Professor Stefano Di Girolamo: “Grazie all’Intelligenza Artificiale e alle Reti Neurali, le nuove protesi isolano i suoni e riducono lo sforzo cognitivo dei bambini “
Roma, 13 aprile 2026 – Interfacce avanzate, spesso indossabili, che digitalizzano il senso del tatto, consentono di percepire consistenze, temperature e rugosità in ambienti virtuali, durante delicate operazioni a distanza. E poi dispositivi di visualizzazione a sistemi olistici, capaci di replicare la complessità della percezione umana, o infine protesi acustiche capaci di isolare i rumori di sottofondo. Lo sviluppo e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni o negli strumenti indossabili rendono il confine tra realtà fisica e simulazione sempre più sottile e funzionale alle necessità umane.
“Perché l’IA sia realistica deve avere le informazioni che hanno gli uomini attraverso i sensi”, spiega Stefano Di Girolamo, Professore ordinario di Otorinolaringoiatria del Policlinico Universitario Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Otorinolaringoiatria Pediatrica (SIOP). “Oggi sensori visivi, sonori e tattili sono integrati per riproporre i dati in modo ‘umano’. Persino il sistema vestibolare, che garantisce equilibrio e mira visiva, è stato ricopiato e riadattato per permettere ai robot di muoversi nello spazio”. Allo sviluppo sensoriale attraverso le nuove tecnologie in età evolutiva è dedicata la lettura del professor Di Girolamo, in apertura del XXVIII Congresso Nazionale della SIOP (15 – 18 aprile).
Dopo i saluti, fra gli altri, del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, e del Presidente del Consiglio Superiore della Sanità, Alberto Siracusano, nella stessa giornata del Congresso, sono attese le letture magistrali di Stefano Vicari, Professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile alla Facoltà di Medicina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e Primario presso l’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma,sul disagio mentale in età evolutiva, e di Stefano De Lillo, Vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Roma,sull’uso della cannabis in età adolescenziale.
Nuove protesi acustiche. Grazie all’IA, possiamo ricostruire volti e voci, ma a livello clinico la vera svolta è nelle nuove protesi acustiche. Queste riescono a selezionare perfettamente la scena uditiva, come il pianto di un bambino o una voce nel rumore di un ristorante, codificandola per massimizzare la nostra capacità di intellezione. È l’orecchio che diventa intelligente.
Le moderne protesi acustiche sono capaci di valutare la scena sonora, in cui i microfoni analizzano l’ambiente circostante mentre l’IA interviene tempestivamente per gestire il feedback, eliminando il fischio fastidioso dei modelli tradizionali. Il sistema guidato da algoritmi di Reti Neurali Profonde (DNN) permette al dispositivo di isolare il parlato dal rumore di fondo con estrema precisione. Attraverso la classificazione automatica dell’ambiente, che può distinguere fino a sette diverse situazioni reali con un’accuratezza del 91%, la protesi è in grado di selezionare istantaneamente la strategia di ascolto più efficace per l’utente.
“L’azione mirata capace di ridurre il rumore e orientare i microfoni in modo direzionale garantisce che la voce risulti sempre chiara senza però isolare completamente l’individuo dai suoni ambientali necessari. In questo modo, lo sforzo cognitivo richiesto per l’ascolto è minore, mentre cresce la qualità della comprensione linguistica in ogni situazione, anche rumorosa”, commenta il Professor Di Girolamo.
Prevalenze di ipoacusia più alte in Europa. Nel nostro Paese, la gestione dell’ipoacusia infantile si fonda sullo screening neonatale universale introdotto dal DPCM del 12 gennaio 2017 che lo ha inserito nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Secondo i dati della Società Italiana di Audiologia e Foniatria (SIAF) e del Ministero della Salute, il sistema ha permesso di intercettare precocemente deficit uditivi, evidenziando che l’ipoacusia o sordità congenita colpisce circa 1-2 neonati ogni mille. La diagnosi permette di adottare soluzioni tecnologiche già nei primi mesi di vita. L’indagine EuroTrak Italia 2025, pubblicata da European Hearing Instrument Manufacturers Association (EHIMA) e Associazione Nazionale Fabbricanti Audioprotesi (ANIFA), conferma che il tasso di adozione di ausili uditivi è in crescita, con l’Italia che presenta una delle prevalenze di ipoacusia più alte in Europa (12,4% della popolazione totale).
I dati ANIFA indicano che la connettività digitale è ormai uno standard per favorire l’integrazione scolastica, ma quando la perdita uditiva è profonda e le protesi non risultano efficaci, si ricorre all’impianto cocleare. I dati più recenti del Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas relativi al 2024 hanno registrato 1746 impianti cocleari, con una tendenza clinica verso l’impianto bilaterale simultaneo entro il primo anno di età per massimizzare lo sviluppo cognitivo.