Perugia, 29 aprile 2026 – In riferimento alla questione sollevata dal consigliere regionale Andrea Romizi, riportata da alcuni organi di stampa, l’Usl Umbria 1 ritiene opportuno fornire un quadro chiarificatore in merito alle modalità di gestione dei farmaci di fascia C nell’ambito dei servizi di salute mentale.
I medicinali classificati in fascia C, per definizione, non sono erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il loro eventuale utilizzo nell’ambito del sistema pubblico può avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie o nell’ambito di specifici percorsi di presa in carico formalizzati, che ne garantiscano appropriatezza, tracciabilità e controllo clinico.
Non vi è stata, pertanto, alcuna riduzione dei servizi di salute mentale né della presa in carico dei pazienti fragili. Le disposizioni adottate dall’Azienda attengono esclusivamente alla necessità di ricondurre l’utilizzo dei suddetti medicinali all’interno del perimetro normativo vigente, rafforzando al contempo le garanzie di sicurezza e tutela dei pazienti.
La nota del Servizio Farmaceutico Aziendale si colloca in tale contesto e ha avuto un duplice obiettivo: da un lato assicurare il rispetto della normativa vigente, dall’altro prevenire possibili utilizzi impropri dei medicinali e garantire che il loro impiego avvenga esclusivamente in condizioni di adeguato controllo clinico, a tutela degli stessi pazienti.
Le osservazioni formulate dal Dipartimento di Salute Mentale hanno evidenziato la presenza di situazioni cliniche complesse e la necessità di garantire la continuità terapeutica e l’aderenza nei pazienti più fragili. Tali elementi sono stati pienamente presi in considerazione dall’Azienda.
A seguito del confronto tra Servizio Farmaceutico e Dipartimento di Salute Mentale, è stato già definito un percorso condiviso che consente di coniugare il rispetto della normativa con la tutela clinica dei pazienti. In tale ambito si precisa che l’utilizzo dei farmaci di fascia C non viene negato, ma ricondotto a modalità appropriate e coerenti con il quadro regolatorio, garantendo che il loro impiego avvenga all’interno di contesti controllati e nell’ambito della presa in carico clinica.
In particolare, sono state rafforzate modalità organizzative quali la somministrazione controllata presso i CSM, il monitoraggio clinico strutturato e la gestione integrata dei casi complessi, assicurando al contempo sicurezza, continuità terapeutica e responsabilità professionale.
Ne consegue che le misure adottate non rappresentano una riduzione dei servizi, bensì un intervento di governo clinico e organizzativo volto a garantire un utilizzo appropriato dei farmaci e una maggiore tutela dei pazienti, in particolare di quelli più vulnerabili.
L’Azienda conferma, infine, il proprio impegno a mantenere elevati standard di assistenza e a proseguire nel confronto con i professionisti, affinché le soluzioni adottate siano sempre coerenti con i bisogni clinici e con il quadro regolatorio vigente.