Livorno, 4 giugno 2026 – La fibrillazione atriale è l’aritmia cardiaca più frequente e interessa milioni di persone nel mondo: porta il cuore a battere in modo irregolare e spesso troppo rapido. A causa di impulsi elettrici disordinati, i due atri (le due cavità superiori del cuore), iniziano a contrarsi in maniera sbagliata, portando ad un battito irregolare. Palpitazioni, stanchezza, mancanza di respiro, capogiri o debolezza, dolore al petto (nei casi più seri) sono i sintomi a cui fare attenzione perché la fibrillazione atriale, nei casi più avanzati, può compromettere significativamente la qualità della vita, aumentando il rischio di ictus e di insufficienza cardiaca, rendendo necessaria, soprattutto quando i farmaci antiaritmici non risultano efficaci o non sono ben tollerati, una ablazione.
L’ablazione è la neutralizzazione delle cellule del cuore responsabili degli impulsi elettrici disordinati. Attraverso un sottile catetere introdotto nei vasi sanguigni, generalmente dall’inguine, i medici raggiungono il cuore e individuano la zona da trattare. Una volta posizionato il catetere, viene applicata un’energia specifica per inattivare le cellule responsabili dell’alterazione.
All’ospedale di Livorno, fino ad oggi, l’ablazione avveniva con la radiofrequenza: le cellule cardiache difettose venivano “bruciate” con il calore. La tecnica, ancora oggi, è uno strumento efficace e utilizzata routinariamente. Tuttavia può comportare tempi di trattamento lunghi, anche fino a 4-5 ore. Oggi, però, a Livorno è disponibile anche la nuova e innovativa tecnica dell’ablazione a campo pulsato.
“Invece di usare la radiofrequenza, una volta raggiunto il cuore utilizziamo brevi impulsi elettrici ad alta intensità, di 1.800-2.000 volt, che creano microscopiche aperture nelle membrane cellulari, causando l’inattivazione del tessuto danneggiato. Gli impulsi elettrici riescono a selezionare le cellule da neutralizzare, salvaguardando meglio i tessuti circostanti ed i tempi del trattamento si riducono” spiega Emilio Pasanisi, direttore della Unità operativa complessa di Cardiologia e UTIC di Livorno.
“La nuova tecnica a campo pulsato consente di modificare il substrato che genera il cortocircuito elettrico atriale attraverso l’impiego di campi elettrici ad alta intensità e brevissima durata – dice Federica Lapira, referente del laboratorio di aritmologia interventistica – il trattamento viene eseguito introducendo, attraverso una semplice puntura venosa femorale, sofisticati cateteri all’interno del cuore destro e quindi in atrio sinistro. L’energia a campo pulsato agisce con maggior precisione sul tessuto cardiaco responsabile dell’aritmia e questo aspetto rappresenta uno dei principali punti di forza della tecnica, contribuendo a migliorare il profilo di sicurezza della procedura”.
“L’impiego dell’energia a campo pulsato mostra risultati molto promettenti anche nella riduzione dei tempi procedurali e nella possibilità di rendere l’intervento più standardizzato e meno operatore dipendente – aggiunge Enrica Talini, referente delle attività di Day Hospital dell’aritmologia – e numerosi studi clinici internazionali documentano un elevato tasso di successo, associato a un importante miglioramento della qualità di vita dei pazienti trattati”.
“A Livorno questa tecnica è stata introdotta all’inizio dell’anno grazie alla approvazione della Regione Toscana, avvenuta ad ottobre 2025, ed è stata utilizzata fino ad oggi su 6 pazienti selezionati – aggiunge Pasanisi – a conferma dell’impegno dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e della Cardiologia di Livorno nel garantire percorsi diagnostico-terapeutici sempre più avanzati, sicuri e innovativi, in linea con l’evoluzione più moderna dell’aritmologia interventistica, grazie al fondamentale lavoro di equipe di cardiologi, anestesisti, infermieri, tecnici radiologi ed ingegneri”.
“Nel nostro ospedale, inoltre, negli ultimi anni è stato attivato e definito anche il percorso complesso per i pazienti aritmici conclude Pasanisi – che vengono identificati, seguiti nel percorso diagnostico e trattati nel modo migliore e secondo le ultime linee guida: grazie all’ambulatorio aritmologico dedicato, fra prime visite e controlli, ogni anno vengono visitati circa 300 pazienti. Inoltre, nella sala di elettrofisiologia e cardiostimolazione, l’equipe di aritmologi, affiancata da un pool infermieristico e di tecnici di radiologia di elevata competenza , esegue circa 600 procedure interventistiche all’anno: oltre agli impianti di pace-maker e defibrillatori, almeno un centinaio sono ablazioni di aritmie semplici e complesse, con incremento esponenziale negli ultimi anni. Tutto questo grazie al supporto della direzione aziendale, della coordinazione infermieristica, dei tecnici di radiologia ed alla concreta collaborazione con gli anestesisti della Rianimazione diretta dal dottor Baldassarre Ferro”.