Roma, 25 mar.- Oggi parte la consultazione nazionale sulla tipologia di contratto che oggi vorrebbero i medici italiani di medicina generale. Pensiamo che la politica debba ascoltare, se si vuole porre un argine dall’esodo dalla professione e voler evitare che milioni d’italiani rimangano senza medico, come già oggi succede, così Pina Onotri, Segretario Generale SMI.
La consultazione è stata resa necessaria a seguito della presentazione, alla Camera dei Deputati,della PdL n. 2218 che avvia il percorso parlamentare di riforma della medicina generale. La nostra consultazione è costruita con un impianto semplice e rapido orientata a rilevare opinioni, percezioni e criticità prevalenti della categoria su alcuni nodi chiave della proposta.
In questo modo vogliamo evitare che la riforma cali dall’alto sui medici senza un reale confronto con i professionisti che operano tutti i giorni negli ambulatori di tutto il Paese. Il progetto di legge vuole riscrivere il modello organizzativo che prevede attività negli studi dei medici e nelle strutture territoriali senza conoscere realmente le condizioni di lavoro effettive dei medici di famiglia.
Rimaniamo basiti davanti a coloro che oggi sostengono che le attività degli studi dei medici di medicina generale si possano limitare alle venti ore a settimana, più diciotto ore da rendere nelle Case di comunità e nelle strutture delle ASL. In questo modo non si tiene conto di tutto il lavoro di back office che esiste dietro l’apertura degli studi. Chi lavora nel settore conosce molto bene che l’attività dei medici di famiglia raggiunge già oggi quaranta, cinquanta ore a settimana.
Se questa proposta va in porto ci troveremo davanti al paradosso di un impiego dei medici di medicina generale in una cornice di un rapporto di dipendenza ma senza le tutele previste dal lavoro dipendente.
Siamo pronti a mettere in atto tutte le azioni propositive, di protesta e di lotta per difendere i nostri diritti.
Di seguito il link per accedere alla consultazione.