venerdì, 22 Maggio 2026

Dieci anni di sorrisi: oggi la festa del Percorso labiopalatoschisi dell’Aou pisana

Dal 2016 oltre duemila ricoveri da tutta Italia e da due anni nella rete nazionale dei Centri Smile House per la cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali.

Pisa, 22 maggio 2026 – Il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup festeggia 10 anni: istituito al Santa Chiara nel 2014, ma  dotato di posti letto dedicati nel 2016, ha superato oggi il traguardo dei 2000 ricoveri totali. Una realtà unica in Italia che, dal 2024, è entrata anche ufficialmente a far parte della rete nazionale dei Centri Smile House, istituita dalla omonima Fondazione ETS. Questi Centri sono strutture di eccellenza per la diagnosi e l’assistenza multispecialistica di pazienti affetti da malformazioni cranio-maxillo-facciali, dalla diagnosi prenatale fino al termine dello sviluppo psicofisico.

Tutto questo bagaglio di expertise e di grandi emozioni viene festeggiato oggi alla presenza di autorità, istituzioni, associazioni, amici e soprattutto le famiglie che non hanno mai fatto mancare il proprio sostegno: “Nel 2016 – spiega Gian Luca Gatti, responsabile del Percorso Labiopalatoschisi – avevamo solo un progetto ambizioso. Oggi possiamo dire con orgoglio che è una realtà unica in Italia ma, per noi, resta prima di tutto il luogo dove ogni giorno nascono nuovi sorrisi. Vedere i ‘nostri’ bambini crescere e diventare grandi è il regalo più bello. Per questo, vogliamo festeggiare chi lo ha reso possibile in tutti questi anni: le famiglie, le istituzioni, le associazioni che ci accompagnano e, naturalmente, Smile House Fondazione ETS”.

La casistica pisana parla di circa 250 interventi l’anno su bambini affetti da malformazioni congenite del labbro e del palato, provenienti da tutta Italia, con un 80% di attrattività extraregionale e anche dai Paesi in via di sviluppo (nell’ambito della cooperazione sanitaria internazionale). La peculiarità – che è anche la ragione dell’eccellenza dei risultati – è la tempestività dell’intervento entro i primi 6 mesi di vita, che garantisce il buon esito della correzione della malformazione grave sia dal punto di vista funzionale sia estetico con la tecnica della periostioplastica, inventata a Pisa da Alessandro Massei. Altro punto di forza – che ne fa un centro fra i primi posti in Italia per volumi di attività, mininvasività, ambulatori multispecialistici, soddisfazione e apprezzamento per l’esito finale – è la multidisciplinarità, con la prosecuzione degli interventi successivi in collaborazione con le altre specialità chirurgiche fino a quando la malformazione non è completamente risolta, anche sotto l’aspetto estetico, entro il compimento della maggiore età. E poi l’accoglienza, con camere di degenza in cui i piccolissimi possono soggiornare da soli con la loro mamma per tutta la durata del ricovero.

Oggi festeggiamo un traguardo importante con numeri rilevanti – dichiara la direttrice generale dell’Aoup Katia Belvedere – perché duemila interventi in 10 anni in un settore di alta specialità come la cura delle malformazioni congenite del labbro e del palato nei bambini, ci rendono orgogliosi. Siamo un punto di riferimento per famiglie provenienti da tutta Italia ed è fondamentale, per una realtà come la nostra, che fa dell’alta complessità la sua vocazione, poter dare ai nostri piccoli pazienti risposte efficaci e risolutive sia dal punto di vista terapeutico, sia sotto il profilo riabilitativo ed estetico. Per questo siamo e saremo sempre al fianco dei pazienti e delle famiglie che scelgono di curarsi da noi e ringrazio per questo tutto il personale della nostra Azienda che, attraverso un approccio multidisciplinare, effettua uno straordinario lavoro accompagnato da una grande capacità di empatia e di accoglienza. E ringraziamo anche Smile House Fondazione Ets per tutto il supporto e la collaborazione. Essere inseriti nel network dei Centri di eccellenza per la cura delle malformazioni cranio-maxillo-facciali, dà prova del ruolo che riveste la nostra Azienda a livello nazionale”.    

La storia

Il Percorso Labiopalatoschisi dell’Aoup nasce il 21 febbraio 2014 sulla scia della lunga tradizione nel trattamento delle labiopalatoschisi a Pisa che risale a fine anni ’60, grazie al lavoro di Paolo Santoni-Rugiu (che fu allievo di Tord Skoog, luminare svedese della chirurgia plastica) e poi del successore Alessandro Massei, che ha introdotto tecniche personali innovative portando la scuola pisana ad essere conosciuta e rinomata nel mondo. Nel 2008 il testimone è passato al chirurgo plastico Gian Luca Gatti (coadiuvato dai colleghi Alessandro Giacomina e Matteo Ragoni) e la casistica è progressivamente aumentata, passando da 90 a oltre 250 interventi annui. L’attivazione del Percorso ha permesso la creazione di un poliambulatorio multidisciplinare con gli specialisti coinvolti nella cura delle labiopalatoschisi presenti in uno stesso luogo per permettere alle famiglie di avere la massima assistenza in un solo accesso.

L’11 aprile 2016 arrivano i posti letto (10) con l’inaugurazione del reparto, unico in Italia, e un’attività multidisciplinare ambulatoriale che prevede consulti di  chirurgia plastica, ortodonzia, logopedia, anestesia e rianimazione, otorinolaringoiatria, genetica, psicologia, pediatria, neonatologia, pediatria, chirurgia maxillo-facciale e consulenza sull’allattamento (progetto “AllatTiamo” di Aismel-Associazione dei genitori dei pazienti con labiopalatoschisi) per un totale di più di 800 visite annue. L’attività di ricovero e le visite ambulatoriali si occupano del trattamento primario, secondario e del follow-up delle labiopalatoschisi: una malformazione che colpisce 1:830 nati in Italia e in circa il 30% dei casi è sindromica; in Toscana ogni anno nascono 15-20 pazienti affetti; quindi, circa l’80% dei pazienti che afferiscono al centro provengono da fuori regione, con aumenti progressivi dei pazienti adottati (per lo più in Cina) affetti da questa patologia. Il protocollo chirurgico prevede la ricostruzione del labbro, naso e gengiva a 2,5-3 mesi di età e la ricostruzione del palato a 6-7 mesi; nei casi più gravi (schisi ossee gengivali maggiori) viene effettuato un ulteriore intervento preparatorio a 40-50 giorni di vita. Durante la crescita possono rendersi necessari ulteriori 2-3 interventi correttivi.

La centralità della famiglia, al momento del ricovero – aggiunge Gatti – è per noi fondamentale: i bambini sono inconsapevoli del trauma chirurgico perché piccoli, ma i genitori hanno ben presente lo stress pre-intra-post-operatorio. Il nostro intento è quello di farli sentire più a casa possibile cercando di ridurre al minimo i giorni di ricovero e creando un network di professionisti anche a distanza che si occupi di tutte le cure nel lungo percorso di crescita”.

Il Centro di Pisa, per qualità e numero di prestazioni, rappresenta uno dei principali hub della Rete Smile House. Grazie a questa organizzazione di rete la Fondazione, in collaborazione con il Ministero della salute, l’Istituto superiore di sanità e Agenas, è in grado di assistere oltre il 65% dei pazienti affetti da labiopalatoschisi in Italia “, ha concluso Domenico Scopelliti, fondatore e presidente di Smile House Fondazione ETS.  (edm).

In allegato la locandina con il programma della giornata nel Cortile degli Spedalinghi dell’Ospedale Santa Chiara e una carrellata fotografica di alcuni momenti della festa, a cui ha partecipato anche Carlo Rinaldo Tomassini, direttore generale dell’Aoup negli anni in cui il Percorso Labioapalatoschisi fu istituito.

Notiziario

Archivio Notizie