Nei giorni scorsi la S.C. Cardiologia dell’Ospedale di Pinerolo, diretta da Gianluca Alunni, ha ospitato due figure note del panorama calcistico nazionale: l’ex attaccante della Juventus Michele Padovano e il dirigente sportivo Franco Ceravolo.
Entrambi sono stati sottoposti ad ablazione transcatetere e impianto di loop recorder, un registratore di eventi cardiaci impiantabile sottocute.
Gli interventi sono stati eseguiti in collaborazione con la Cardiologia dell’ospedale di Rivoli, diretta da Ferdinando Varbella. Le procedure sono state condotte dai cardiologi A. Mazza, R. Maggio e L. Tallone, con il supporto anestesiologico di Roberto Vacca, direttore della S.C. Anestesia e Rianimazione di Pinerolo e del Dipartimento Emergenza AslTo3.
Padovano, ex attaccante della Juventus campione d’Europa nel 1996 e vincitore della Coppa Intercontinentale, prima è stato protagonista sul campo e poi, negli anni successivi, anche di una vicenda personale complessa, che ne ha segnato profondamente la vita, raccontata nel suo libro autobiografico Tra la Champions e la libertà e nel docufilm Sky Innocente. Ceravolo, dirigente di lungo corso tra Juventus, Roma, Napoli e altri prestigiosi club, ha invece costruito la propria carriera dietro le quinte, contribuendo in modo discreto ma determinante alla crescita delle squadre con cui ha collaborato.
“La scelta di affidarsi ai nostri presidi” ha commentato il Direttore Generale AslTo3 Giovanni La Valle “testimonia concretamente la nostra capacità di essere attrattivi anche al di là del nostro territorio e con la possibilità di accedere ad ampie alternative. È il risultato dell’impegno dell’Azienda e di un grande lavoro di squadra dei nostri professionisti e delle loro équipe, che con professionalità e competenza rendono la nostra realtà un polo di attrazione e un punto di riferimento per tutti i cittadini”.
In un contesto sportivo come quello calcistico, spesso focalizzato esclusivamente sui risultati, le esperienze professionali e umane di Padovano e Ceravolo offrono l’occasione per una riflessione più ampia, perché il cuore, nel calcio come nella vita, resta il vero motore di ogni storia.