Presentato un ampio pacchetto di misure nell’ambito delle trattative per l’Accordo integrativo provinciale dei medici di medicina generale: 7 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028.
BOLZANO (USP). Il direttore del Dipartimento Prevenzione sanitaria e Salute Michael Mayr, in qualità di presidente della delegazione pubblica, guida le trattative contrattuali con le rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale. “La proposta che abbiamo presentato alle parti sociali al tavolo negoziale rappresenta complessivamente il quattordicesimo testo contrattuale pronto per la firma che abbiamo predisposto dalla ripresa delle trattative nel giugno 2025. A questi si aggiungono altri tre testi relativi ad accordi su temi specifici”. La proposta a cui fa riferimento Mayr è stata presentata il 10 marzo alle rappresentanze sindacali dei medici di medicina generale dell’Alto Adige. Essa comprende una serie di misure che mirano da un lato a garantire un’assistenza di medicina generale migliore e più uniforme per tutte le cittadine e i cittadini del territorio provinciale e dall’altro a rafforzare e valorizzare complessivamente la medicina generale e l’assistenza sanitaria territoriale.Al centro dell’offerta presentata vi è la riforma della cosiddetta continuità assistenziale: il servizio di reperibilità medica nelle ore notturne e nei fine settimana e festivi sarà in futuro garantito attraverso le Case della comunità e tramite il Numero Unico 116117. “Creiamo così un sistema chiaro che offre risposte rapide ai cittadini e migliora allo stesso tempo le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale”, spiega il direttore di Dipartimento Michael Mayr. L’obiettivo è uniformare e semplificare a livello provinciale l’accesso all’assistenza sanitaria al di fuori degli orari di ambulatorio dei medici di famiglia. Nelle Case della comunità saranno attivati ambulatori per le piccole urgenze con medici e personale infermieristico in servizio attivo, mentre unità mobili garantiranno l’assistenza domiciliare ai pazienti impossibilitati a raggiungere la struttura. “Per i servizi svolti nelle Case della comunità la proposta prevede compensi orari nettamente superiori rispetto a quelli stabiliti dall’accordo nazionale”, aggiunge Mayr.Un ulteriore punto riguarda l’aumento del contributo per il personale di studio e di segreteria: l’importo attuale di 3,50 euro per assistito verrebbe portato a 7,50 euro, più che raddoppiando il sostegno previsto. Per i medici di medicina generale che, su base volontaria, prestano servizio nelle Case della comunità è previsto un incremento ulteriore di 1,50 euro per assistito.La bozza contrattuale prevede anche una significativa valorizzazione delle prestazioni sanitarie: le visite domiciliari saranno remunerate con compensi sensibilmente più elevati, in parte oltre il doppio rispetto a quanto previsto dall’accordo nazionale, e sarà aggiornata ed ampliata la remunerazione delle prestazioni di particolare impegno professionale, come ad esempio medicazioni o prestazioni diagnostiche. Per le relative apparecchiature è già previsto un contributo fino al 50% del prezzo di acquisto.Infine, l’offerta stabilisce che, in una fase transitoria e nelle aree periferiche più distanti dalle Case della comunità, i medici di medicina generale possano continuare a garantire un servizio di disponibilità telefonica nelle ore serali (20-24), anch’esso specificamente remunerato, con un medico per ciascun ambito incaricato del servizio.“I 7 milioni di euro messi a disposizione dalla Giunta provinciale per le trattative contrattuali con i 310 medici di medicina generale rappresentano un investimento rilevante nell’assistenza sanitaria territoriale”, conclude Mayr.