei team multidisciplinari, che secondo studi recenti può ridurre significativamente la mortalità e migliorare gli esiti complessivi.
La centralità della persona, tra fragilità clinica, sociale e psicologica
Accanto agli aspetti clinici, il congresso affronterà anche il tema della fragilità sociale, sempre più rilevante in una popolazione anziana spesso sola e priva di una rete di supporto adeguata. Una condizione che incide direttamente sui tempi di degenza, sull’aderenza alle cure e sul rischio di ri-ospedalizzazione. Grande attenzione sarà dedicata anche alla dimensione psicologica. Definire fin dall’inizio le priorità del paziente, come il mantenimento dell’autonomia rispetto al prolungamento della vita, rappresenta un elemento chiave per orientare le scelte terapeutiche. In questo contesto si inseriscono esperienze innovative come i programmi di pre-abilitazione, che combinano interventi nutrizionali, attività fisica e supporto psicologico per preparare il paziente al percorso oncologico e migliorarne gli esiti.
Verso una nuova cultura della cura oncologica
Il Congresso G.I.O.Ger si propone, dunque, come un momento di confronto tra specialisti di diverse discipline – oncologi, chirurghi, radioterapisti, geriatri – per costruire una visione comune nel trattare il paziente anziano non come un caso “speciale”, ma come una priorità della medicina contemporanea. “Il nostro obiettivo – conclude Montroni – non è trattare tutti allo stesso modo, ma offrire a ciascun paziente la cura più adeguata possibile, basata su una valutazione completa della persona e non solo della malattia”.