Due giornate di alta formazione, ricerca e innovazione dedicate alle malattie complesse in età pediatrica e alla transizione verso l’età adulta.
Il 22 e 23 maggio 2026, nell’Aula Atza dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari, si terrà il 2° Congresso sulle Malattie Complesse in Sardegna: dal bambino all’adulto, con la partecipazione di alcuni dei più autorevoli esperti italiani e internazionali.
L’evento, diretto scientificamente dal professor Giuseppe Masnata, Direttore della Struttura di Pediatria dell’ARNAS G. Brotzu riunirà a Cagliari alcuni tra i più autorevoli specialisti italiani e internazionali impegnati nello studio e nella cura delle malattie rare e delle patologie pediatriche ad alta complessità.
Nel corso delle due giornate si parlerà di genetica, medicina di precisione, screening neonatale, neurologia, fibrosi cistica, CAKUT, nutrizione clinica, nuove tecnologie e percorsi di transizione assistenziale, con l’obiettivo di favorire un confronto multidisciplinare tra esperienze cliniche, ricerca scientifica e organizzazione dei servizi sanitari.
Il congresso vedrà la partecipazione di esperti provenienti da importanti centri regionali, nazionali e internazionali, tra cui Francesco Muntoni da Londra, Vassilios Fanos da Cagliari, Mario De Gennaro da Roma, Francesco Cucca da Sassari, Giovanni Mosiello e Francesco Emma da Roma, Giuseppe Cretì da San Giovanni Rotondo, Gianluigi Ardissino da Milano, Elio Castagnola da Genova, insieme a numerosi professionisti provenienti da centri di eccellenza italiani.
Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo della Sardegna nella ricerca sulle malattie complesse. Le caratteristiche genetiche e demografiche della popolazione sarda rendono infatti l’Isola un contesto di grande interesse per lo sviluppo della medicina personalizzata, per la diagnosi precoce e per la sperimentazione di nuovi approcci terapeutici.
Accanto agli interventi degli ospiti nazionali e internazionali, il congresso valorizzerà anche il lavoro dei professionisti sardi impegnati quotidianamente nella presa in carico dei pazienti complessi, promuovendo una visione integrata della cura che metta al centro il bambino, la famiglia e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.
L’iniziativa si inserisce inoltre in una prospettiva più ampia legata al futuro Ospedale Regionale del Bambino, pensato come polo di riferimento per la gestione multidisciplinare delle patologie pediatriche complesse e per la transizione strutturata all’età adulta.
Uno spazio importante sarà riservato anche agli aspetti di umanizzazione delle cure, alla comunicazione con pazienti e famiglie, ai diritti e ai temi previdenziali, nella consapevolezza che la qualità dell’assistenza passi non solo attraverso l’innovazione clinica e tecnologica, ma anche attraverso la capacità di costruire percorsi di cura completi, continuativi e realmente vicini ai bisogni delle persone.