Longevità, Guidotti (Cnr): Richiede analisi processi biologici individuali
Roma. “La longevità non può più basarsi su approcci standardizzati, ma richiede una lettura sempre più personalizzata dei processi biologici individuali. In questo contesto, test genetici avanzati come myGenetiX XDNA Pro consentono di individuare predisposizioni chiave legate a stress ossidativo, infiammazione, metabolismo e detossificazione, offrendo una base scientifica per costruire strategie di prevenzione e ottimizzazione della salute. Il valore del dato, tuttavia, emerge solo dalla sua interpretazione clinica e funzionale, che integra genetica, metabolomica e nutrizione per definire percorsi realmente su misura nell’ambito della medicina della longevità”.
Del tema se n’è discusso oggi a Roma in occasione del Primo Congresso Internazionale di Medicina Bio-Rigenerativa, organizzato da BIORI – Accademia Accademia Italiana di Medicina e Chirurgia Biorigenerativa. L’evento è in programma oggi e domani presso il Complesso Monumentale del Santo Spirito. Così la dottoressa Elena Guidotti, Biologa molecolare Specialista in Nutrizione Clinica e Metabolismo, Referente per il CNR in Analisi Lipidomica di membrana cellulare.
– Dottoressa Guidotti, perché un test genetico come myGenetiX XDNA Pro può essere utile in un percorso Longevity?
“Perché la longevità non può essere costruita su indicazioni generiche. Il test myGenetiX XDNA Pro ci permette di partire da una mappa genetica della persona: predisposizione allo stress ossidativo, alla risposta infiammatoria, alla detossificazione, al metabolismo dei nutrienti e alla gestione energetica. Ma il test da solo non basta. Il valore nasce dall’interpretazione. Il mio ruolo di biologa molecolare esperta in metabolomica e immunonutrizione è trasformare il dato genetico di myGenetiX in una lettura funzionale: capire dove il corpo è più fragile, dove compensa troppo e dove possiamo intervenire con nutrizione, supporto epatico e strategia metabolica personalizzata”.
– Lei parla di ‘riscrivere lo stress’ attraverso la metabolomica. Che cosa significa?
“Significa che lo stress non è solo una sensazione mentale. È una risposta biologica che coinvolge metabolismo, sistema immunitario, fegato, microbiota, infiammazione e stress ossidativo. Con il test myGenetiX XDNA Pro possiamo osservare alcune predisposizioni che rendono quella risposta più costosa: difficoltà nei sistemi antiossidanti, nella detossificazione, nella gestione dei nutrienti o nell’equilibrio infiammatorio. Da lì costruiamo una strategia metabolomica e immunonutrizionale per aiutare il corpo a uscire da una modalità di allarme cronico. Riscrivere lo stress, quindi, significa ridurre progressivamente il costo biologico dell’adattamento”.
– Perché il fegato è così importante nel suo metodo Longevity?
“Il fegato è una centrale metabolica. Gestisce zuccheri, grassi, ormoni, farmaci, tossine, radicali liberi e segnali infiammatori. In un percorso Longevity non possiamo limitarci a dire ‘depuriamo il fegato’: dobbiamo capire se il fegato è realmente sostenuto nei suoi processi biochimici. Il test myGenetiX XDNA Pro ci aiuta a leggere predisposizioni legate alla detossificazione, allo stress ossidativo e al metabolismo. Su questa base possiamo valutare se inserire un supporto mirato, come il glutatione ridotto fermentato, sempre dentro una strategia più ampia: nutrizione, micronutrienti, proteine adeguate, microbiota e riduzione del carico infiammatorio”.
– Ma cosa distingue il suo percorso Longevity da una normale dieta o da un protocollo anti-aging?
“La differenza è che io non parto dal protocollo, parto dalla persona. Il test myGenetiX XDNA Pro mi consente di leggere la predisposizione genetica; la metabolomica mi aiuta a capire come quella predisposizione può esprimersi nel metabolismo reale; l’immunonutrizione permette di trasformare il cibo in uno strumento di regolazione biologica. Il mio lavoro come biologa molecolare esperta in metabolomica e immunonutrizione è collegare questi livelli: genetica, fegato, stress ossidativo, infiammazione, microbiota e nutrizione. La Longevity, per me, non è inseguire l’anti-aging. È costruire una traiettoria biologica più favorevole, riducendo il costo metabolico dello stress e migliorando la capacità del corpo di recuperare funzione”.