L’intelligenza artificiale come opportunità strategica per la sanità pubblica, ma anche come sfida che impone nuove responsabilità, maggiori garanzie nella tutela dei dati sensibili e un rafforzamento della cybersicurezza.
Sono stati questi i temi al centro del “Secondo Convegno sulla Legalità, Trasparenza e Innovazione Tecnologica”, promosso questa mattina nell’Aula Atza dell’ARNAS G. Brotzu di Cagliari dal Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’Azienda, il dottor Paolo Manca, e dal chirurgo dell’ARNAS, dottor Federico Loi, con la collaborazione della Fondazione Vittorio Occorsio.
Un appuntamento di alto profilo scientifico e istituzionale che ha riunito relatori autorevoli nei settori della magistratura, della sicurezza, della sanità, dell’università e delle istituzioni pubbliche, per affrontare il delicato equilibrio tra innovazione tecnologica, protezione dei dati e responsabilità amministrative nel sistema sanitario.
A moderare il convegno è stato il giornalista Giuseppe Deiana, caporedattore de L’Unione Sarda, che ha guidato il confronto tra esperti e istituzioni sui profondi cambiamenti che l’intelligenza artificiale sta introducendo anche nel mondo sanitario.
Ad aprire i lavori il Procuratore della Repubblica di Cagliari, Rodolfo Maria Sabelli, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare l’innovazione tecnologica con strumenti normativi e culturali adeguati a garantire legalità e tutela dei diritti, e il presidente dell’ANAC, Giuseppe Busia, che ha evidenziato il ruolo della trasparenza e del controllo pubblico nell’evoluzione digitale della pubblica amministrazione.
Tra gli interventi più attesi, quello del Generale C.d.A. Luciano Carta, Special Advisor della Fondazione Vittorio Occorsio ed ex presidente di Leonardo, che ha affrontato il tema della sicurezza nazionale e delle nuove minacce connesse alla gestione dei dati strategici e delle infrastrutture digitali. Un’analisi che ha posto l’accento sulla necessità di costruire sistemi sanitari sempre più resilienti, capaci di proteggere informazioni sensibili e garantire continuità operativa.
Di particolare rilievo anche l’intervento del Generale C.d.A. Leandro Cuzzocrea, vicedirettore del DIS – Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, che ha approfondito il tema della protezione dei dati sanitari e delle infrastrutture critiche in un contesto internazionale caratterizzato da crescenti minacce cyber. Cuzzocrea ha evidenziato come la sanità rappresenti oggi uno degli ambiti più esposti agli attacchi informatici, sottolineando la necessità di sviluppare una cultura della sicurezza digitale e sistemi di prevenzione sempre più avanzati, in grado di garantire la tutela dei cittadini e la continuità dei servizi essenziali.
Importante anche il contributo del presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Rocco Bellantone, che ha sottolineato il valore strategico del dato sanitario e quanto siano importanti le garanzie istituzionali nell’ecosistema digitale. Bellantone ha evidenziato come l’innovazione tecnologica e l’intelligenza artificiale possano rappresentare strumenti fondamentali per migliorare diagnosi, ricerca e assistenza sanitaria, purché accompagnate da rigorosi criteri di sicurezza, appropriatezza e tutela etica.
Tra gli interventi istituzionali, la dirigente generale del Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Eva Spina, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare l’adozione delle nuove tecnologie con un quadro normativo chiaro, investimenti nelle competenze digitali e strumenti capaci di garantire sicurezza e affidabilità nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici e sanitari.
Sul fronte della cybersicurezza e della protezione delle reti digitali è intervenuto anche Rocco Mammoliti, che ha approfondito il tema della gestione del rischio cyber nelle infrastrutture complesse, evidenziando come la sanità rappresenti uno dei settori maggiormente esposti alle minacce informatiche. Mammoliti ha sottolineato l’importanza di sistemi di prevenzione avanzati, formazione del personale e capacità di risposta rapida agli attacchi per garantire la continuità dei servizi essenziali.
Un focus sul rapporto tra innovazione digitale, università e responsabilità pubblica è arrivato dal professor Antonio Felice Uricchio, già presidente dell’ANVUR, che ha evidenziato come l’intelligenza artificiale stia modificando profondamente i modelli organizzativi e i processi decisionali, rendendo indispensabile una governance capace di coniugare sviluppo tecnologico, trasparenza e tutela dei diritti.
Di responsabilità amministrativa e controllo nella trasformazione digitale della pubblica amministrazione ha parlato anche la presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti Sardegna, Donata Cabras, che ha posto l’accento sulla necessità di garantire correttezza amministrativa, tracciabilità dei processi e trasparenza nell’utilizzo delle nuove tecnologie, soprattutto nei settori strategici come quello sanitario. Elvira Raviele ha illustrato l’evoluzione della normativa nazionale in materia di intelligenza artificiale e cybersicurezza, soffermandosi sulle nuove sfide che attendono le amministrazioni pubbliche nell’adeguamento ai futuri scenari digitali europei e internazionali.
Le conclusioni del convegno sono state affidate al professor Mario Caligiuri, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo strategico della sicurezza digitale nel nuovo contesto geopolitico e sanitario. Caligiuri ha sottolineato come l’intelligenza artificiale rappresenti una grande opportunità di sviluppo e innovazione, ma richieda al tempo stesso una nuova cultura della responsabilità, della prevenzione e della protezione dei dati, soprattutto in ambiti sensibili come quello sanitario.
Dagli interventi è emerso come i dati sanitari rappresentino oggi uno degli asset più delicati e strategici, rendendo indispensabile un rafforzamento delle misure di cybersicurezza e della protezione delle infrastrutture digitali. Ampio spazio è stato dedicato anche alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dall’intelligenza artificiale nella sanità e nei servizi pubblici, sottolineando però la necessità di accompagnare l’innovazione con competenze adeguate, modelli organizzativi evoluti, responsabilità amministrative chiare e un quadro normativo capace di garantire sicurezza, trasparenza e tutela dei cittadini. Dal confronto tenutosi oggi all’ARNAS tra istituzioni, magistratura, università, mondo sanitario ed esperti di sicurezza è emersa una consapevolezza sempre più chiara: la trasformazione digitale della sanità rappresenta oggi una sfida strategica, sia a livello nazionale che regionale. Un percorso nel quale innovazione tecnologica, legalità, tutela dei dati e cybersicurezza devono necessariamente avanzare insieme, per garantire un sistema sanitario moderno, efficiente e sicuro.
“Il convegno ospitato dall’ARNAS G. Brotzu si inserisce in un dibattito sempre più centrale per il futuro del sistema sanitario e della pubblica amministrazione. La vera sfida non è soltanto tecnologica. E’ culturale, organizzativa ed etica. Dobbiamo costruire modelli in cui innovazione responsabilità procedono insieme, basati su un approccio multidisciplinare e multiprofessionale per costruire un ecosistema digitale affidabile, sicuro e realmente al servizio della persona. La nostra capacità di utilizzare l’intelligenza artificiale con responsabilità, etica e visione determinerà il miglioramento della qualità del sistema sanitario”. Dichiara il Direttore Generale dell’ARNAS G. Brotzu, Maurizio Marcias.