In occasione della Giornata Nazionale del Sollievo le Aziende Sanitarie estensi potenziano i percorsi di cura palliativa e antalgica per garantire dignità e assistenza a oltre 4.500 pazienti
Domenica 31 maggio 2026 si celebra la XXV Giornata Nazionale del Sollievo, un appuntamento che vede le Aziende Sanitarie ferraresi impegnate in prima linea per rinnovare il diritto dei cittadini a non soffrire attraverso il consolidamento della Medicina del Dolore e della Rete Locale di Cure Palliative (RLCP). Sotto il tema nazionale “Io mi prendo cura”, l’Azienda Usl e l’ospedale di Cona promuovono un modello di assistenza multidisciplinare che mette al centro la persona e la sua famiglia, integrando le eccellenze ospedaliere con una presenza capillare sul territorio provinciale per rispondere ai bisogni legati a patologie acute, croniche e terminali.
La sfida al dolore cronico, condizione che colpisce circa il 20% della popolazione adulta italiana con pesanti ricadute sociali e lavorative, trova a Ferrara un punto di riferimento nella Medicina del Dolore di Cona (diretta dal dott. Alessandro Orlando). Nel corso del 2025, questo servizio ha erogato circa 1.500 prestazioni, tra visite specialistiche e procedure infiltrative ecoguidate per il trattamento di patologie invalidanti come lombosciatalgie e artrosi.
“La Giornata del Sollievo – afferma il dott. Orlando – non è solo una ricorrenza simbolica, ma un richiamo alla responsabilità per tutti i professionisti sanitari e le istituzioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il dolore cronico come una malattia a sé stante. Anche l’Italia, con la Legge 38/2010, ha fatto importanti passi avanti nel riconoscimento del diritto alla terapia del dolore e alle cure palliative, ma molto resta ancora da fare per garantire l’equità nell’accesso alle cure. Alla luce di questo ritengo di fondamentale importanza che il dolore cronico debba diventare, anche nel nostro Paese, parte integrante della necessaria modernizzazione della sanità territoriale. Occorre un salto di qualità nella cultura sociale collettiva e nelle culture professionali e organizzative della sanità sul Dolore Cronico, come patologia rilevante sia sul piano sanitario che sociale”.
Il servizio è accessibile tramite prenotazione al Centro Unico Prenotazione (CUP) al numero verde 800532000, con la dicitura “visita antalgica”.
Parallelamente la Rete Locale di Cure Palliative, diretta dalla dott.ssa Loretta Gulmini, garantisce il supporto a pazienti con malattie avanzate e incurabili attraverso quattro nodi interconnessi: Ospedale, Ambulatorio, Hospice e Domicilio. Solo nel 2025, la rete ha assistito oltre 3.000 pazienti, di cui più di 1.500 oncologici, confermando un trend in crescita dovuto all’invecchiamento della popolazione.
“L’invecchiamento della popolazione si traduce in un aumento di incidenza della fragilità clinica associata alle comorbidità”, afferma la dott.ssa Gulmini, spiegando che “risulta strategica l’interfaccia tra l’equipe di cure palliative e quella di oncologia o oncoematologia per garantire l’attivazione di cure precoci, oltre che la collaborazione con le organizzazioni non-profit ed i servizi sociali territoriali”.
In questo contesto la figura dell’infermiere rappresenta il vero cardine del percorso assistenziale, specialmente nell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), dove la casa diventa il luogo di cura privilegiato per mantenere la vicinanza degli affetti. L’infermiere non svolge solo compiti tecnici nella gestione di terapie complesse, ma agisce come ponte relazionale attraverso l’ascolto attivo e il supporto ai familiari, considerati parte integrante dell’unità di cura.
“Celebrare il sollievo significa riconoscere che non esiste un ‘non c’è più nulla da fare’” – spiegano i referenti della Rete di Cure Palliative – ribadendo che “c’è sempre molto da fare per la qualità della vita”.
L’Infermiere della Rete di Cure Palliative svolge funzioni specialistiche e di elevata professionalità:
– gestione della complessità clinico-sintomatologica: garantisce il monitoraggio costante e rigoroso dei sintomi indotti dalla progressione della patologia. Applica competenze avanzate nella terapia del dolore e nella gestione dei supporti tecnologici e farmacologici complessi, coniugando l’efficacia clinica con l’obiettivo prioritario di preservare la dignità e il massimo comfort possibile per il paziente;
– sostegno, orientamento e cura del nucleo familiare: considera la famiglia come parte integrante dell’unità di cura. L’infermiere provvede al supporto continuo dei caregiver, fornendo loro gli strumenti formativi necessari per la gestione quotidiana delle necessità assistenziali. Al contempo offre una presenza accogliente capace di intercettare e sostenere la sofferenza emotiva ed esistenziale dei familiari nei momenti di maggiore fragilità;
– presenza, ascolto attivo e relazione d’aiuto: l’infermiere rappresenta il principale interlocutore del paziente, rimodulando l’assistenza in tempo reale. La relazione terapeutica diventa uno strumento di cura primario, volto a salvaguardare la centralità e il valore dell’individuo in ogni momento di vita.
Il servizio di Assistenza Domiciliare (ADI) e i nodi della Rete (come l’Hospice di Codigoro o la stretta collaborazione con Fondazione ADO) garantiscono una costante presenza. Solo nell’ultimo anno centinaia di cittadini ferraresi hanno potuto affrontare le fasi più difficili della malattia tra le proprie mura domestiche grazie a protocolli di cura personalizzati.
L’impegno del territorio ferrarese si estende anche alle Cure Palliative Pediatriche, protagoniste lo scorso 23 maggio dell’evento “Il ‘Giro’ in piazza!”(che si inserisce all’interno del Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche promosso dalla Fondazione Maruzza). L’iniziativa, che ha visto la partecipazione del dott. Vincenzo Rametta e della dott.ssa Sara Bertelli (referenti rispettivamente del Nodo ospedaliero e di quello territoriale della Rete di Cure Palliative Pediatriche della provincia di Ferrara), ha coinvolto numerose realtà del volontariato come Bimbilacqua, Circi, Giulia, Nati Prima, Pacs 1 e Vola nel Cuore. Il tutto patrocinato dalle due Aziende Sanitarie ferraresi, del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna.