lunedì, 13 Aprile 2026

Guerra in Medio Oriente. Gaslini in missione ad Amman: salvati dieci bambini affetti da gravi cardiopatie congenite 

Il team del Gaslini è intervenuto su pazienti provenienti da Gaza e Siria, gettando le basi per un programma congiunto internazionale per la gestione di casi complessi e la continuità delle cure. Ad oggi sono oltre 100 i pazienti trattati durante le missioni. Tornerà ad Amman a ottobre 2026.

Genova, 13 aprile 2026. Si è conclusa con successo la quinta missione del team di cardiochirurgia pediatrica dell’Istituto Gaslini ad Amman, un intervento umanitario di grande rilievo svolto in un contesto di estrema tensione geopolitica. La missione si è tenuta presso l’ospedale Al Khalidi di Amman, nell’ambito di un programma che offre trattamento chirurgico per cardiopatie congenite a pazienti profughi — in un Paese che accoglie oltre 3 milioni di rifugiati provenienti da tutto il Medio Oriente — altrimenti privi di accesso alle cure, con il supporto di Gift of Life Amman e Gift of Life New York.

Nel corso di cinque giorni di intensa attività, sono stati trattati dieci pazienti di età compresa tra i 2 mesi e i 15 anni. I bambini, provenienti da contesti di estrema fragilità come Gaza, la Cisgiordania (Ramallah), la Siria e i campi profughi giordani, erano affetti da gravi malformazioni congenite, tra cui la tetralogia di Fallot e la coartazione aortica. Tutti gli interventi si sono conclusi positivamente: il 100% dei pazienti è sopravvissuto, tutti sono stati dimessi dalla terapia intensiva e alcuni hanno già fatto ritorno a casa.

“La missione dell’ Ospedale Gaslini – spiega l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – rappresenta un esempio straordinario di eccellenza clinica e di impegno umanitario in uno dei contesti più complessi al mondo. Salvare la vita a dieci bambini affetti da gravi cardiopatie congenite, in condizioni di guerra, è motivo di grande orgoglio per tutta la sanità ligure. Questo progetto rafforza il ruolo della Liguria nella cooperazione sanitaria globale”.

«La condizione di instabilità geopolitica nell’area medio-orientale ha inciso in modo determinante su questa settimana, in particolare per quanto riguarda il reclutamento dei pazienti (non sempre reperibili e/o disponibili, sebbene già identificati per intervento durante precedenti missioni) e le condizioni di sicurezza del team, esposto, insieme alla popolazione giordana, al rischio di bombardamenti incrociati Iran-USA-Israele. Abbiamo lavorato per tutta la settimana con gli allarmi antiaerei e antimissili attivi decine di volte al giorno» ha spiegato Francesco Santoro, responsabile del Team Missioni Cardiochirurgiche Internazionali dell’Istituto Giannina Gaslini.

Il nucleo operativo italiano ha visto la partecipazione di professionisti dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova e dell’Ospedale di Massa, affiancati da colleghi provenienti da Ramallah e Nablus. La delegazione Gaslini era composta da due chirurghi, Francesco Santoro ed Elena Ribera, dalla cardiologa Andreea Alina Andronache, dall’anestesista rianimatore Maria Mininni, che si occupa di Anestesia nella Cardiochirurgia del Gaslini, affiancata dagli anestesisti e rianimatori Riccardo Moschetti (ex responsabile ICU di Massa) e Hasan Emar (anestesista di Ramallah), nonché dal personale infermieristico Giada Boggi (ICU di Massa) e Ziad Kokhon (ICU di Nablus).

Le missioni in Giordania sono parte integrante di un più ampio programma, partito nel 2019 e parzialmente interrotto dopo il 7 ottobre 2023, quest’ultima è la quinta missione del Gaslini in Giordania e, prima del 7 ottobre, il Team Missioni Cardiochirurgiche Internazionali dell’Istituto ha realizzato 5 missioni a Gaza e 4 a Ramallah.

Oltre all’attività chirurgica, la missione ha gettato le basi per un programma strutturato di evacuazione e trattamento di piccoli pazienti affetti da cardiopatie congenite provenienti da Gaza verso la Giordania. Con il supporto di ONG internazionali (PCRF, PCRF Italia, Heal Palestine, GoL Amman, GoL Italy-NY) e delle autorità giordane, è in fase di perfezionamento un protocollo d’intesa (MoU) che permetterà di dare continuità a questi interventi. Il team ha già confermato il ritorno ad Amman per una prossima missione nel mese di ottobre.

 “Il programma prevedeva di utilizzare strutture sanitarie Palestinesi a Ramallah ed a Gaza, e di stabilirci in Giordania, ad Amman per rivolgere la nostra attività a profughi siriani e palestinesi ospitati nei vari campi profughi. Ad oggi sono oltre 100 i pazienti trattati durante queste missioni. Oggi il nostro programma si è concentrato, per motivi di sicurezza, ad Amman. Torneremo in ottobre con il programma di evacuare pazienti da Gaza e dalla Palestina per il trattamento chirurgico ad Amman, sempre che la logistica dei trasferimenti sia avallata e sia possibile nonostante il conflitto in atto. A latere continuiamo nostri programmi in Iraq (Kurdistan iraqeno), da dove siamo tornati qualche giorno prima dell’inizio della guerra USA-Israele-Iran, e dove prevediamo di ritornare a giugno 2026” conclude il dottor Santoro.

L’impegno internazionale del Gaslini nel conflitto in Medio Oriente

Sotto l’egida del Governo italiano e del Ministero della Salute, il Gaslini dal 2024 ha coordinato diverse operazioni sanitarie a favore dei bambini palestinesi coinvolti nel conflitto attualmente in corso in Medio Oriente e ha accolto e curato presso l’ospedale pediatrico ligure 26 pazienti palestinesi: gli ultimi arrivati il mese scorso,  con gravi patologie cardiache.

La prima équipe dell’ospedale, impegnata in attività di triage e organizzazione del trasferimento di pazienti provenienti dalla Striscia di Gaza, è partita per l’Egitto il 18 gennaio 2024. Il team, coordinato da Andrea Moscatelli, responsabile del Dipartimento Emergenza e Accettazione e dell’Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Neonatale e Pediatrica, ha gestito la logistica sanitaria dei trasferimenti in collaborazione con l’Aeronautica Militare, organizzando il trasferimento di pazienti pediatrici in gravi condizioni verso il Gaslini e altri tre ospedali italiani.

L’Istituto ha inoltre inviato diverse équipe multidisciplinari negli Emirati Arabi per eseguire interventi complessi. Nei primi mesi del 2024, un team della Neurochirurgia del Gaslini, coordinato da Gianluca Piatelli, direttore della Neurochirurgia, ha eseguito diversi interventi neurochirurgici urgenti su piccoli pazienti palestinesi.

Ad Abu Dhabi, invece, una missione congiunta tra il Gaslini di Genova e l’AOU Meyer di Firenze ha permesso di operare bambini vittime del conflitto israelo-palestinese con complesse situazioni ortopediche dovute a ferite di guerra e crolli legati ai bombardamenti. Del team ha fatto parte, per l’Istituto Gaslini, Giorgio Marrè Brunenghi, già direttore dell’Ortopedia dell’IRCCS Gaslini.

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