FIALS: “I protocolli tamponano, la legge tutela. Chi ha servito l’emergenza territoriale merita una garanzia permanente”
Nel Materano ci sono infermieri e autisti soccorritori che hanno tenuto in piedi l’emergenza territoriale per anni. Oggi, con prescrizioni mediche certificate, continuano a fare chilometri, sostenere costi, riorganizzare famiglie, turni e percorsi di cura personale. Da una parte i tempi dell’iter regionale, dall’altra la vita concreta di chi chiede una tutela stabile, chiara, applicabile. È questa la distanza che oggi pesa, e che la FIALS ha deciso di affrontare con uno strumento concreto.
È stata la FIALS a portare in IV Commissione, a metà gennaio, la proposta di legge regionale per consentire il rientro presso l’ASM di Matera del personale del 118 con prescrizioni e limitazioni certificate. Un atto politico preciso, che trasforma una denuncia in proposta e chiede alla politica regionale di fare il passo successivo: trasformare l’ascolto in decisione e la tutela provvisoria in garanzia permanente.
«I protocolli possono tamponare l’immediato, ma solo una legge tutela davvero», dichiara Giuseppe Costanzo, Segretario Provinciale FIALS Potenza. «Chi ha prescrizioni e limitazioni certificate deve avere un percorso certo per rientrare in ASM Matera, con mansioni compatibili e piena salvaguardia della posizione economica e giuridica. Ogni rinvio lascia le persone dentro una condizione sospesa».
La differenza tra protocollo e legge è decisiva: il protocollo vive dentro una scadenza, dipende dai rinnovi, dagli equilibri del momento, dagli assetti amministrativi contingenti. La legge costruisce invece una regola generale: in presenza di prescrizioni e limitazioni certificate, si attiva un percorso definito, tracciabile, uguale per tutti, con assegnazione a mansioni compatibili presso l’ASM di Matera e salvaguardia del trattamento economico e giuridico.
«La politica ha il dovere di approfondire, ma anche quello di decidere», aggiunge Costanzo. «Nel 118 i tempi sono concreti: il turno va coperto, il viaggio va fatto, la famiglia va organizzata, la prescrizione va rispettata. Una legge stabile non è un privilegio: è il riconoscimento dovuto a chi ha dato anni di servizio all’emergenza territoriale e ora ha diritto a una collocazione dignitosa e certa».