Il Dipartimento Interaziendale Trapianti in 25 anni di attività segna il record. Ettorre: «Il sistema trapianti è un bene collettivo che va sostenuto e alimentato»
Roma, 4 giugno 2026 – Mille trapianti di fegato. È il traguardo storico raggiunto il 28 maggio dal Dipartimento Interaziendale Trapianti del San Camillo-Forlanini, diretto dal Prof. Giuseppe Maria Ettorre. Tre interventi in un solo giorno – con donatori dagli ospedali di Agrigento, Latina e Sant’Andrea di Roma – hanno completato un percorso costruito in venticinque anni di attività continua, con un’accelerazione negli ultimi anni che ha reso il Dipartimento un polo di riferimento nazionale e internazionale per l’attività trapiantologica.
Nato nel 2001 dall’intuizione e la visione del Prof. Eugenio Santoro, nel 2007 il centro si trasforma in POIT – Polo Interaziendale Trapianti San Camillo-Spallanzani- e ne assume la direzione il Prof. Giuseppe Maria Ettorre. Da allora la crescita è stata costante e progressiva: fino al 2020 il centro eseguiva in media 35 trapianti l’anno; nel 2021 il primo salto significativo, con 61 interventi; nel 2022 si sale a 66, nel 2023 a oltre 80, fino al superamento della soglia dei 100 trapianti annui nel 2024 e nel 2025. Una traiettoria che racconta, meglio di qualsiasi altro dato, cosa significa costruire un’eccellenza sanitaria nel tempo.
« Questo traguardo è prima di tutto la testimonianza dell’impegno quotidiano di una squadra straordinaria. Dietro ogni trapianto ci sono competenza, sacrificio e una motivazione profonda. È grazie a questo spirito che riusciamo a garantire risposte concrete a pazienti in condizioni critiche, spesso senza altre opzioni terapeutiche – dichiara il prof. Giuseppe Maria Ettorre, Direttore UOC Chirurgia Generale e Trapianti -. Il sistema trapianti italiano funziona, ed è un bene collettivo che va sostenuto e alimentato, a partire dalla cultura della donazione, gesto di straordinario valore che consente di salvare vite e offrire nuove possibilità di cura a numerosi pazienti, che è il fondamento su cui tutto il resto si regge».
Oggi il centro si distingue non solo per i volumi ma per la complessità dei casi che è in grado di affrontare. Il 30% dei trapianti viene eseguito su pazienti in condizioni critiche d’urgenza; il 40% su riceventi con patologia oncologica – epatocarcinoma, metastasi da tumori colorettali, colangiocarcinoma. Sono attivi tre protocolli per il trapianto di fegato in pazienti con metastasi da tumore colorettale non suscettibili di resezione chirurgica e due protocolli per il colangiocarcinoma: indicazioni che fino a pochi anni fa erano considerate al limite del trattabile, oggi pratica consolidata del centro. Nel 2026, in poco più di quattro mesi, gli interventi eseguiti sono già 58, a un ritmo che conferma e supera i record degli anni precedenti. Circa il 40% dei pazienti proviene da fuori regione, a testimonianza della capacità attrattiva del centro su scala nazionale.
Risultati resi possibili da un modello interaziendale che è parte integrante della forza del centro. La UOC Chirurgia Generale e Trapianti, diretta dal Prof. Ettorre, lavora in stretta sinergia con la UOC Anestesia e Rianimazione diretta dal Prof. Luigi Tritapepe, il cui contributo è determinante nella gestione perioperatoria dei pazienti e nel garantire standard elevati di sicurezza. Essenziale è inoltre il ruolo del Centro Regionale Trapianti Lazio, guidato dal Dott. Mariano Feccia, che assicura una gestione efficace e tempestiva dell’intero processo donativo e trapiantologico. L’attività si svolge in piena integrazione con l’INMI Lazzaro Spallanzani, confermando la solidità di un modello capace di mettere a sistema competenze diverse e complementari, a beneficio dei pazienti più complessi.
Il successo dei mille trapianti di fegato è il frutto di un modello di collaborazione interaziendale approvato e sostenuto dalla Regione Lazio, che ha investito in questo progetto risorse, competenze e visione nel tempo. Un percorso costruito grazie a una regia regionale capace di mettere a sistema ospedali e centri specializzati, garantendo ai pazienti più gravi risposte concrete e tempestive.
Dallo scorso agosto il Dipartimento Interaziendale Trapianti dispone di nuovi ambienti e sale operatorie dedicate di ultima generazione presso il Padiglione Puddu del San Camillo-Forlanini: una sede che riflette l’ambizione di un centro che considera la crescita un impegno permanente verso i pazienti e verso il Servizio Sanitario Nazionale.