In occasione delle Giornate nazionali dell’11 e 12 aprile saranno allestiti punti informativi all’ospedale Maggiore e a Vaio, mentre il municipio di Fidenza si illuminerà di arancione
Una corretta informazione per prevenire la “sindrome del bambino scosso”. E’ questo l’obiettivo delle Giornate nazionali dell’11 e 12 aprile dedicate alla sensibilizzazione su questo importante tema, con l’organizzazione di eventi e punti informativi in oltre 150 località di tutta Italia. Per l’occasione, anche Azienda Ospedaliero-Universitaria e Azienda Usl di Parma promuovono alcuni eventi rivolti alla cittadinanza, rilanciando lo slogan “Non scuoterlo!” e ricordando cosa fare in caso di pianto prolungato del neonato.
Nella hall d’ingresso dell’Ospedale dei Bambini lunedì 13 aprile sarà allestito un punto informativo dove i medici della Pediatria Generale e d’Urgenza e della Neonatologia saranno disponibili per fornire informazioni e materiale illustrativo per i genitori, perché con pochi e semplici gesti si può evitare una situazione di rischio e salvare la vita di un bambino. Medici, infermieri e volontari incontreranno genitori e caregiver per distribuire materiali informativi e le simboliche palline antistress arancioni della campagna, che ricordano l’importanza di fermarsi e mantenere il controllo nei momenti di maggiore difficoltà.
All’Ospedale di Vaio a Fidenza è previsto l’allestimento di due info-point. Il primo di questi verrà realizzato al Nido dell’Unità operativa di Pediatria: sarà attivo continuativamente dall’8 al 12 aprile. Oltre all’affissione di pannelli informativi specifici, verranno distribuiti a tutti i neo genitori volantini e gadget. Il secondo punto informativo sarà invece operativo nelle mattine di mercoledì 8 e giovedì 9 aprile, dalle 9 alle 12, a fianco dell’area ristoro, al secondo piano del corpo M: saranno i professionisti della Pediatria a distribuire materiali e fornire consigli sulle buone pratiche da attuare. Non solo: nelle serate di sabato 11 e domenica 12 aprile, il Palazzo comunale di Fidenza verrà illuminato di arancione, colore ufficiale della campagna.
La “sindrome del bambino scosso” ha il picco di incidenza tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, tempo di massima intensità del pianto del lattante. E’ questo il periodo più impegnativo per i neo genitori e, più in generale, per coloro che si prendono cura del bebè: il pianto incessante e ripetuto li mette a dura prova, fino a farli sentire in colpa, ad avvertire un senso di stanchezza e inadeguatezza. Ma in caso di pianto prolungato, mai scuotere il bambino: i muscoli del collo sono ancora deboli, e i bruschi e ripetuti movimenti del capo con oscillazioni in avanti e indietro possono causare lesioni irrimediabili al suo sistema nervoso. Scuotere il bambino può provocare anche emorragie cerebrali, convulsioni, disabilità motorie e intellettive, gravi danni alla vista e anche la morte. Il bimbo può piangere per differenti motivi: può aver bisogno della poppata, del cambio del pannolino o di essere cullato. Anche un bagnetto può aiutare a calmarlo, così come un giro fuori casa, in auto o a piedi, con la carrozzina.La campagna “Non scuoterlo” è organizzata dalla FondazioneTerre des Hommes e SIMEUP (Società italiana di medicina di emergenza e pediatria), insieme alla Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento Infantile e promossa dalla Regione Emilia-Romagna.