La FIMMG Alto Adige esprime forte preoccupazione per lo schema di riforma della medicina territoriale a livello nazionale ieri annunciata dal Ministro Schillaci. Si tratta di un provvedimento mai condiviso con le organizzazioni sindacali di categoria, che introduce il cosiddetto “doppio canale” con forme di dipendenza per i medici di medicina generale, mettendo in discussione il modello fondato sulla libera professione convenzionata. Con questa proposta di Decreto Legge si penalizzerebbero i medici attualmente in attività, esclusi o svantaggiati da nuovi requisiti di accesso, si avrebbe poi un forte disincentivo per i giovani medici, con il rischio concreto di abbandono della medicina generale, ma soprattutto si concretizzerebbe un aggravamento della carenza assistenziale, già oggi particolarmente critica nei territori del Nord. Il rischio concreto è una fuga dalla medicina generale proprio nel momento di massimo bisogno. Dal punto di vista dei cittadini, ciò potrebbe tradursi nella perdita del medico di fiducia, nell’aumento degli accessi impropri al pronto soccorso e in un peggioramento della continuità e qualità delle cure, soprattutto per i pazienti cronici. La riforma rischia inoltre di trasformare il medico di famiglia da riferimento stabile per la comunità a semplice erogatore di prestazioni, indebolendo il rapporto fiduciario medico-paziente e snaturando il modello della medicina di prossimità. Non si può riformare la sanità territoriale senza i medici. In Alto Adige, la medicina di prossimità rappresenta un patrimonio da rafforzare, non da smantellare.” FIMMG Alto Adige auspica pertanto l’immediata sospensione dell’iter del provvedimento e l’apertura di un confronto reale con la rappresentanza dei medici di medicina generale, al fine di costruire soluzioni condivise, sostenibili e realmente efficaci per i cittadini.